#InterLazio, Spalletti: “Facciamo vedere che siamo uomini. Cancelo? Rimane anche col muso”

Spalletti

Alla vigilia della sfida interna contro la Lazio, l’ultima del girone di andata, oltre che del 2017, il tecnico dell’Inter Luciano Spalletti ha risposto in conferenza stampa alle domande dei cronisti presenti.

Cosa ha detto al gruppo durante questa settimana: “Si cerca di portargli dei dati di fatto che analizzino ciò che è accaduto. Se noi fossimo arrivati con due sconfitte contro Napoli e Juventus sarebbe stato diverso il modo di vederci. Questi giocatori in precedenza hanno fatto cose eccezionali e adesso diventa facile andare a trovare delle difficoltà. Ma proprio perché abbiamo fatto sempre tutto da soli, sapremo anche tirarci fuori da soli da questa situazione. La conoscenza di te stesso ti fa crescere e ti fa trovare la forza di reagire. Nessuno può offrirti la soluzione di quello che stai cercando. Avendo fatto cose eccezionali dobbiamo avere in mente chi siamo e da dove veniamo. Sapendo queste cose non potremo mai essere in difficoltà”.

C’è qualcosa che non funziona?: “Nel calcio ci sono momenti che vanno storti e che devi lasciar scorrere. Per reagire occorre energia e osservando i dati che mi forniscono non posso essere pessimista. Questi sono i dati di fatto che io porto a supporto dei miei calciatori e in questi dati che si possono mettere in evidenza si trovano le soluzioni che cerchiamo. La differenza è data dal sistema, dall’organizzazione, dalle procedure, che devono essere sempre belle chiare e ordinate”. 

Questo può essere un anno diverso dai precedenti: “Non bisogna ascoltare gli spaventatori professionisti: se il senso del discorso è che il quarto posto è a rischio, bisogna sapere che lo sarà per tutto il campionato. Questi calciatori hanno fatto vedere di avere colpi in canna per risolvere tutte le partite. I tifosi dell’Inter sono quelli che hanno già in testa la soluzione, loro hanno fiducia in noi e vengono a supportarci per questo. È un momento in cui non possiamo permetterci passaggi timidi altrimenti tutti corrono il rischio di procedere su quella strada”. 

Cosa pensi quando ti dicono che il gioco dell’Inter è prevedibile? “È un’analisi corretta, centralmente bisogna palleggiare con maggior qualità e penetrare di più. Sono un po’ caratteristiche su cui bisogna metterci mano per completare perché completare si può”.

Cancelo alto e Candreva spostato più verso il centro: possibile? “Si, lo è, Antonio ha fatto vedere di sapere ipotizzare anche quel ruolo. Ma in questo momento qui non farei ulteriore confusione proprio perché all’inizio abbiamo indovinato il blocco squadra esatto, con i giocatori nel ruoli giusti. In questo momento farei più un passo indietro che un passo avanti”.

Credi di avere i ricambi giusti? “Ho avuto risposte parziali perché non abbiamo fatto grandi partite. Ma io rimango con i miei calciatori, sto con i calciatori che alleno”.

È scaduto il tempo per alcuni calciatori? “Quello non scadrà mai, nel calcio ci sono momenti di difficoltà, ma per me diventa fondamentale che mi facciano vedere le loro reali aspirazioni. Voglio vedere che non sono contenti e che vogliono fare di più. Per questo motivo in passato ho detto che non mi sta bene sentire giocatori che vogliono giocar di più e che vogliono andare via a gennaio, perché a quel punto significherebbe che si sono dati una scadenza. Il mio timer non è collegato a quello di chi gioca meno, io non ho scadenze”.

Ha da dire qualcosa di particolare a qualcuno? “Se ho da dire qualcosa a qualcuno lo faccio, ma in questo momento non devo. Anche perché li vedo demoralizzati e dispiaciuti. In questo momento c’è da stare con loro per fargli ricordare chi sono. Devono saper reagire per la maglia che indossano. All’Inter non ci si nasconde, c’è da andare addosso agli altri”.

È soddisfatto del percorso di Cancelo finora? “Secondo noi adesso ha conoscenze superiori sulla fase difensiva che da noi si fa diversamente. Mentre le sue capacità offensive le conoscevamo già. Secondo me migliorerà ancora perché ha grande qualità. A gennaio rimane qui finché non saremo noi a dirgli di andare, rimane qui anche con il muso e in quel caso sprecherebbe due o tre occasioni. Dall’Inter vanno via quelli che pare a noi”.

E di Joao Mario? “Joao Mario ha grande correttezza nei confronti dello spogliatoio e quando sono andato a parlarci non mi ha mai detto niente di strano. Poi attorno ai calciatori ci sono sempre tante voci, ma lui è un ragazzo corretto e per bene. Mi spiace che gli siano capitate occasioni per far gol e che non le abbia sfruttate. L’applicazione fa la differenza, lui adesso è dispiaciuto, ma si è allenato bene e mi interessa che l’obiettivo giornaliero venga conseguito. Se vedesse atteggiamenti plateali, di quelli menefreghisti, allora tirerei fuori il problema e lo metterei in evidenza”. 

Questa settimana ha dovuto fare più lo psicologo o l’allenatore? “Ogni tanto bisogna parlare con qualcuno per spostare l’attenzione dove è meglio spostarla. Voglio ripeterlo: uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli. Facciamo vedere che uomini siamo”.

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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.

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