Inter, Spalletti su Icardi: “Se si paga la clausola e lui vuole, va via”

Spalletti

L’edizione de La Gazzetta Dello Sport riporta le dichiarazioni di Luciano Spalletti riguardo il futuro di Mauro Icardi e le diverse emozioni provate durante la sua prima stagione in nerazzurro.

Cessione Icardi: “Sono un allenatore che tutte le sere ha un confronto con il direttore sportivo Piero Ausilio che mi racconta le cose come sono andate, ci sono delle cose che si fanno e che non dipendono da noi. Quando ci siamo lasciati abbiamo organizzato quello che fosse il probabile futuro nel quale c’è Mauro con la maglia numero 9. Nella prossima stagione farà molti più gol di quest’anno, per cui trovare un altro che faccia quello che ha fatto lui più molti altri non sarebbe facile. Ma se uno viene, ti paga ciò che deve pagare e il giocatore vuole andare, poi diventa superfluo quello che è il tuo pensiero”.

Qualificazione in Champions League: “I ragazzi mi hanno fatto vedere una maturità che mi ha sorpreso. Sono stato bene con loro, ho ricevuto molto da loro imparando molte cose. Ho portato avanti un’idea e loro mi hanno seguito, mi hanno risposto in modo positivo anche in quel periodo lungo e difficile che è stato complicato. Sono stati fermi, senza retrocedere di un centimetro”.

Lotta Scudetto: “È uno slancio che la stampa si prende dal trampolino, fate questa corsa verticale ma bisogna essere pratici. Abbiamo ancora diversi punti di distanza da quelle squadre che sono in cima, Juventus e Napoli. Per meriti nostri abbiamo accorciato un po’ nei confronti della Roma, ma quelle due sono squadre fortissime. E lo hanno dimostrato anche in Champions: quando si giocano le partite in Europa fino a un certo punto ci vai con la mentalità, da un certo punto in poi ci vogliono i calciatori forti. E la Roma ha fatto vedere di avere una squadra e un allenatore forte”.

Nuova Serie A: “Mi immagino un campionato lottato come quello di quest’anno perché ci sono delle forze che si equivalgono, lo vedo con dentro l’Atalanta, la Lazio, il Milan che quest’anno è rimasto fuori. E poi c’è sempre qualche allenatore che sa organizzare il gioco di squadra e riesce a fare punti creando difficoltà alle squadre più forti. Vedi, per esempio, Marco Giampaolo con la Sampdoria”

 

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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