Juve-Lione, vietato sbagliare: come arrivano le squadre e che partita sarà

Due squadre ferite alla ricerca di riscatto sul palcoscenico più importante. La Juventus più critica degli ultimi nove anni con un titolo su tre vinto al momento e un Lione fuori dalle coppe europee per la prossima stagione e fresco di sconfitta ai rigori nella finale di Coupe de la Ligue. Prima di tirare le somme bisognerà passare per l’Allianz Stadium il 7 agosto in quella che si prospetterà una calda serata torinese sia per la temperatura sia per la posta in palio. Dentro o fuori, tutto o niente.

Come arriva la Juventus

L’aria è pesante così come le critiche in quel di Torino. Probabilmente filtrava più ottimismo la sera di Juventus-Atletico Madrid quando i bianconeri partivano sul 2-0 per i Colchoneros salvo poi compiere una rimonta clamorosa. Adesso c’è solo un gol di svantaggio con una squadra sulla carta più debole di quell’Atletico ma a frenare l’entusiasmo e la voglia di remuntada sono la condizione e i numeri specialmente di quest’ultima parte di stagione.

È vero che il campionato della Juve si è psicologicamente interrotto contro la Lazio, con i giocatori già consapevoli di avere lo Scudetto in tasca dopo la vittoria con i biancocelesti e con gli ultimi risultati dovuti anche ad una formazione molto rimaneggiata, ma se si guardano le gare giocate nel periodo che va dal post Covid a Juve-Lazio la situazione non migliora: troppi gol subiti, troppe chance bruciate per allungare o chiudere il discorso Scudetto, sinonimo di un grande problema di natura mentale, i soliti errori che accompagnano la Juve da agosto e qualche infortunio di troppo. Ingredienti di una ricetta che ha portato la Juve di De Ligt, Dybala e Ronaldo a temere come non mai una débâcle agli ottavi con il Lione.

Passando al sodo, l’assenza sicura di Douglas Costa e la corsa contro il tempo per recuperare anche solo in caso di necessità Paulo Dybala complicano le scelte di Maurizio Sarri. Il resto dell’attacco è composto da Cristiano Ronaldo, un Higuain poco convincente e un Bernardeschi con troppe insufficienze recenti. Pensare di poter alzare Cuadrado in attacco e di conseguenza dover rinunciare al miglior terzino in rosa per rendimento fa riflettere. Senza dimenticare il centrocampo, quotidianamente oggetto di critiche che si dovrà dimostrare all’altezza di quest’ultimo sprint Champions.

Come arriva il Lione

Leggermente più difficile tracciare un quadro completo e fedele dell’avvicinamento alla sfida del Lione. Dall’otto marzo in poi il Lione ha giocato solamente una partita, la finale di Coppa contro il PSG, mentre la Juve è scesa in campo quattordici volte. Una differenza che paradossalmente non lascia comunque tranquilli Sarri e i suoi collaboratori.

«Mi ha sorpreso il fatto che fisicamente stanno abbastanza bene. Non sembravano una squadra che non giocava da un lungo periodo, anche se hanno fatto 3-4 amichevoli». Così ha parlato del Lione proprio lo stesso tecnico della Juve, preoccupato come giusto che sia di quella che è stata la partita dell’OL del 31 luglio. Ci si aspettava un Lione più sulle gambe, impacciato, in difficoltà quando in realtà ha creato più di qualche grattacapo a Neymar e compagni.

A preoccupare ancora di più sono i motivi della partita più che onesta del Lione, la maggior parte in contrasto con i reali problemi della Juve di quest’anno. In primis la difficoltà dei bianconeri di affrontare squadre troppo chiuse come successo contro Milan, Napoli e Lecce. In Coppa Italia infatti la Juve non è mai riuscita a segnare un gol in 180′ mentre col Lecce la goleada è arrivata solo dopo l’espulsione di Lucioni al 31′ sullo 0-0.

Lione-PSG
juventus-Lecce

Altro problema in vista per gli uomini di Sarri è la capacità del Lione di sfruttare l’ampiezza. La Juve ha dimostrato più volte di soffrire i cambi di gioco avversari e le azioni provenienti sui lati. Bisognerà fare molto attenzione in tal caso a Maxwel Cornet, vera spina nel fianco nel match contro il PSG con 71 tocchi, 2 dribbling su 2 e 4 cross.

Infine il ritorno di Memphis Depay, giocatore fondamentale che già col PSG ha dimostrato di aver scaldato bene i motori in amichevole ed è pronto a far male alla Juventus.

Che partita farà la Juve?

Ipotizzare le formazioni ufficiali non è semplice visto che ci sono ancora troppi dubbi in casa Juve e solo il tempo ci fornirà la risposta più importante: Dybala sì o Dybala no?

La presenza dell’argentino è letteralmente fondamentale visto il momento e la qualità del dieci bianconero oltre alla grande fantasia che potrebbe scardinare una squadra chiusa come il Lione, esattamente come successo in varie partite dell’ultimo periodo in Serie A quando una giocata della Joya sbloccava match difficili e complicati. D’altronde Dybala è stato il giocatore con almeno 10 reti in questo campionato con la percentuale più alta (73%) di gol sullo 0-0 con otto reti su undici utili per stappare la partita.

MVP.

Il lavoro di Dybala potrebbe rivelarsi utile non solo in zona gol. Infatti in PSG-Lione non è passato inosservato il grandissimo lavoro di equilibrio di Bruno Guimarães. Il brasiliano si trovava spesso da solo a dover fronteggiare anche da solo il contropiede avversario in quanto Aouar talvolta rimaneva sulla linea degli attaccanti e Caqueret commetteva qualche ingenuità. Il centrocampista di Rio de Janeiro ha giocato una signora partita garantendo equilibrio e sostanza fino all’ora di gioco quando al quarto fallo, la maggior parte su Neymar, è stato ammonito. Il connazionale del PSG, molto agile e veloce, spesso andava via a Bruno Guimarães che con le brutte era obbligato a fermarlo per evitare guai. Dopo l’ammonizione la gara del brasiliano è stato condizionato fino alla sostituzione qualche minuto dopo. Detto ciò, se Dybala riuscisse innanzitutto a giocare e successivamente a muoversi qualche volta lontano dalla porta come ha fatto Neymar, potrebbe limitare il lavoro di Bruno in copertura procurando il più presto possibile un cartellino giallo all’ex Athletico Paranaense.

Detto ciò probabilmente la Juve partirà più aggressiva con l’obbligo di segnare un gol nei primi minuti. In questa maniera, anche se dovesse arrivare l’1-1, la squadra sarebbe in fiducia e andrebbe all’assalto dei restanti due gol da fare. Ovviamente mantenere la porta inviolata porterebbe a dover segnare “solo” due gol. Sarà dunque importante mantenere equilibrio sperando di trovare un Cristiano Ronaldo e un Higuain (o Dybala) in serata.

Sognando un’altra notte così.

E il Lione?

La squadra di Garcia si limiterà perlopiù a difendere.in maniera ordinata e solida come dimostrato con il PSG con la consapevolezza dell’1-0 dell’andata e della possibilità, in caso di gol a Torino, di dover trovarsi davanti una squadra obbligata a segnarne tre per passare il turno. Se abbiamo visto Aouar e Caqueret a volte troppo avanti contro il PSG, questa volta Garcia imporrà ai propri centrocampisti di fare densità e dare copertura al centro. Non da escludere un possibile impiego dal primo minuto di Thiago Mendes al posto del classe 2000.

Queste le differenze di formazione tra OL-Juve e Juve-OL.

Questione di testa

In conclusione, dopo aver analizzato il lato tecnico-tattico di questa sfida, la parola spetta al campo. Ancor prima delle gambe, in campo dovrà lavorare la testa perché in notti come queste è assolutamente vietato sbagliare. Chi ha deluso fin qui dovrà riscattare la stagione, chi stava facendo bene dovrà confermarsi all’altezza di notti come queste. Per Maurizio Sarri si tratta della partita più importante della carriera, quella con più pressione e occhi addosso. Insomma, ognuno ha i suoi motivi personali senza dimenticare l’obiettivo comune. Vincere, perché alla Juve non è importante, ma è l’unica cosa che conta.

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