L’ex Milan Cristian Brocchi, ha parlato ai microfoni di Gianlucadimarzio.com in merito alla sua nuova esperienza allo Jiangsu Sunig in Cina al fianco di Fabio Capello.

Molti considerano Brocchi un “raccomandato” di Berlusconi e l’ex rossonero risponde così: “E’ un termine sbagliato. Se fossi stato il cocco, avrei firmato per due anni invece di andare a scadenza col contratto della Primavera. Qualcuno disse anche che avevo fatto carte false per allenare la prima squadra, ma era Berlusconi ad avermi scelto. Berlusconi vedeva in me l’uomo giusto per il suo calcio, si guardava tutte le partite della Primavera, si era affezionato al mio modo di giocare. Sembrava che il nostro fosse un rapporto esclusivo ma in realtà non c’era alcun legame in ambito personale: solo un discorso tecnico. So che era iniziato tutto con un Milan-Real 2-1 in un torneo a Dubai, l’Hamdan Bin Mohammed, nella primavera 2015: rimase colpito da un calcio che aveva ritenuto bello e propositivo e da quella volta in poi si fece registrare tutte le nostre partite, cosa che ovviamente io non sapevo”.

Berlusconi puntava molto sui giovani di Brocchi: “C’era un progetto. Conosceva tutti i giocatori per nome e li osservava per capire chi avrebbe potuto essere il nuovo MaldiniBaresi e via dicendo. Sapendo che non c’era più la disponibilità per arrivare ai top player, questo era il suo modo per ricostruire una base. In poche parole: era alla ricerca della soluzione per tenersi il Milan. Nei giorni in cui era in ospedale, appena ho potuto parlargli, gli ho detto che non c’erano più le condizioni per lavorare bene. Credo di essere stato molto onesto, per amore del Milan. Gli ho detto “Presidente non lotti più per me”. Lui è rimasto molto deluso, avrebbe preferito che fossi io a lottare ancora. Ma la situazione era troppo complicata. Un tecnico giovane o debuttante deve avere tutte le componenti dalla sua parte. Come succede a Simone Inzaghi. Peccato, perché Berlusconi aveva le cose chiare in testa: so che una delle sue volontà era quella di far lavorare insieme me e Capello. Io in panchina e il mister come d.t..

Adesso i ruoli sono invertiti: Per me è la chiusura di un cerchio iniziato quando io giocavo nel Milan Primavera e lui allenava in prima squadra. Qui in Cina è tutto molto stimolante perché hanno una grande voglia di imparare. Più che l’allenatore fai l’insegnante di calcio, per noi è una palestra, e comunque ci sono anche ragazzi di qualità. E’ un movimento su cui vale la pena investire”. Intano i cinesi sono diventati proprietari di due ex: “Per uno della mia generazione vedere le milanesi senza Berlusconi Moratti è strano, ma il peso economico perloro era ormai insostenibile: il divario con i club europei è eccessivo, persino rispetto alle società di media grandezza. Derby? Mai come stavolta è da tripla. Conterà molto di più l’aspetto mentale rispetto alla tecnica. Se vince il Milan,svolta. Se vince l’Inter, prende il largo”.

Brocchi tifa Montella: “Io dico solo che, nonostante abbia un bel rapporto con Spalletti, mi spiacerebbe se Montella perdesse, perché la situazione si complicherebbe molto. Vincenzo è un ottimo allenatore. Diciamo che tifo Milan al 51%… Allenare di nuovo i rossoneri? Tornare al Milan non è il mio primo desiderio. Il primo è allenare. Punto”.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.

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