Inter, Spalletti: “Siamo insieme a Roma e Lazio, il bilancio del girone d’andata è positivo. Mercato? Non abbiamo soldi, se accettano scambi di prestiti…”

Spalletti

Luciano Spalletti, tecnico dell’Inter, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in conferenza stampa presentando l’ostica trasferta che attende i nerazzurri domani sera contro la Fiorentina. Tanti i temi trattati, tra i quali spicca il mercato, con l’allenatore toscano che si sbilancia su alcuni nomi, offrendo alla stampa e ai tifosi importanti indizi.

Ecco di seguito la conferenza integrale del tecnico dell’Inter, riportata dai microfoni di FcInter1908.it:

Pioli? Probabilmente all’inizio Stefano doveva conoscere i membri della rosa, c’erano stati cambiamenti e si doveva lavorare. Lui ci è riuscito nel miglior modo possibile, ci sono ottimi giocatori e la sua qualità che è la forza della squadra che andiamo a incontrare. Noi dobbiamo andare a fare la nostra partita, rimetter tutte le nostre qualità, ridere il massimo  a livello individuale e metterlo a disposizione della squadra.

Ausilio e Sabatini sono due veramente bravi e in questo mercato dovranno esserlo ancora di più. Dire che per essere competitivi dovremo fare un mercato importante mi sembra il modo migliore per cominciare a farsi del male, non lo vedo corretto e rispettoso. Mi sembra assolutamente sbagliato il fatto che si riduca la possibilità di migliorare a livello di collettivo e di squadra dovendo penssare all’arrivo di nuovi giocatori. Un calciatore non potrà venire a cambiare quelle che sono le sorti di una squadra.

Noi non possiamo fare cose importantissime in questo mercato. Non debbo essere rassicurato su nulla da parte dalla società, voglio che ci sia chiarezza e si informino gli sportivi per programmare il futuro in maniera corretta. Questi calciatori devono sapere che io sono assolutamente sicuro di quelle che sono le loro qualità, so che hanno delle potenzialità ma devo anche rendermi conto se hanno la consapevolezza di cosa vuol dire vestire la maglia dell’Inter e lo dovranno fare per i prossimi mesi. 

Cosa ha detto Icardi ai compagni? Gli ha spiegato come si fa di sinistro, di destro come ci si fa a girare verso la porta… Monchi? Io a mala pena so che discorsi fanno gli allenatori, figuriamoci quello che dicono i dirigenti. Sono domande da rivolgere a lui io non metto il naso in casa d’altri.

Noi dobbiamo fare qualcosa di meglio rispetto all’ultimo periodo, voglio essere sicuro che ci sia la stessa intenzione la stessa consapevolezza di andare oltre il loro massimo. Poi in questi periodo succede un po’ così, l’occasione fa l’uomo ladro e il mercato distratto. Bisogna rimettere a posto l’idea di quello che deve essere il nostro impegno, perché vestiamo una maglia importante, va vestita 24 ore su 24.

Crescita di Icardi? Per riempire la partita ci vuole anche che si subisca qualche fallo. Domenica ha attaccato forte la linea difensiva, ha pressato bene, ha fatto recuperare palloni. Gli chiedo di venire incontro e sono convinto di questo, domenica l’ha fatto, a volte è stato servito altre no e non è colpa sua se non viene servito.

Domenica per me ha fatto tante cose fatte bene, ci sono molte voci da inserire nella prestazione di un calciatore, bisogna portare a casa numeri di qualità, abbiamo bisogno delle qualità di tutti i calciatori, non siamo quella formazione che può permettersi di lasciare a pascolare elementi per il campo.

Brozovic? Io scelgo il miglior undici non gli undici migliori. I giocatori che possono formare la squadra. Ha le sue caratteristiche, le sue qualità, qualche difetto come tutti ma poi nell’area di rigore ci siamo andati anche con i centrocampisti, a me non sembrano i numeri dell’Inter molto distanti da quelli di altre squadre, anzi, mi sembrano migliori di tante. Sono dei momenti, tutti si risolverà come si è risolto il problema della troppa fortuna.

Non abbiamo possibilità di alibi, dobbiamo assolutamente non piangere, prima di tutto. Non ho visto quelli che piangono raggiungere obiettivi. Per migliorare bisogna prendere giocatori più forti di quelli a disposizione, nella rosa abbiamo qualità per ambire ai nostri obiettivi, poi chiaro che tutto può essere migliorabile.

In difesa ci potrebbe mancare un calciatore, negli altri reparti ci vuole uno più forte di quelli che si hanno. Fatemi un nome, Pastore? ci vogliono 30-40 milioni e non li abbiamo, inutile che ci si gira attorno, a me hanno detto che non si possono spendere, altrimenti si creano difficoltà.

Magari ci vogliono scambi di prestiti, ci vuole – per esempio – il Manchester United che prenda uno dei tuoi, ma serve comunione d’intenti. Tutti devono mettere a posto questo FPF e quasi tutte hanno bisogno di fare numeri in entrata. Il nostro movimento importante e se ci fosse un mercato dei tifosi noi siamo a posto, sono quelli che bisogna tutelare, a loro bisogna dire le cose giuste. 

Ricaricare le pile? Le abbiamo già ricaricate, c’è da crescere, c’è da far sapere ai nostri calciatori che c’è da migliorarsi. Non capisco, perché dovremmo essere davanti alla Lazio? Siamo insieme, siamo insieme alla Roma. Napoli e Juventus sono più forti. Arbitri? A noi non piace andar a parlare di qua o di la, se poi però deve essere uno svantaggio o una concessione che devo dare, a volte ci sto a volte no.

Rischiare? Io ci sto attento di continuo. Cosa si intende per rischiare? Io voglio migliorare, si lavora, ci si rende conto e si prova ad ottimizzare il massimo di quello che si ha a disposizione. Nelle vittorie ci siamo dentro tutti ma nelle sconfitte si trova la forza del gruppo. 

Bilancio del girone d’andata? Secondo me abbiamo fatto delle buone cose, delle buone prestazioni, si conosce il tragitto da fare, chiaro è che poi nel calcio non c’è avviso a quello che ti può succedere e il fatto di doverle annusare le cose in campo, di dover essere ponti, dobbiamo alzare un po’ l’asticella della qualità, dobbiamo vederle prima con la mente queste situazioni. Per il resto abbiamo fatto delle buone cose e molte sono delle certezze.

Quando si potrà fare mercato? Quando parlo di bravura dei direttori parlo di bravura di analizzare le situazioni e saperle prendere al volo. Noi dobbiamo pensare a migliorare il nostro atteggiamento in campo a lavorare in maniera corretta, perché anche questo porta dei vantaggi. Bisogna pensare a dare qualcosa di più. Bisogna lavorare su queste cose qui, pensare che noi stessi possiamo risolvere i nostri problemi, se di problemi vogliamo parlare.

Possiamo fare qualcosa di più di un gol in sei partite. Dire che il mercato ci può risolvere questa situazione non è corretto e sarà così. Se ci saranno opportunità i direttori saranno portarli a casa, ma siamo noi che dobbiamo indossare in maniera elegante questa maglia, non certo arriverà qualcuno ad insegnarcelo”. 

 

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Napoletano di nascita ma fedele e viscerale interista dall'infanzia. La profonda passione per il calcio è una costante della mia vita. Amo la scrittura e le lingue straniere, in particolar modo lo spagnolo e il francese.