Le polemiche sterili sul calcio in tempo di emergenza da Covid-19

Scudetto assegnato d’ufficio, ripresa dei campionati, sospensione definitiva, sono solo alcune delle tante proposte che sono state avanzate nell’ultimo periodo e che pian piano hanno aiutato a montare delle polemiche che, a nostro parere risultano abbastanza insensate e sterili ma andiamo con ordine.

Tornare a giocare o annullare la Serie A?

Tra coloro i quali spingono per far ripartire i campionati una volta superata l’emergenza in corso c’è Arturo Diaconale, Responsabile della Comunicazione della Lazio che in settimana, attraverso il suo profilo Facebook, è stato forse colui che più di tutti si è esposto facendo valere le proprie ragioni: “Le polemiche per spiegare che il legittimo interesse della Lazio a finire regolarmente il campionato non nasce dalla pretesa di vincere lo scudetto a tavolino, ma solo dalla speranza di poterlo conquistare sul campo e per rilevare come questo interesse abbia la stessa legittimità di quello di chi vorrebbe annullare il campionato in corso o per avere lo scudetto d’ufficio e potersi dedicare solo alla Champions o per evitare una rovinosa retrocessione.”

La sua posizione sembra chiara, così come l’ “accusa” verso chi sarebbe anche disposto a non concludere il campionato. Ma se da una parte la Lazio, ma anche il Napoli, il Cagliari, il Verona, il Parma e non solo vorrebbero tornare a giocare, dall’altra ci sono squadre come l’Inter o il Milan, il Bologna o la Sampdoria che non la pensano così. Gli animi della Serie A si dividono dunque tra coloro che considerano la stagione già conclusa, tra chi vuole tornare a giocare il prima possibile e tra chi non esprime una posizione chiara.

La posizione dei tifosi sulla ripresa del campionato

Oltre a questo c’è anche il parere dei tifosi che questa volta ci invita a riflettere: le tifoserie di Atalanta e Brescia infatti hanno detto espressamente che, qualora si dovesse tornare in campo non supporterebbero dalle tribune le rispettive squadre in segno di rispetto verso il periodo che l’Italia, e non solo, sta attraversando.

Serie A

Come finirà la Serie A?

Il Presidente della FIGC Gabriele Gravina ha recentemente espresso la sua opinione a riguardo, di seguito le sue dichiarazioni raccolte da tuttosport.com: “La priorità è terminare i campionati entro l’estate, senza compromettere la stagione 2020-21. Non possiamo permetterci un’estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale. Sia la UEFA sia la FIFA si stanno impegnando per far sì che si possa sforare la dead line del 30 Giugno fino ad arrivare ad agosto.”

Pare che la volontà di finire la stagione sia indiscussa, sia per poter dare la possibilità a chi lotta per lo scudetto, per un posto in coppa o per la permanenza nel campionato di conquistare i propri obiettivi, ma anche per evitare alla lega un’inevitabile pioggia di “guai” sotto forma di contenziosi legali dovuti al fatto che logicamente, in ogni caso, ci sarà sempre qualche scontento.

Siamo a conoscenza inoltre che il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, come da lui stesso dichiarato, proporrà lo stop delle attività sportive, allenamenti compresi, fino al 3 Maggio. Segno che il mondo del calcio e dello sport in generale non sottovaluta l’emergenza Covid-19.

gravina

Chi ha ragione?

Troppo spesso in alcuni casi i messaggi di prevenzione e allarme condivisi a seguito della pandemia in corso sono sembrati passare in secondo piano.

È giusto che la FIGC, così come l’UEFA, la FIFA, e tutte le altre associazioni che organizzano e amministrano competizioni sportive si tutelino e abbiano un piano per il proprio futuro, com’è altrettanto giusto che le società pensino agli stipendi di calciatori e collaboratori e al valore che molti club stanno perdendo in termini di quotazioni in borsa e possibili introiti del prossimo calciomercato.

Noi non siamo qui per fare la morale, non è questo il nostro compito. Proviamo a fare informazione, raccogliendo per i nostri lettori le notizie riguardanti il mondo del calcio, e mai come in questo momento così complicato crediamo che sia veramente difficile parlare di sport. Non solo a causa dello stop forzato delle competizioni, ma anche e soprattutto perché capiamo che le priorità adesso sono altre.

Come già detto, è giusto pensare al futuro con un occhio puntato sulle strade da percorrere quando sarà finalmente possibile tornare a condurre una vita normale, ma adesso sembra davvero difficile fare delle previsioni data l’instabilità del fenomeno in corso. Tutto ciò che possiamo fare è seguire l’evolversi della situazione, sperare nel meglio e continuare ad aspettare il momento in cui si tornerà a vivere lo sport che amiamo.

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