Luciano Spalletti, tecnico dell’Inter, ha parlato in conferenza stampa in vista del match di domani contro il Chievo Verona. Ecco quanto riportato da Tuttomercatoweb.com:

Grande possibilità di andare in testa… “C’è la stessa possibilità che è quella di fare tre punti. Succede ogni partita. Sono quelli a cui dobbiamo badare. Si vedono sempre diverse condizioni ma poi conta solo la vittoria”.

Vecino sarà della partita? “Matias sta bene e può giocare”.

Sarri dice che l’Inter gioca un altro sport: condivide? “A me sembra lo stesso. Se arriviamo tra le prime quattro andiamo in Champions, a seguire in Europa League, in alternativa ci toccheranno le amichevoli estive. La Juventus gioca lo stesso sport e ha vinto sei scudetti di fila. Se Sarri vuol provarne un altro, arrivi settimo e si troverà nella nostra attuale situazione. Fosse per noi, giocheremmo anche di più”.

Le defezioni preoccupano? “Vincere con gli stessi uomini non vuol dire che cambiando non avremmo vinto uguale. Conta che i miei calciatori ricordino la storia e la tradizione di questo club. Devono allenarsi e farsi sempre trovare pronti. Zero alibi per tutti”.

Che ne pensa della Hall of Fame? “Bella iniziativa, peccato non riguarda gli allenatori. Cercherò di dare qualcuno io all’elenco. Gente come Corso, Ronaldo e altri non possono non essere esaltati dalla squadra. Sono totem e mostri sacri del calcio mondiale. Ci fanno ricordare certe giocate che qualcuno forse dimentica. I miei nomi sono: Meazza, Facchetti e Matthaus”.

Napoli-Juve dice che con la difesa si può ancora vincere? “Le strade per arrivare al risultato sono più di una. Quando ti fossilizzi su un modello e gli altri ne richiamano altri diventa difficile fronteggiarli. Il Chievo ha una grandissima caratteristica di prendersi da solo ciò che gli spetta in partita. Noi dovremo essere bravi a fare male sulle fasce, ma va anche intasata la spina dorsale. Loro sono in A da tanto tempo e per questo conoscono molto bene ogni dinamica di questa categoria. Vanno trovate le soluzioni alle loro improvvise verticalizzazioni. Non gliene frega niente del possesso palla. Possiamo imitare la Juventus anche nell’organizzazione in fase offensiva con Costa e Dybala”.

Rischio di trovare inferiorità numerica in mezzo… “Loro giocano 4-3-1-2 e sanno bene quando venire a tentare di pressare alto e quando ripiegare bassi. Difficilmente li trovi allungati. Il modulo di Maran parla chiaro: fanno squadra in tutte le forzature che provano a portare avanti in gara. Dobbiamo essere bravi a uscire dalle zone di folto. Serve velocità di pensiero e qualità di vedere prima le cose con la testa prima che con gli occhi, altrimenti arrivi tardi. Ho visto i miei professionisti allenarsi molto bene in settimana. Troveranno il verso di cosa fare in campo. E’ il loro mestiere”.

La Juve ha timore dell’Inter? “Ma che timore. La Juventus è la più forte e la più attrezzata con calciatori di grandissima qualità. Hanno sempre fatto grandissimi risultati e anche se all’inizio erano rimasti indietro poi sono tornati con personalità con una gran partita al San Paolo”.

Vista la possibilità del primato: opportunità o tranello? “Non ci siamo mai tirati indietro né con i comportamenti né con i fatti. Vogliamo trasferire ai nostri impossibili tifosi quello che è un sentimento verso questa maglia e storia. Dobbiamo però farlo sempre indipendentemente dalle modifiche della classifica. Sappiamo che la strada è ancora lunga e che la convinzione non deve mai mancare. Sarri dice che due o tre partite le sanno vincere tutti: mi trovo d’accordo. In fondo arrivano in pochi e noi vogliamo assolutamente esserci in quelle prime quattro posizioni. Non ci lasceremo turbare da nulla”.

Si aspettava una Inter subito competitiva? “Uno si fa delle idee. Il mondo Inter visto da fuori è attraente, ma quando ti ci confronti capisci con chi hai a che fare. Noi siamo una squadra forte e l’ho sempre detto. Ho sfidato tutti perché non ho mai mancato di ricordarlo ad ogni conferenza o intervista. Sono straconvinto che non riperderemo la nostra strada come accaduto in passato. Vogliamo allenarci per le cose impossibili”.

Il mercato è alle porte: l’Inter è a posto così? “Sì. Il mio miglior mercato è mantenere i miei uomini. Con questi ragazzi parlo di tutto”.

Ha visto il sorteggio per i Mondiali? –“Guardarlo mi avrebbe creato amarezza. Ho una gara da giocare e non ci ho messo attenzione”.

Rinnovo Handanovic racconta un’aria diversa in casa Inter? “Lui vuole rimanere qui, si trova bene e intende provare a fare il massimo. La società, come aveva fatto con altri prima di lui, ha capito che era il momento giusto per allungare la sua permanenza in nerazzurro. Il Direttore così mi dà una mano”.

Con le troppe assenze convocherà qualcuno dalla Primavera? “Ho abbastanza uomini per coprire qualsiasi ruolo. Vero che in difesa non siamo in tantissimi ma ci siamo allenati anche per adattarci. D’Ambrosio sa fare benissimo il centrale ma domani giocherà Ranocchia: contro una squadra che verticalizza molto saprà esaltarsi al meglio, ma dovrà essere più bravo degli avversari. Anche qui vedremo se avremo avuto ragione noi. Il pubblico di San Siro ormai lo conosco molto bene, ama l’Inter e i suoi calciatori. Saranno lì a prendersi le responsabilità. Ranocchia non è in difficoltà e avrà modo di dimostrarlo”.

Ha sentito Montella dopo il suo esonero? “E’ un amico, mi ha aiutato a crescere dandomi forza attraverso i suoi gol. E’ una persona squisita quando lo incontri fuori dal calcio. Mi dispiace molto perché ci teneva a far bene, Per il momento non l’ho sentito ma lo farò presto. Ho voluto lasciargli un po’ di tempo per far si che ri rendesse conto quanto successo. Bisogna farlo quando scegli di buttarti su questo mestiere. Faccio i miei complimenti a Gattuso”.

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