Italia Under 21, Pellegrini: “Germania si può battere, non dobbiamo pensare alla sconfitta”

Pellegrini

Il passaggio del turno dell’Italia alle semifinali degli Europei Under 21 in Polonia è a rischio. Dopo la sconfitta di ieri per 3-1 contro la Repubblica Ceca si mette in salita la strada per i ragazzi di Di Biagio e Lorenzo Pellegrini ha parlato proprio dal ritiro azzurro in conferenza stampa:

Cosa è successo ieri?
“Sicuramente sarebbe stato molto importante vincere però abbiamo perso. Non dobbiamo pensarci troppo, per fortuna abbiamo ancora la possibilità di passare. Tutti sappiamo che vincendo 3-1 con la Germania passeremmo automaticamente. Sappiamo quindi che il passaggio dipende da noi. Quello successo ieri ci potrà aiutare contro la Germania. C’è sempre da imparare, sappiamo che non dobbiamo commettere gli stessi errori anche perché altrimenti saremmo fuori”.

Possibile abbiate sottovalutato la gara di ieri? Parlo di un approccio mentale…
“Questo non credo sia successo. Noi siamo abituati a preparare le gare sempre alla stessa maniera. Né noi né il mister siamo stati superficiali, sicuramente però non siamo scesi in campo come abbiamo fatto contro la Danimarca, e nel primo tempo abbiamo pagato questo. Nel secondo tempo li abbiamo ripresi, poi il calcio è fatto di episodi, noi abbiamo creato 6/7 palle gol senza approfittarne, loro 3 e hanno vinto. Pensiamo alla Germania che è ancora tutto possibile”.

Era meglio evitare certi cambi in un torneo del genere?
“Noi siamo una squadra, chiunque giochi sa cosa fare. Bisogna essere pronti subito in questi tornei, il mister non ha fatto scelte per preservare qualcuno ma perché riteneva fosse la scelta giusta. Adesso non dobbiamo pensare più alla Repubblica Ceca ma solo alla Germania”.

Tu sei uno dei pochi che corre tanto. La squadra è sembrata invece un po’ sulle gambe, vi hanno messo molto in difficoltà da un punto di vista fisico…
“Credo sia un modo di affrontare le partite. Voi avete sempre detto che noi siamo una squadra che deve fare la partita, anche per la qualità dei giocatori. Un conto è preparare le gare in questo senso, un altro è farlo come per esempio la Danimarca che è stata tutto il tempo dietro, quando poi abbiamo segnato ci hanno lasciato più spazio per segnare ancora. Non è sempre semplice trovare la giusta chiave. Per quanto riguarda il piano fisico, io personalmente non mi sentivo al massimo della condizione prima della Danimarca, ieri invece mi sentivo benissimo. Io penso poi che per vincere le partite si debba correre almeno quanto gli altri, se corri di meno perdi duelli, perdi sicurezza e rischi di perdere la partita. Io mi sentivo bene, gli altri non so, ma mi sembrava fossimo tutti pronti”.

La Germania si batte con lo stesso modulo o con uno più offensivo visto che il pareggio ieri è arrivato con un atteggiamento del genere?
“Scontato dirlo ma le scelte deve farle l’allenatore, se mi dice di mettermi in porta io mi ci metto. Farà le scelte più giuste. Prima di pensare di vincere 3 o 4 a 0 contro la Germania, pensiamo a vincere. Dobbiamo entrare con il piglio giusto, come contro la Danimarca. Pensiamo a vincere e a portarci in vantaggio, poi ogni partita ha una sua storia”.

Può essere un limite non avere un’identità solida? Per esempio Petagna e Caldara sono entrati da poco in questa Nazionale…
“Conoscersi è molto importante. Giocare insieme, allenarsi, però sappiamo che chi non c’è stato dall’inizio era in Nazionale A o stava recuperando da un infortunio. La disponibilità del gruppo però è stata incredibile. Ho visto gente come Bernardeschi, che era mio compagno di stanza con la Nazionale maggiore, parlare sempre di questo torneo, c’è la voglia di tutti di fare questo Europeo. Poi in campo entrano in gioco talmente tanti fattori che non si può parlare di questo. Ognuno di noi sa cosa fare, conosce propri pregi e difetti”.

Quante volte hai giocato contro la Germania? Quali ricordi hai? Quale è il tuo giocatore preferito di questa Germania?
“In Under 21 mai. Una volta in Under 19, sotto età, e finì 1-1. Una volta dovevo andare al Quattro Nazioni ma ero infortunato. Obiettivamente non li conosco personalmente, dobbiamo ancora iniziare ad analizzarla come squadra”.

Ieri qualcuno ha sofferto la sconfitta più di altri?
“Ogni squadra ha il proprio zoccolo duro. Chi è qui da tanti anni o chi ha già giocato l’Europeo è rimasto più deluso dalla sconfitta perché ha visto succedere gli stessi errori. Per esempio Benassi, Berardi, Cataldi, Bernardeschi, anche io ero molto arrabbiato ma è giusto perché vuol dire tenerci. Se fossimo stati sorridenti non avremmo tenuto alla maglia azzurra. Fortunatamente tra due giorni si gioca, non c’è tanto tempo per pensare che forse è anche meglio. Dobbiamo pensare solo alla Germania”.

Possibile che ieri dopo il pareggio siate stati traditi dalla voglia di fare di più in ottica classifica? Perché sembravate stanchi e magari potevate vedere negli ultimi 10 minuti se vincere…
“Abbiamo provato a vincere dall’inizio alla fine, anche sul 3-1. Sicuramente potremmo giocare meglio, ma una squadra che crea 7/8 azioni da gol in partite internazionali non si può dire che giochi male. Abbiamo avuto le nostre occasioni e potevamo essere tutti più cinici e cattivi, me compreso. Nel secondo tempo siamo entrati in maniera diversa, giocare contro di loro non è semplice, dopo il pari è normale che non riesci ad accontentarti dell’1-1, anche perché la carica è quella benzina in più che ti fa vincere. Fortunatamente nulla è perso, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità e mettere in campo tutto quello che abbiamo”.

Come si affronta una squadra che viene da 12 vittorie in 12 partite?
“Sappiamo che è una squadra forte,in questi giorni vedremo meglio come giocano per capire che squadra è. Tranne lo spezzone di ieri sera visto sul pullman non l’ho mai vista giocare, anche perché a volte c’è un giocatore, a volte un altro. Li studieremo ma dobbiamo concentrarci molto su quello che abbiamo noi”.

Quanto sei contento di tornare alla Roma?
“Ancora non c’è niente di fatto, ho sentito il mio agente e mi ha detto che si sono parlati. Però adesso non voglio pensare a questo. So bene che la clausola che può esercitare la Roma scade il 30 giugno, quindi se andiamo avanti con l’Italia dovremo fare qualcosa qui, ma ci metterei la firma adesso perché vorrebbe dire passare il girone. Per ora però ho chiesto al mio agente di non farmi sapere nulla, poi vedremo”.

Da qui a sabato si parlerà solo della partita e non di mercato. Questa cosa vi aiuta?
“Assolutamente, è una cosa positiva al 100%. Noi dobbiamo fare il nostro lavoro ma non è sempre semplice estraniarsi dalle voci o leggendo sempre il proprio nome. Nel mio caso questa situazione va chiusa, ma ora penso all’Europeo, tutto il resto dopo”.

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