Inter, quale futuro per Spalletti? Da Nainggolan e Godin all’ombra di Conte

conte chelsea

L’Inter attualmente si trova terza in classifica, alle spalle di Juventus e Napoli, rispettivamente a 16 punti dai bianconeri e 7 dai partenopei. I nerazzurri sono reduci dal pareggio interno per 0-0 con il Sassuolo, un risultato deludente sotto molti punti di vista: la squadra di Spalletti non è mai riuscita a rendersi veramente pericolosa contro i neroverdi, anzi, ha sofferto il palleggio e i ritmi di quest’ultimi venendo salvata solo da un provvidenziale Handanovic.

Nonostante questa premessa, l’Inter è perfettamente negli obiettivi prefissati ad inizio stagione: è in zona Champions League con un vantaggio discreto sulla quinta in classifica (7 punti) e nella coppa dalle grandi orecchie ha perso il pass per gli ottavi di finale soltanto all’ultimo turno, giocandosela alla pari con Tottenham e Barcellona, dimostrando di poterci restare nell’Europa che conta ottenendo anche risultati di prestigio.

Luciano Spalletti

Allora perchè criticare il lavoro di Spalletti? Cosa ha sbagliato il tecnico di Certaldo per meritarsi le critiche dei tifosi interisti e dover temere l’ombra di altri possibili allenatori? La risposta è semplice e piuttosto immediata: qualità del gioco espresso poco convincente, titolari inamovibili ma dal rendimento decisivamente poco elevato e scelte sbagliate in fase mercato, con quest’ultima in netto sopravvento sulla prime due, ma analizziamo tutte le motivazioni per capire meglio gli errori di Spalletti.

  • Il gioco: esatto, perchè l’Inter fatica terribilmente ad esprimersi con qualità in campo, vive più che altro di fiammate. Fiammate dei singoli ovviamente, perchè i nerazzurri non hanno un’identità di gioco: si affidano ai dribbling e gli scatti di Politano, ai tiri da fuori area di Nainggolan, all’imprevidibilità di Perisic e alla vena realizzativa di Icardi. Ovviamente, se solo una di queste viene a mancare nella migliore delle ipotesi, può essere sopperita dalle altre. Il problema si pone quando tutte mancano contemporaneamente e l’Inter non riesce a trovare una seconda strada per mettere in difficoltà le squadre avversarie e trovare la via del gol. L’esempio lampante avviene contro le cosidette “piccole” che si schierano dietro la linea del pallone mettendo in crisi i nerazzurri, costringendoli ad un possesso palla che faticano a fare, vista la mancanza di palleggiatori di qualità a parte Brozovic. Contro le grandi il problema difficilmente si pone, poichè si gioca a viso aperto e l’Inter può scatenare il talento dei singoli, ma contro le altre squadre si sente terribilmente la mancanza di Rafinha e, soprattutto, Cancelo che erano due giocatori dal livello tecnico altissimo ed in grado di dare vie alternative alla manovra nerazzurra. Questa chiosa finale si collegherà all’ultimo dei nostri punti sopra elencati, ossia le scelte di mercato sbagliate di Spalletti, ma prima veniamo ad altro.
  • Titolari dal rendimento sotto le aspettative: a Spalletti viene criticato inoltre particolarmente il non cambiare mai modulo, rimanendo fossilizato sul 4-2-3-1, puntando quasi sempre sugli stessi undici. I tifosi nerazzurri sono molto scontenti, per usare un eufemismo, del rendimento di Perisic che quest’anno è tutto fuorchè brillante, cosi come quello di Nainggolan e Vrsaljko che quest’anno non si sono praticamente mai visti, senza dimenticare Vecino e Gagliardini che non permettono a Brozovic di riposarsi neanche per una partita. Inoltre poco spazio concesso a Lautaro Martinez, giovane promessa argentina, visto come l’ideale partner d’attacco anche per un possibile cambio di modulo, come ad esempio la difesa a 3 con Miranda, Skriniar e De Vrij, mai provata fino ad ora quest’anno (con questi interpreti perlomeno).
perisic
  • Terzo ed ultimo punto ma non meno importante, le scelte sbagliate in fase di calciomercato (fino ad ora): già perchè qui ci ricolleghiamo alla fine del primo punto, dove criticavamo la manca d qualità della manovra nerazzurra dopo gli addii di Cancelo e Rafinha: il primo se ne è andato alla Juventus per 40 milioni di euro, dove sta avendo un rendimento decisamente positivo e si sta mostrando all’altezza delle aspettative. Per quanto concerne Rafinha invece ha fatto ritorno a Barcellona, dove ha disputato una prima parte di stagione di buon livello (segnando tra l’altro un gol proprio all’Inter in Champions League) salvo poi infortunarsi nuovamente al crociato e concludere prematuramente la stagione. I due giocatori sono stati sostituiti rispettivamente da Vrsaljko e da Nainggolan: entrambi in questa stagione non hanno però quasi mai visto il campo, con il croato che ha disputato solo 13 partite con 912’ di gioco complessivi conditi da due assist, salvo però infortunarsi nuovamente al ginocchio ed obbligare l’Inter ha correre ai ripari nel calciomercato invernale. Per quanto concerne Nainggolan invece il belga ha avuto inizialmente un impatto molto positivo, per poi infortunarsi nel derby e non riuscire a rientrare mai più nella perfetta forma fisica e nell’undici titolare di Spalletti al 100%, facendo poi anche discutere per i suoi comportamenti extra-campo, con una possibile partenza addirittura già a gennaio nonostante le 17 presenze raccolte e i 3 gol in stagione sigliati in 1042’ di gioco complessivi. In sintesi quindi, Spalletti ha sostituito due uomini cardine della scorsa annata nella cavalcata trionfale verso la Champions League con due giocatori di pari livello che addirittura dovevano dare qualcosa di più ma che si sono rivelate, al momento, due delusioni.

Da qui e da queste tre macroaeree possono nascere molti spunti, anche se in particolar modo ne viene in mente uno, soprattutto in virtù dell’acquisto ora mai quasi certo di Godin da parte dell’Inter. Il club nerazzurro è riuscito a strappare a parametro zero un top player come il capitano dell’Atletico Madrid che nonostante i 33 anni ormai imminenti è considerato uno dei migliori difensori centrali del panorama mondiale e ancora in grando di disputare stagioni ad alti livello. Secondo molti questo poteva significare la cessione di Skriniar che però ha detto di voler rimanere all’Inter per vincere dei trofei e ha espresso parole positive nei confronti dell’arrivo dell’uruguagio, quindi molti si chiederanno: cosa faranno i nerazzurri con tre centrali di cosi alto livello? Come è possibile lasciarne uno in panchina? Semplicemente, con grande probabilità, non ne lascerà nessuno in panchina. Anzi, l’idea potrebbe essere quella di applicare una difesa a 3 in un ipotetico 3-5-2, con Lautaro Martinez ed Icardi in avanti ed in difesa Godin, Skriniar e De Vrij, con possibili alternative Bastoni (in ritorno dal prestito al Parma), Ranocchia e Miranda, anche se probabilmente gli ultimi due verranno sostituiti da altri due giocatori (si parla di Zapata, Mancini, Andersen e Tonelli).

Questo di conseguenza porta a pensare ad un allenatore che applichi e sappia gestire il modulo sopra citato e il nome che sobbalza alla testa di tutti è uno solo: Antonio Conte. L’ex tecnico del Chelsea è da sempre stato un obiettivo nerazzurro, molto apprezzato per il gioco che tutte le sue squadre esprimono e per la sua capacità di tirare fuori il massimo da tutti i suoi giocatori, rendendoli in grado di giocarsela contro tutti grazie ad un sistema di gioco collaudato ed efficace. Inoltre in casa Inter è arrivato anche Giuseppe Marotta, ex amministratore delegato della Juventus, dove ha lavorato assieme a Conte e con il quale è riuscito a vincere 3 scudetti in 3 stagioni. Ultimo punto, ma non per importanza, il tecnico pugliese si trova attualmente svincolato e potrebbe essere sicuramente attirato dall’idea di allenare l’Inter per ritornare a sorprendere tutti grazie alla sua qualità nel lavoro e per prendersi una rivincita contro la sua Juventus e spezzare un dominio che dura in Italia ora mai da 7 anni da parte di bianconeri.

Conte

Vedremo come concluderà l’Inter la stagione, se riuscirà a piazzarsi con relativa tranquillità in zona Champions League e avanzare o addirittura vincere l’Europa League, ma la verità è che quella di Conte al momento, visti anche gli acquisti dei nerazzurri, sembra molto più di una suggestione.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.