Gianluigi Buffon è forse il calciatore della Juventus che desidera maggiormente questa Champions League vista l’età e le due finali perse. Il numero 1 bianconero ha parlato in conferenza stampa della finale di domani. Queste le sue parole: “Si percepisce questa spinta, dalla gente. L’entusiasmo è un elemento in più. Nei momenti di sofferenza troveremo da qui energie sconosciute per resistere alla foga del Real e alle difficoltà“.

Saresti in caso di vittoria il più vecchio ad aver vinto la Champions. “Mi provocherebbe gioia immensa. Quando arrivi a questo punto sai cosa ci hai messo ad arrivarci. Non c’è niente di più bello che ricevere una gratificazione dopo averla sudata, niente di più bello poi poterlo condividere con i compagni“.

Cristiano Ronaldo e la sua fame di vittoria. “È un modello sportivo, un esempio per tutti. A 39 anni pensavo di non dover più imparare niente e invece quest’anno parlando con Dani ho imparato tanto e non mi capitava da tempo. Mi ha motivato molto, giocatori come lui, Ronaldo, Messi riescono a vincere spesso senza mai essere sazi“.

Vigilia come Berlino? “Le vigilie sono tutte uguali. Ti provocano concentrazione, consapevolezza e rispetto verso gli avversari. Noi abbiamo feeling con le finali perse e loro con quelle vinte, magari ci incontriamo e le cose cambiano“.

Avevi detto di sperare che Dani vi insegnasse a vincere la Champions. “Lui è come me, ottimista. Mi aveva detto che ce l’avrebbe fatto vedere. E’ stata una rivelazione per me ma non a livello calcistico“.

Sfida tra te e Ronaldo presentata da tutti. “Sono dei paragoni che servono a stimolare le fantasie di tutti. Non penso e non ho la sfacciataggine di pensare una cosa simile, facciamo due ruoli diversi. Io mi devo difendere e lui deve attaccare, il fatto che se ne parli mi fa piacere. Il Pallone d’Oro poi è secondario, ora conta solo cercare di vincere domani“.

L’effetto del tetto chiuso. “Se c’è un tetto vuol dire che è stato fatto anche per poterlo chiudere, sarà una cosa normale. La motivazione non si sa quale sia vera. Ho già giocato altre volte col tetto chiuso e non c’è grande differenza“.

Sensazioni speciali domani. “Le emozioni di domani saranno diverse rispetto a quello che può succedere ad altri che possono avere almeno 4-5 anni di calcio davanti. Sarà una partita più speciale per me, intendo affrontarla e giocarla senza rimpianti. Una mia buona prestazione potrebbe aiutare la squadra”.

Approccio alla gara. “Per rimanere sereni c’è un gioco. Quando prende il sopravvento l’ansia devi mettere sul piatto quello che sai fare cosi che l’ansia diminuisca. Questo è il mio modo“.

Ritrovare Zidane che vuol dire per te? “Uno che ha giocato ad alti livelli a calcio può anche fare l’allenatore. Non mi sorprende ritrovarlo dopo 11 anni, il pedigree del vincente non l’ha perso. La vita è fatta anche di qualche sconfitta e spero capiti domani“.

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