Claud Adjapong, terzino del Sassuolo fresco di convocazione con l’Italia U21, è intervenuto in conferenza stampa

Ecco quanto riportato da Gianlucadimarzio.com“Il mio sogno? Indossare la maglia della Nazionale maggiore. Ho sempre lavorato in silenzio e a testa bassa, per centrare l’obiettivo. Sono arrivato a buon punto ma non ho ancora fatto niente, per questo devo cercare di lavorare ancora di più”.

“Indossare la maglia azzurra per me è una grandissima emozione, non ho avuto la fortuna di fare tutta la trafila ma sono passato direttamente all’Under 19. Indossare la maglia dell’Under 21 poi è qualcosa di ancora più grande perché vuol dire che sei tanto vicino alla Nazionale maggiore. Per questo devo lavorare sempre al 100% per arrivare un giorno ad indossare la maglia della Nazionale A. E’ un orgoglio per me indossare questa maglia, in passato mi sono arrivate offerte dal Ghana, ma io sono nato qui e mi sento in dovere di indossare questa maglia. Il gruppo? Siamo prima uomini e poi compagni di squadra, lavoriamo tanto per fare bene. Il mister in particolare non ci ha parlato, ci ha parlato il presidente e ci chiede di dare sempre il massimo”.

Sul momento del Sassuolo: “E’ un periodo un po’ buio perché le prestazioni ci sono state, ma la fortuna ci ha girato un po’ le spalle. Basta guardare la partita di ieri, ma oggi è un altro giorno e da oggi dobbiamo pensare alla Nazionale”.

Sui buu discriminatori nei suoi confronti in occasione del match contro la Lazio: “Li ho sentiti anch’io, ma quando sono in campo sono molto tranquillo, penso a fare a fare la mia partita concentrato sull’obiettivo. E’ strano che ancora oggi nel 207 ci sia gente che faccia ancora discriminazione di colore della pelle e di sesso. Ho avuto esperienze di questo tipo, ma ripeto, quando sono in campo quello che dicono gli altri non mi interessa: mi concentro su di me e sul mio obiettivo”.

Infine, tornando sulle sue ambizioni:  “Sono nato attaccante e poi sono passato a fare il terzino. Pecco un po’ nella fase difensiva, quindi devo cercare di migliorare lì. Mi faccio mandare dalla scuola il programma che i miei compagni seguono al mattino e quando non ho gli allenamenti mi metto a studiare”.

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