ItaliaCercaGoal #1 – Corsa a Euro2020: tra riscatto personale e annate deludenti

A pochi giorni dall’inizio della Serie A i tifosi italiani sono pronti a segnare sul calendario un’altra importante data per il nostro calcio vale a dire l’inizio degli Europei 2020. La strada è ancora lunga, la nostra Nazionale è a punteggio pieno dopo quattro giornate ma ne mancano ancora sei. Il Mondiale mancato dell’anno scorso è una ferita ancora aperta, impossibile da colmare ma possibile da rimarginare con una buona prestazione in vista dei prossimi campionati europei.

Mal di goal azzurro

Uno dei maggiori problemi degli ultimi anni degli Azzurri è stato il “mal di goal”: tanti attaccanti provati, molte coppie testate ma poche reti. Il culmine in negativo è stato raggiunto con i 180 minuti fatali senza segnare contro la Svezia in quel maledetto doppio confronto che non ha bisogno di descrizioni. Ora l’Italia ha ritrovate valide punte come i vari Belotti, Immobile e compagnia ma senza un vero e proprio bomber come Kane per gli inglesi, Mbappé per i francesi, Lewandowski per i polacchi e via discorrendo.

Goal salvezza a tinte tricolore

Quest’anno molte squadre di Serie A vantano centravanti italiani, tutti impegnati per vestire la maglia azzurra più desiderata e contesa. Se le big preferiscono l’estero (Atalanta-Zapata, Inter-Lukaku/Lautaro, Juventus-Dybala, Milan-Leao/Piatek, Napoli-Milik, Roma-Dzeko) le squadre di medie-basse classifica puntano molto sul made in Italy, volenterosi di affacciarsi o riappropriarsi della Nazionale attualmente allenata dal commissario tecnico Roberto Mancini.

Fattore B: Bomber, Brescia e Bologna

Difficile non pensare a Mario Balotelli, ritornato nella sua Brescia per un riscatto personale dopo le sue sette esperienze passate tra Italia, Germania e Francia. Roberto Mancini, colui che lo ha aggregato in prima squadra nella sua Inter nel 2007-2008, ha sempre tenuto aperta la porta di Coverciano per Super Mario convocandolo tre volte dopo quattro anni di astinenza. Guai a parlare di raccomandazione visto come lo stesso CT ha spiegato come la Nazionale dovrà sudarsela come tutti, se non addirittura di più.

A Bologna invece c’è un certo Mattia Destro, pupillo di Sinisa Mihajlovic. Il tecnico serbo lo ha schierato nove volte la scorsa stagione, siglando ben quattro goal tutti molto pesanti nell’economia del campionato. Anche il precampionato fa ben sperare e a 28 anni, l’ex Milan e Roma dovrà togliersi di dosso le scomode etichette di attaccante discontinuo dal rendimento altalenante.

Pochi goal ma tanta voglia

Parte un po’ indietro nelle gerarchie Gianluca Lapadula. Approdato a Lecce dopo un deludente triennio tra Milan e Genoa, l’italo-peruviano è lontano dalla smagliante forma e costanza di Pescara. Conta solo un gettone con l’Italia, segnando una tripletta contro il San Marino.

Finiamo questo primo episodio dell’approfondimento con Kevin Lasagna: tre presenze senza segnare con la Nazionale e soli sei goal in 34 presenze stanno minando le sue chance per essere il “nove” dell’Italia. La probabile permanenza di De Paul e l’innesto di Nestorovski, con cui potrà giocare in coppia, è obbligato a migliorare il proprio score per tornare agli ordini di Mancini.

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