#InterGenoa, Spalletti: “Se non sei umile con la testa solida non vinci. Su Gargliardini…”

Spalletti

Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter, ha parlato a Sky Sport dopo la vittoria contro il Genoa.

Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com: “Si riparte sempre da zero senza considerare le partite precedenti. Se non sei umile con la testa solida non vinci. Siamo entrati bene in partita facendo subito gol.

Abbiamo avuto un comportamento importante come blocco di squadra. Hanno pressato bene, sono scappati quando dovevano. L’atteggiamento è quello giusto e spesso viene premiato”.

Su cosa soddisfa di più: “Vedere l’applauso dei settantamila per la squadra perché sono contenti della nostra prestazione. I tifosi ci hanno sempre dato fiducia, ci hanno aspettato. Questo evidenzia l’amore per questi colori. Come dicevo in conferenza, dobbiamo sempre meritarceli”.

Sulla partita: “Fare possesso palla in sicurezza è una cosa fondamentale perché mette in discussione la tattica degli avversari, alleggerisce la pressione sulla nostra difesa e ci permette di esaltare la qualità dei singoli”.

Su Gagliardini e Joao Mario: “Quando ho lasciato fuori Gagliardini ci è rimasto un po’ male, ma oggi ha fatto una grande prestazione di presenza di valori umani. Ha dato il suo contributo importante alla squadra e per me, con calciatori simili, il lavoro è più facile. Se Gagliardini fosse venuto all’allenamento con dispiacere, oggi non avrebbe fatto una prestazione simile.

Tutto dipende dalla serietà nel lavoro e nell’essere professionisti in tutto e per tutto. Per fortuna ne ho diversi di questi calciatori che sono stati fuori e poi quando sono stato chiamati in causa hanno fatto bene.

Oltre a Joao Mario sono felice anche per la prestazione di Dalbert, che quando diventa ansioso sbaglia anche le cose che saprebbe fare benissimo. La prestazione è stata collettivamente di livello, oggi. E io sono felice”.

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Due cose ha in comune con Buffon: la data di nascita e la passione per il calcio. Da sempre tifoso del Milan, è un amante del calcio anni '60: a volte intervista Di Stefano e Pelé, poi si sveglia.