I grandi club sono fatti di giovani e di campioni affermati, alla Juventus c’è Stefano Sturaro, cresciuto molto dopo il suo trasferimento dal Genoa, il suo agente ne ha esaltato le qualità ai microfoni della redazione di Tuttojuve.

Ecco le dichiarazioni di Paolo Volpi qui di seguito.

Buongiorno Carlo, come giudichi la prestazione di Stefano contro il Napoli?

“Ha fatto una bella partita, dei tempi buoni. Napoli-Juventus è stato uno spot per il calcio italiano, un match giocato ad armi pari e le due squadre volevano superarsi. Stefano mi ha detto che giocare certe partite vale la pena di fare sacrifici nella vita, perchè lo scenario era stupendo e il pubblico una bolgia. Ne valeva la pena”.

Ha giocato nel ruolo in cui era impiegato a Modena…

“Sta imparando dal mister a fare tutti i ruoli, ha un’intelligenza tattica ed è diventato un trasformista. Lui lo interpreta con le sue caratteristiche, qualcuno della critica lo vede come un esterno d’attacco ma certe volte bisogna capire che gli allenatori cercano di dare l’equilibrio alla squadra. Allegri ha saputo dimostrare bene questo aspetto, è un ottimo stratega così come lo è Sarri”.

Ha dimostrato aggressività e un bel temperamento. Era sul pezzo. Anche se, forse, ha commesso un po’ troppi falli…

“Non erano cattivi, erano falli di gioco. Rispetto tutta la critica ma il calcio è questo, è molto fisico. In Inghilterra non avrebbero mai fischiato fallo, te lo dico con certezza matematica. E’ uno sport per duri, lo giocano persone che si allenano sei giorni a settimana e lavorano più di trecento giorni l’anno. Ci sono poi gli esteti come Higuain, Dybala, o anche lo “scugnizzo” Insigne che mi è piaciuto tantissimo, soprattutto quando ho visto fargli quella chiusura difensiva. Ho pensato che sia diventato un uomo maturo”.

Per caso, nella tua chiacchierata con Stefano, ti ha per caso detto che la squadra ha dosato le energie in uno dei due match?

“Mi ha risposto che non hanno gestito nulla, non puoi farlo col Napoli e nemmeno col Chievo. Devi giocare con le loro stesse armi. Era stata preparata nei minimi dettagli, da notare che la Juve sia andata in vantaggio in entrambe le partite e questo fa capire l’intensità, la gestione e l’approccio alla gara. Non attendere ma andare a colpire. Poi, certo, quando vai sotto di un gol la squadra avversaria diventa difficile da gestire. Neto? Ha fatto parate importanti, l’errore c’è stato ed è evidente che ha riaperto la partita, il San Paolo si è infiammato in un attimo e la squadra ha beneficiato di questo. Solo chi non gioca non fa errori”.

Potrebbe essere lui, insieme a Lemina, il nuovo vice Mandzukic per questo finale di stagione?

“Il mister sa far le scelte, apprezzo molto il lavoro dello staff e sono tutti protagonisti. Campionato? C’è ancora molto calcio da giocare, dovesse vincere il sesto scudetto consecutivo si entrerebbe nella storia. Permettimi di dire una cosa”.

Prego.

“Mentre bevevo un caffè con Stefano, lui mi raccontava di Higuain dicendomi: ‘Carlo, puoi dargli qualsiasi tipo di pallone che la butta dentro. E’ un’ira di Dio. Calcia da qualsiasi posizione, non c’è bisogno di dargli il giusto pallone perchè è un campione’. Il Barcellona incontrerà una squadra diversa, di questo ne sono sicuro”.

Ti ha detto se giocherà contro il Chievo?

“Devi chiederlo ad Allegri (ride ndr). Io ci spero sempre ma la domanda è da fare al mister. La società ha saputo dare ad Allegri una rosa per arrivare fino in fondo, perchè per me giocare contro il Barcellona rappresenta proprio questo”.

Si vocifera ancora di un possibile approdo di Stefano in Premier durante la prossima sessione di mercato. Cosa mi puoi raccontare?

“E’ la Juventus che dovrà valutare, sinceramente i dirigenti non mi hanno mai accennato ad una sua possibile partenza. Le richieste da quel campionato esistono sempre ma è in club di livello mondiale che rappresenta il top, Stefano vuole continuare a vincere. Raffigura il giocatore giovane, italiano, che ha dei concetti molto chiari. E sta imparando molto dalla vecchia guardia. Adesso ci godiamo il finale di stagione”.

Curiosità: giochi ancora a Fifa contro di lui?

“Adesso un po’ meno, ma quando ci rivediamo di fronte ad una bibita con la sua compagna rivedo sempre il ragazzino di sedici anni che ho conosciuto. L’ho visto farsi decine e decine di fotografie con i fans, quando hai la disponibilità vuol dire che hai capito tutto del tuo lavoro”.

CONDIVIDI
Pasquale Rosolino, 92 d'annata. Editore di Novantesimo.com. Troppo malato di calcio, se non sto scrivendo ne sto parlando e se non ne sto parlando? Sto sognando! Editor per Visit Naples.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008