L’estate della Juventus non sta andando come previsto dopo la sconfitta di Cardiff.

Oggi è emersa un’indagine della FIFA nei confronti del club bianconero per quanto riguarda l’affare Pogba.

Sul caso è intervenuto l’avvocato D’Onofrio, docente universitario a Bologna, ai microfoni di Premium Sport. Queste le sue parole: “Il procedimento viene avviato perché c’è il sospetto che dietro il lauto pagamento all’agente possa nascondere un TPO (third part ownership, ndr). Tuttavia la vicenda, a mio avviso, per ora non presenta particolari elementi di gravità. È singolare il fatto che la FIFA abbia stralciato la posizione della società acquirente e tenuto quella della cedente. Le cifre sono simili: il Manchester United paga 19 milioni, la Juventus 27. Lo scarto economico non è ampio, c’è da capire se quella somma sia frutto di un accordo libero, consentito, oppure frutto di un accordo preventivo sulla futura vendita, che sarebbe illecito. La Juventus sarebbe molto ingenua, quindi anche a livello contabile penso che quella cifra sia stata iscritta come voce di intermediazione”.

Cosa rischia la Juventus?
Ci sono dei precedenti. Quando viene ipotizzato un TPO effettivo o celato vi è il blocco del mercato. È già accaduto: nei confronti di una società delle serie minori belghe addirittura per quattro finestre di mercato. Però servirebbe un’esplicita ammissione, per questo immagino che sia difficile da dimostrare”.

In concreto?
La Juventus è quotata in borsa: ha un doppio regime di controlli. E quando contabillizza deve farlo a norma; in questo caso, l’intermediazione, anche a cifre elevate, è consentita dalla FIFA. Il 3% è solo indicativo: se le parti non hanno pattuito altro, vale il 3%, ma le parti possono derogarvi. Questo peraltro spiegherebbe perché il Manchester, per una cifra di poco inferiore, non sia indagato. Sulla Juve il sospetto deriva dal fatto che Pogba fosse un giocatore bianconero e quindi vi è da capire se al momento del suo arrivo la Juve avesse pattuito un pagamento a Raiola in caso di successiva vendita“.

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