Italia, a Mancini manca una punta. Intanto continua l’emergenza infortuni nelle big

Dopo un arrivo sulla panchina della Nazionale, quasi, tra lo scetticismo generale, Roberto Mancini attraverso il bel gioco e qualche buon risultato sembra aver trovato la quadra per quel che riguarda la Nazionale italiana, nazionale che, dopo l’addio di Conte, è entrata in uno stato di stallo e di buio senza alcuna soluzione.

Il tridente Bernardeschi-Chiesa-Insigne con l’attaccante del Napoli nell’inedita (fino a pochi mesi fa) posizione di falso nueve aveva consegnato maggiori certezza, ma l’infortunio dell’esterno bianconero e la prova opaca di Ciro Immobile contro il Portogallo ha mostrato nuovamente il vero problema della Nazionale. Agli azzurri manca un numero nove, un bomber di razza alla Vieri o alla Toni, giocatori capaci di far male contro chiunque avversario.

L’attaccante biancoceleste è rapace d’area e fortissimo con la maglia della Lazio, ma puntualmente subisce una metamorfosi con la casacca della Nazionale. C’è da dire che anche a Siviglia e Dortmund “Ciro” ha fallito e viene quasi da chiedersi se, sia lui che Milinkovic-Savic e Luis Alberto siano solo delle magie del più piccolo dei fratelli Inzaghi. Proprio uno degli attaccanti che adesso manca all’Italia ed ora siede solo in panchina.

Intanto continua il dilemma sull’utilità della Nations League e l’astio che questa, con amichevoli e varie qualificazioni, porta ai club italiani. Romagnoli, Khedira, Manolas e Vrsaljko, quasi tutte le big vengono penalizzate e le sfide delle Nazionali ancora devono finire. Martedi c’è Italia-Usa, un amichevole che in realtà vale “una ceppa”, ma che potrebbe prolungare questa brutale catena.

 

 

Mario Tramo

 

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