Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, ha parlato a Sky Sport dopo la gara contro l’Inter.

Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com: “La squadra ha giocato una grande partita, noi non siamo riusciti a chiuderla sbagliando troppe situazioni che poi alla fine possono costarti care. Solitamente quando non abbiamo il palleggio facciamo errori clamorosi, mentre stasera abbiamo concesso molto poco. Su questo piano possiamo crescere”.

Cosa manca per lottare con la Juventus? “Negli ultimi venti incontri di campionato abbiamo fatto cinquanta punti, con la partita di stasera abbiamo fatto il record storico di vittorie esterne per il Napoli. Non mi sembra poco per il club in cui ha giocato il migliore di tutti i tempi. Poi a volte ci chiedono cose per cui questa squadra non era stata costruita, questo non ci fa piacere. La nostra società non ha mai fatto questo tipo di discorsi, sapete cosa ci manca: 120 milioni di budget, non fatemi ripetere sempre le stesse cose. Anche negli altri campionati vince la squadra più ricca, si sa benissimo che i soldi contano. Noi non siamo nella fascia che non possiamo programmare lo scudetto, spesso chi lo chiede è in malafede. Stamattina ho letto che siamo una squadra incompiuta, andrebbe chiesto cosa vuol dire al giornalista che lo ha scritto”.

Come spenderesti questi soldi in più? “Li darei in beneficienza (ride, ndr). A me piacciono i giocatori giovani con grandi capacità sul piano tecnico e che hanno grande possibilità di crescere. Chiaramente se posso, piace vincere anche a me. Il nostro entusiasmo arriva dal lavoro che facciamo e dal fatto che ci piace quello che facciamo. Anch’io sono più contento se vinco, però se mi diverto anche se pareggio al mattino sono comunque contento di andare a fare l’allenamento”

Rammarico per i punti persi con le piccole? “Abbiamo perso dei punti in partite dove il campo aveva detto che ne avremmo meritati di più. A prescindere dalla forza dell’avversario. Con l’Atalanta abbiamo perso giustamente, in altre gare invece abbiamo pareggiato gare che dovevamo vincere. È qualcosa su cui dobbiamo lavorare”.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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