Matias Vecino, nuovo acquisto dell’Inter, si è presentato ai tifosi neroazzurri attraverso una conferenza stampa su Inter Channel e sulla pagina Facebook del club:

Avevi una squadra preferita in Uruguay?
“Come uruguayano seguivo altri connazionali, la mia infanzia è filata con Recoba all’Inter e lo seguivo molto, di conseguenza l’Inter. Ho parlato e giocato con lui, è stati tra i primi a chiamarmi quando sono arrivato qui. Aveva un magnifico piede, poi a 38-39 anni giocava da fermo”.

Sei nel pieno della tua maturità?
“Ho quasi 26 anni ed è il momento più importante, i prossimi anni saranno i migliori grazie all’esperienza e alla crescita”.

Chi ti ha impressionato di più all’Inter?
“Joao Mario, giocatore forte che sa fare tutto”.

Come hai vissuto il debuto?
“Bellissima giornata, tanta gente e abbiamo vinto”.

Ti trovi meglio come mediano o trequartista?
“Ho fatto sempre il mediano, ma anche la mezzala. Mi piace arrivare in area quando c’è spazio. Decide il mister”.

Qual è il tuo idolo?
“Tra i miei preferiti c’è Veron, che ha giocato all’Inter. Poi anche Zidane. Cerco sempre di imparare da tutti”.

Hai già un soprannome?
“No, finora mai. I compagni mi chiamano Mati, Matias…”.

Chi è il tuo giocatore preferito di sempre?
“Zanetti, per quello che rappresenta dentro e fuori dal campo. Gli faccio gli auguri per il compleanno”.

Senti pressione per essere arrivato all’Inter?
“La pressione c’è sempre, dipende dai propri obiettivi. Voglio dare il massimo, migliorare sempre e fare bene. La pressione te la metti tu addosso. Qui la squadra è grande ma mi responsabilizza”.

Hai una fidanzata?
“Sì, si chiama Luisina, stiamo insieme da 8 anni. Sta qui con me”.

Qual è il tuo genere di musica preferito?
“Ascolto di tutto, il rock uruguayano per esempio”.

Quando hai saputo dell’Inter come hai reagito?
“Ero felicissimo, avevo l’ansia di chiudere in fretta per essere presto qui”.

Quanto è stato importante a Firenze avere come compagno Borja?
“Sicuramente è stato quello con cui ho vissuto più tempo da quando sono in Italia. Parla la mia lingua, poi da lui ho imparato anti movimenti, sa stare bene in campo e i adatta a diverse situazioni. Sa leggere le giocate in ogi momento. Aveva esperienza anche prima”.

Qual è stata la prima impressione avuta qui all’Inter?
“Molto positiva, avevo l’ansia di essere subito qui per allenarmi. Ho trovato un bellissimo centro sportivo e un gruppo che lavora forte”.

Puoi essere l’erede del Cuchu?
“Lui ha fatto una grande carriera, spero di fare anche un po’ di ciò che ha fatto lui. Cerco di fare quello di cui ha bisogno la squadra”.

Giocare al Meazza che effetto ti farà?
“Sicuramente è uno stimolo, è uno stadio con tanta storia e ospita tantissima gente. Noi giocatori viviamo per queste partite. Io ci ho già giocato ma in campo ti concentri su quello che devi fare”.

A quanti anni hai iniziato a giocare? Sempre stato centrocampista?
“Ho iniziato a 4-5 anni, a 13 anni sono passato nel settore giovanile di una squadra in Uruguay. Ho iniziato da attaccante, poi sono arretrato e in Italia ho trovato la mia collocazione”.

Perché hai scelto la 6?
“Perché tra quelle libere mi piaceva di più, di solito indossavo la 8 ma qui l’aveva un altro compagno”.

Qual è la prima cosa che pensi di fare, come fece Recoba?
“Ultimamente ho l’abitudine di segnare doppiette, mi è successo contro l’Inter e la Lazio. Lui era più offensivo di me, mi piace segnare ma non è il mio compito. Conta solo vincere”.

Com’è Spalletti?
“Mi ha colpito come insegna calcio e la tranquillità di trasmettere i concetti, capisci subito cosa devi fare. Se siamo bravi a seguirlo possiamo fare grandi cose. Come. Chiede lui sono abituato a uscire col pallone, finora ci siamo riusciti in amichevole. Se c’è mobilità è tutto più facile”.

Qual è la cosa che ti impressiona di più della maglia dell’Inter?
“Io so che rappresentiamo tanta gente, quindi per noi è una bella responsabilità. Non siamo soli, ci sono tanti tifosi dietro e spero di essere all’altezza”.

Come te la cavi con i rigori e le punizioni?
“Non batto tantissimo, in campo lo faccio poco. Dal dischetto non ho problemi. Qualche punizione l’ho battuta, l’ultima volta negli Usa in amichevole con la Fiorentina. Però non ho segnato!”.

Come sei stato accolto dai compagni?
“Tutti bene, nel modo giusto. Con Icardi e gli altri di lingua spagnola mi trovo molto bene”.

Come ti immagini il derby?
“E’ la partita più bella dell’anno, immagino lo stadio pieno e spero una nostra vittoria”.

Da avversario che impressione ti faceva l’Inter?
“Una squadra fortissima per ciò che rappresenta e per i suoi giocatori, con Cagliari ed Empoli era sempre dura. Spero di far sentire le stesse sensazioni alle avversarie ora che sono qui”.

Prima giornata Inter-Fiorentina, che effetto ti farà?
“Sarà speciale per ciò che la Fiorentina ha rappresentato. Mi ha portato in Italia e mi ha fatto crescere. Quando è uscita la notizia io mi allenavo ancora a Firenze. Mi è successa una cosa simile quando sono andato al Cagliari. Ho giocato anche mezz’ora con i sardi e abbiamo vinto”.

Ti è spiaciuto saltare la tournée?
“Sì, c’erano belle partite e mi avrebbe dato una carica in più. Spiace, ma ci saranno altre partite”.

Quali sono gli obiettivi stagionali?
“Una squadra come l’Inter non può mancare in Europa ma credo che il lavoro quotidiano e il campo decideranno i nostri obiettivi. Dobbiamo solo lavorare e seguire il mister”.

Com’è il clima nello spogliatoio?
“C’è la carica giusta aspettando l’inizio del campionato, ci stiamo preparando al meglio per essere al massimo della condizione. L’ambiente è normale e siamo concentrati”.

Qual è il momento che ha cambiato la tua carriera?
“L’arrivo in Italia, ma fino a quando ho giocato a Empoli non avevo ancora trovato il mio posto. Poi Sarri ha trovato la mia collocazone e quell’anno è stata una svolta, ono tornato a Firenze con più esperienza”.

Quali sono i tuoi punti forti?
“Faccio fatica a parlare di me, mi considero un giocatore di squadra. Mi metto a disposizione dei compagni”.

Meglio affrontare subito Fiorentina e Roma?
“Sì, da una carica in più e può essere u vantaggio visto il nostro momento”.

Cosa fa nel tempo libero?
“Passo molto tempo con il mio bambino e la mia fidanzata. Noi uruguayani beviamo il mate, poi guardo film e partite”.

Oltre al calcio hai u altro sport preferito?
“Da spettatore guardo il tennis. Il mio tennista preferito è Federer”. 

Cosa ti ha spinto a venire?
“Quando ti chiama una squadra così importante non devi pensarci troppo. La motivazione te la dà la maglia, è una grandissima opportunità per me”.

Dove andrai a vivere?
“Ci sto pensando, sicuramente a Milano vicino allo stadio”.

Se giochi ai videogame, ti scegli in squadra?
“Non gioco da molto, ho regalato la Playstation a mio cugino di 13 anni. Ma se giocavo con la mia squadra mi sceglievo”.

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