Juventus, non è solo destino: pro e contro dell’eliminazione in Champions League

Una sorta di maledizione alla Béla Guttmann quella che sembra colpire la Juventus una volta superato il confine. Per carità, è più che lecito credere che sia il destino a metterci spesso e volentieri una mano, ma ci sono naturalmente anche altri fattori che durante questi anni hanno obbligato la squadra bianconera a salutare la competizione a bocca asciutta.

Chiusa la prefazione iniziale, andremo infatti a vedere gli aspetti negativi che spiegano il perché di questa eliminazione ai quarti di finale.

LA DIFFERENZA

Prima di tutto non bisogna dimenticare il valore dell’avversario ovvero una vera e propria corazzata che se in difesa mostra qualche problema, soprattutto quando manca Sergio Ramos, dal centrocampo in su non ci sono paragoni con nessun’altra squadra al mondo. In più c’è da considerare una panchina di tutto rispetto, inimmaginabile altrove. Purtroppo la Juventus, seppur con un’ottima rosa, pecca troppo in certi ruoli e se in Italia riuscirebbe ad arrivare tra le top anche schierando per 38 giornate la squadra di riserva, in Europa la musica cambia. Basti pensare all’andata quando con le assenze di Benatia e Pjanic, Allegri ha dovuto cambiare modulo e schierare giocatori non all’altezza di certi palcoscenici. Come se non bastasse, chi avrebbe dovuto stupire o addirittura decidere la sfida non ha giocato a dovere e questo ha inevitabilmente influito.

La società dovrà lavorare in modo tale da migliorare ulteriormente e mettere la parola “fine” a questo perenne supplizio europeo.

ARGENTINI, CHE DELUSIONE

Passiamo ad un’altra nota molto dolente vale a dire gli argentini Paulo Dybala e Gonzalo Higuain. Di certo non si possono criticare o mettere in croce però qualche commento negativo è giusto che venga fatto. Il primo è più giovane e meno esperto e lo ha dimostrato perdendo le staffe subito dopo lo 0-2 durante l’andata, dove non aveva nemmeno disputato una cattiva partita. Senza quel rosso sicuramente staremo parlando di un’altra partita.

Discorso diverso ma non sufficiente per il suo connazionale: mai realmente pericoloso in 180′ se non un tiro sullo 0-3 a Torino e una timida conclusione quando l’incontro era ancora sullo 0-2 a Madrid. Si conferma un’altra volta non decisivo a grandissimi livelli.

Questo ovviamente non toglie ai due protagonisti di Londra (e non solo) il loro immenso peso e bravura per i bianconeri ma negare l’evidenza sarebbe davvero senza senso.

CADUTA DI STILE

La cosa che però più ha fatto discutere, nel bene o nel male, sono state le varie conseguenze arrivate dopo che l’arbitro ha assegnato il rigore. Il gesto di Chiellini e le parole di Buffon sono state una brutta pubblicità al nostro calcio. Si tratta sempre di pilastri della Juventus e Nazionale, dove addirittura Gigi è Capitano di entrambe. Sebbene la rabbia, frustrazione e delusione siano sentimenti umani, un professionista non può permettersi di reagire così in mondovisione, sparando a zero sul direttore di gara.

In tutto ciò, comunque, non c’è solo da rimproverare. Infatti ci sono anche alcuni aspetti positivi

L’IMPRESA

Tre goal al Bernabeu, difesa praticamente perfetta e ripartenze sempre pericolose e quasi sempre letali. I ragazzi di Allegri hanno giocato e vinto una partita davvero impressionante, che poi sia stata un trionfo inutile ai fini della qualificazione è un altro discorso ma quell’1-3 rimarrà ben impresso nella testa dei tifosi indipendentemente dalla fede.

I NUOVI ACQUISTI

Douglas Costa e Matuidi sono stati gli acquisti estivi con più esperienza europea tra quelli comprati dalla Juventus e così è stato. Il brasiliano, seppur senza segnare o sfornare assist, si è dimostrato una spina nel fianco per la retroguardia spagnola. Il francese invece all’andata non è sceso in campo per scelta tecnica ma al ritorno ha giocato una partita straordinaria: tanto corsa, grinta e un goal che poteva fare storia. Insomma, con gli acquisti giusti abbiamo avuto la dimostrazione di poter ambire a grandi traguardi, il vero obiettivo di questa Juventus.

Un’altra lezione dunque, sempre più bruciante, ma se capaci di farne tesoro potrebbe rivelarsi utile in futuro.

 

CONDIVIDI