L’Inter di Pioli è entrata in crisi con 0 punti nelle ultime 2 sfide contro Sampdoria e Crotone. Il tecnico nerazzurro ha presentato in conferenza stampa la sfida di sabato contro il Milan, derby della madonnina che arriva nel peggior momento per l’Inter:

Vi siete dati una spiegazione sul calo nel momento decisivo?
“Il calo c’è stato ed è stato inaspettato per come volevamo interpretare la gara. L’abbiamo analizzata e abbiamo fatto di tutto perché non succeda più. Ormai fa parte del passato e possiamo determinare il nostro presente e il futuro dimostrando che siamo competitivi”.

Ausilio ha detto che l’EL è un dovere, sapete che non si può fallire?
“Il dovere è dare il massimo e ottenere più vittorie possibili”.

Sono riemerse delle fragilità anche a livello mentale?
“Abbiamo commesso errori che non ci appartenevano da tempo. nelle ultime due partite abbiamo sbagliato due volte per 45 minuti. Era da tempo che non commettevamo certi errori. Abbiamo l’occasione per dimostrare che non siamo quelli e possiamo giocare un calcio propositivo e possiamo battere avversari forti”.

Il primo tempo a Crotone ha visto l’Inter a rischio 4 gol. Cosa manca a una squadra che scende in campo in quel modo?
“Per arrivare ai livelli che vogliamo serve continuità di mentalità e certi passi falsi non dovevano esserci ma in un percorso di crescita possono accadere. L’Importante è imparare da lezioni pesanti come queste e far sì che non accada più”.

Avevi già perso due partite consecutive ma lottando contro Lazio e Juventus. Ora è cambiato qualcosa nell’approccio settimanale? Cambierai formazione?
“Non è vero che non c’è stata reazione, nel secondo tempo di Crotone la squadra ha reagito e non meritava di perdere. Questo è un rimpianto. Il mio approccio durante la settimana lo hanno capito i giocatori e le mie scelte di sabato potrebbero essere sia confermare tutti o cambiare molti giocatori. Conterà interpretare bene una gara per noi , per i tifosi e per la società importantissima. Ci stiamo preparando molto bene”.

In questa situazione difficile quanto è difficile la corsa all’EL?
“Siamo partiti sei mesi fa a rincorrere e ancora lo stiamo facendo. Ma il traguardo è spostato, mancano 7 partite. Due settimane fa si facevano altre valutazioni, ma queste vanno fatte solo a fine campionato. Il percorso continua e il nostro approccio deve essere fatto di cultura del lavoro e di voglia di crescere insieme”.

Ha trovato un deficit nella preparazione in queste ultime partite? C’è tempo fino a maggio per lavorarci?
“Di norma quando si perde si valutano le scelte dell’allenatore e la condizione fisica, che non è un problema per noi. La squadra sta bene, non si tratta però di correre di più ma di correre bene e ultimamente lo abbiamo fatto individualmente e non di squadra. Al di là dell’aspetto fisico parte sempre tutto dalla testa”.

A un certo punto ha esaltato il concetto di squadra, nelle ultime due partite forse sarebbe servito esserlo di più.
“Non c’è dubbio, nelle ultime due siamo stati meno squadra me in oltre due mesi abbiamo dimostrato di essere tutti disponibili e pronti al sacrificio. Per diversi motivi nelle ultime due è mancato, ma ce l’abbiamo dentro e dobbiamo solo ripassarlo e tirarlo fuori. i motivi? Parliamo della partita e non del passato, abbiamo una partita e un futuro importante davanti”.

Dopo Crotone ha detto ‘Per fortuna arriva il derby’, in settimana ha notato che è uno stimolo per i giocatori?
“Ho percepito che dopo la delusione dopo la partita abbiamo cambiato registro puntando su concentrazione e voglia di ripartire subito. Farlo in una partita così importante avrebbe doppio valore”.

La società le ha fatto sentire il sostegno dopo Crotone?
​”Anche e soprattutto dopo la sconfitta di Crotone”.

Potrebbe essere il primo derby cinese, che futuro si aspetta per il Milan?
“Non so, sinceramente mi interessa molto poco. Ma so che futuro aspetta l’Inter, conosco la proprietà, le persone che ci guidano, le loro potenzialità, i valori che stanno trasmettendo e sarebbe importante per noi dare soddisfazione anche a loro in questo derby”.

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