Distanza invariata tra Inter e Roma grazie all’incornata nel finale di Vecino, che ha pareggiato la rete al 31′ di El Shaarawy.

Luciano Spalletti, tecnico dei nerazzurri, ha commentato l’andamento della gara contro i giallorossi ai microfoni di Sky:

“Abbiamo provato a fare qualcosa di diverso e portare più giocatori sulla trequarti con questi due centrocampisti. Non abbiamo avuto la velocità e la qualità giusta, così li abbiamo agevolati. Siamo anche andati sotto e si è fatto tutto più difficile. Nel secondo tempo c’è stata la reazione e i ragazzi devono capire questo, che se fanno le cose con i ritmi e la forza mentale giusta riescono a fare le cose. Abbiamo perso qualche punto in maniera banale, qualche episodio è girato male e come spessore caratteriale e di testa solida abbiamo da mettere a posto delle cose. Ci portiamo dietro scorie precedenti e qualcuno si deve convincere che nessuno ti può dare una mano se non ci metti carattere, qualità, autostima e lo spessore del comandare. Ai calciatori si dice che chi non gioca da un anno e mezzo mette a posto le cose? Non lo possiamo dire. Se Rafinha non lo facciamo entrare in condizione non ci può dare una mano e non si può dire a chi deve giocare che sistema le cose lui. I centrali titolari sono questi, Lisandro ha fatto vedere di avere carattere ma Miranda e Skriniar hanno fatto vedere di essere da Inter. Con voi parliamo una volta la settimana, con i direttori ogni giorno a pranzo. Quando hanno voluto questi giocatori lo sapevo anche io. Quando ci servivano i difensori centrali è chiaro che capita di prendere gol perché c’è lì un terzino, come a Firenze. Ma quando è venuto a mancare D’Ambrosio siamo entrati in difficoltà. Non mi sono mai lamentato di questa società e avrei avuto occasioni per farlo. All’inizio avevamo potenzialità per fare un percorso ma non l’abbiamo potuto portare a termine. Le difficoltà della correttezza operativa ci hanno portato qui, ma dietro bisognava coprire numericamente. Nel mezzo serve uno che abbia il livello di calcio per poter lottare per i primati. Noi siamo già a posto perché io non ho mai pianto. Facciamo più fatica perché abbiamo perso punti e non abbiamo un carattere mentale forte. Ci cala l’entusiasmo e questo ci fa andare gli episodi di traverso. Se tutto va bene si può costruire questo castello, se le cose vanno male non si riesce a metterle a posto con facilità. Si va dietro a quello che succede, mentalmente. Questo non va bene”.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.