Thohir esclama: “Inter, Suning vuole fare un passo ulteriore: partecipazione fissa in Champions e poi vincere dei titoli”

Erick Thohir

Il presidente Erick Thohir è tornato a parlare degli obiettivi della sua Inter, soprattutto dopo aver vissuto stagioni al di sotto delle aspettativa.

Intervista da Metronews, ha analizzato i motivi che lo hanno spinto a disimpegnarsi provvisoriamente del proprio ruolo ed accettare il compito di organizzare i prossimi Asian Games: “Il mio obiettivo principale, per ora, è quello di finire di organizzare gli Asian Games per il prossimo anno. Per questo ho abbandonato molte delle mie posizioni. All0Inter, i miei partner comprendono la mia posizione e mi hanno detto che non c’è problema. Mi hanno chiesto di continuare a guidare la linea strategica e programmatica”.

Ha acquistato la squadra nel 2013, tre anni dopo il Triplete: che rischio è stato? 
“Comprare un club di calcio non è solo una questione di business, devi amare quella squadra. Io sono interista da quando l’Inter comprò il trio degli olandesi (in realtà tedeschi ndr) e poi con l’arrivo di Ronaldo. Ma voglio ringraziare il presidente Moratti per avermi dato l’opportunità di diventare il primo presidente straniero del club”. 

Quale è la sfida per il futuro? 
“Ci sono tante cose da fare come la crescita del management, delle opportunità di business, senza dimenticare i miglioramenti dal punto di vista infrastrutturale e la costruzione di una squadra solida. Ma Suning vuole fare un passo ulteriore: vuole che l’Inter torni in maniera fissa in Champions League e vuole vincere dei titoli”.

Come procede il mercato?
“Abbiamo fatto tanti cambiamenti da quando sono subentrato a Moratti, come portare alcuni giocatori italiani, cosa che non era mai stata fatta prima. Dal 2013, abbiamo acquistato circa 25 giocatori. Milan? Loro vogliono raggiungere gli obiettivi inserendo tanti giocatori, hanno nuovi investitori. Juve? Hanno ricostruito la squadra dopo Calciopoli e poi hanno dato vita a una striscia di vittorie. Infatti ci sono ancora giocatori di quell’epoca, come Buffon e Chiellini. E poi hanno migliorato la rosa con ingressi come Dybala. Una squadra va migliorata gradualmente”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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