I Mondiali sono iniziati e stanno per entrare nel vivo, la mancata qualificazione dell’Italia non ha mai smesso di far male. Dopo Tavecchio, anche l’ex commissario tecnico della Nazionale Italiana Giampiero Ventura è tornato a parlare. Lo ha fatto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, tornando sugli ultimi mesi della propria esperienza sulla panchina azzurra:

“Non ho trovato un senso a questa esclusione. Ho sempre pensato – riporta Tuttomercatoweb.com – che l’essere conti più dell’apparire e il mio progetto stava andando bene. Tutto ha funzionato fino alla Spagna, dopo quella gara è partita una demolizione senza precedenti, un delitto premeditato. Fino alla Spagna ho fatto l’allenatore della Nazionale, dopo ho fatto il pungiball”.

Sul mancato sostegno: “Non sono mai stato ct, perché è una figura istituzionale rispettata e sostenuta come io non sono mai stato. Non me ne sono andato perché sentivo che nonostante tutto ce l’avremmo fatta. Dovevo dimettermi per tanti motivi”.

Sulla sfida con la Svezia: “Sembrava non si aspettasse altro che una caduta. C’era un clima da resa dei conti. Bastava arrivare uniti, qualificarci e poi salutarci, cosa che avevo già preannunciato di fare”.

Sull’esclusione di Insigne: “Con me ha sempre giocato, ho fatto una valutazione in base all’avversario ma stia sicuro che se avesse giocato, il problema sarebbe stato El Shaarawy o un altro”.

Su Balotelli: “Sarebbe stato convocato per le amichevoli contro Argentina e Inghilterra. Lavoravamo per farlo rientrare. Mi auguro che si torni a rispettare l’uomo Ventura oltre che il tecnico. Sulla correttezza e serietà nessuno può contestarmi e da lì riparto”.


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