Inter, Spalletti: “Dobbiamo continuare cosi. Ramires? Non è utile per me parlarne”

Spalletti

Alla vigilia della sfida di campionato contro il Verona, il tecnico nerazzurro Luciano Spalletti, ha risposto alle domande dei giornalisti presenti ad Appiano Gentile per la conferenza stampa di rito prima di ogni match di campionato.

Di seguito le parole del tecnico di Certaldo: “Nuovi giocatori in campo? È una cosa che può succedere sempre, ma sono valutazione che si fanno in base alla stanchezza. Dobbiamo anche vedere se chi ha giocato finora può reggere ancora il ritmo e questa squadra ha fatto vedere tanta qualità. Pecchia ha detto che sono uno dei migliori d’Europa? Lui è uno di quei calciatori che mi hanno insegnato molto quando l’ho allenato. Il Verona è una squadra tosta che deve trovare più continuità. Handanovic che inizia sempre l’azione? Se è una mia richiesta? È una richiesta del calcio moderno. Bonaiuti lo costringe a migliorare sempre di più. Chi mi ha sorpreso di più da quando sono arrivato? Mi hanno sorpreso tutti perché si vince da squadra, poi vedere che ci sono più leader all’interno dello spogliatoio fa piacere. L’Inter può rallentare? Ho la classifica a portata di mano, me la sono fatta stampare. Con queste squadre qui diventa difficile e qualcuno si aggancerà al treno, il Milan e la Fiorentina possono tornarci dentro, anche la Samp. Non abbiamo tempo per rilassarci, dobbiamo crearci certezze per quelli che sono stati gli ultimi campionati. Per mantenere il passo di queste squadre bisogna pensare veloce. Brozovic recuperato? Ha fatto bene ed è a disposizione. Se ho trovato la formazione ideale? Noi dobbiamo avere una stabilità e inizialmente c’era da far entire ai calciatori la loro importanza. Dovevamo trovare solidità e cotnza e così abbiamo fatto, ho avuto buone riposte e non vedo perché debba cambiare. Poi quando cambio si fanno trovare pronti altri perché ci sono più leader in questo spogliatoio. Cancelo e Dalbert? Sono abituati a un calcio divero e hanno avuto l penalità di arrivare all’ultimo. Hanno interpretazioni diverse dopo un po’ di lavoro con la squadra e possono mettere in pratica ciò che hanno appreso. Sono armi a disposizioni che possiamo usare. L’assenza dalle coppe? È chiaro che tre o quattro partite di grande livello nello steso periodo sono difficili da gestire senza una grande rosa a disposizione. È una cosa che va organizzata. La soluzione è quella di avere venti titolari. Diventa difficile anche sscegliere perché poi pare che qualcosa ti interea di più o di meno e che messaggi mandi ai giocatori? Noi ce ne occuperemo quando ci interesserà

Le richieste per gennaio in vista del mercato? Adesso viene il difficile perché dobbiamo rimanere nel gruppo di testa e ogni scelta ha un peso più elevato da qui in avanti. Ci faremo trovare attrezzati anche in questa finestra di mercato, ma biogna stare attenti e non fare nomi tanto per farli. Anche perché quando una cosa funziona non è facile andarci a mettere mano, non è detto che venga fuori una cosa migliore. Attualmente ho più timore di quelli che potrebbero partire che di quelli che potrebbero arrivare. Ramires utile? A me non fa comodo parlare di Ramires, in questo momento non voglio parlarne. Voi scrivete ciò che vi pare. Se io fossi un calciatore che gioca nel ruolo di Ramires non sarei piacevolmente chiamato in causa perché tutti tanno facendo ciò che gli abbiamo chiesto. Idea sui punti necessari per arrivare in Champions? No, ma penso che saranno fondamentali gli scontri diretti, che quest’anno sono di più visto che reputo Atalanta e Sampdoria grandi squadre, che si aggiungono a quelle sei o sette più forti. Cosa dobbiamo fare per migliorare? Gli obiettivi si raggiungono attraverso le vittorie, noi vogliamo che l’Inter sia vestita da squadra forte. Dobbiamo arrivare al risultato punto e basta, senza penare a quali sono le partite facili o quelle difficili. Anche la presenza dei nostri tifosi allo stadio lo dimostra, loro vengono a pingerci in tutte le partite, non solo in quelle difficili, e noi dobbiamo essere come loro. È arrivato il momento di spingere forte. Se hanno recuperato gli undici della scorsa settimana? Tutti bene, ha recuperato anche Vecino. Vecino? E’ un giocatore che sa fare tutto, ha anche la castagna per calciare da fuori e va in progresione da solo. Aveva da sciogliersi in questa nuova situazione, doveva dimostrare. Adesso è dentro la squadra, è uno che ha una forza mentale importante. Fatica con le piccole e grandi prove contro le grandi? Non penso sia dipeso dal nostro approccio alla gara ma da ciò che caturisce dalla partita stessa. Sono coincidenze. Noi abbiamo dato e daremo sempre il massimo, poi capiterà ancora di sbagliare, ma con assoluta professionalità”.

CONDIVIDI
Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.