Carlo Tavecchio torna a parlare della mancata qualificazione ai mondiali in Russia della nazionale italiana, attualmente guidata dal Ct Roberto Mancini.

Ecco le parole dell’ex presidente della FIGC ai microfoni di Radio24: “Perché non siamo in Russia? Noi abbiamo fatto le prime nove partite bene, la debacle a Madrid ci ha un po’ tagliato le gambe. Abbiamo perso tentando di imitarli e abbiamo sbagliato. Ma dopo non credo che ci siano stati dei grandi cambiamenti, abbiamo patito quella partita a livello psicologico”.

Su Ventura: “Capisco lo sconforto e tutto, ma non può dire che si è dimesso dopo la Spagna perché non è così. Perché se si fosse dimesso avrei accettato le sue dimissioni. Io non sono una persona che reagisce di impulso, non era facile scegliere di mandarlo via perché i giocatori per esempio non mi avevano mai detto che c’erano dei problemi o che la squadra fosse allo sbando. Da parte mia posso dire che non abbiamo utilizzato né Insigne né una punta forte, è la realtà dei fatti: ci sono stati errori tecnici e tattici. Il parco giocatori era quello. Ventura dice che nello spogliatoio non volevano Balotelli? Per me è difficile credere questa cosa, ma quando me lo disse presi quell’affermazione per buona”.

Prosegue: “Da un punto di vista sportivo abbiamo lavorato bene, il campo non ci ha poi aiutato a dare seguito. Purtroppo non andare ai Mondiali ha rovinato il nostro lavoro, è un problema italiano: tutti chiesero la mia testa. Il presidente dell’Olanda, della Germania e degli Stati Uniti non si sono dimessi dopo i loro recenti disastri. Però col fatto che Ventura non si è dimesso ho dovuto sobbarcarmi io questo onere, ma va bene così. Qualificazione della nazionale femminile? Abbiamo fatto l’apparentamento con le squadre maschili, questo ha aiutato tantissimo a mandare la nazionale ai Mondiali”.

Bisogna alzare il livello dei controlli ancora di più. Credo che i problemi del Milan con la UEFA e la FIFA andassero sostenuti e aiutati ad essere risolti dalla FIGC perché comunque noi abbiamo molto credito. come federazione, con queste organizzazioni mondiali”.

 

 

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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