Stefano PioliStefano Pioli, allentore dell’Inter, dopo l’inspettata sconfitta alla scadere nella gara casalinga contro la Sampdoria, è intervenuto ai microfoni di Top Calcio 24 facendo una sintesi della stagione in corso e degli obiettivi futuri:

Le valutazioni sono normali ma la media punti è una cosa concreta. Il lavoro che stiamo facendo sta portando risultati. Veniamo purtroppo da un ko inatteso, che ha interrotto il nostro entusiasmo ma dobbiamo subito reagire, cercando di portare la media punti fino alla fine. Il lavoro è positivo, il nostro obiettivo è quello di costruire qualcosa, dando continuità ai risultati. Vogliamo costruire, per l’Inter, un futuro ancora più importante. Le difficoltà, a stagione in corso, sono quelle di avere poco tempo, di dover trasmettere tutto in poco e di conoscere poco i giocatori a livello personale. L’obiettivo del tecnico è trasferire i propri concetti, i propri principi e devi entrare nella testa dei giocatori. Il ko con la Samp ‘figlio’ della sosta? Servono valutazioni a 360 gradi. La sosta ci ha tolto qualcosa, mentalmente non siamo stati sul pezzo per 95 minuti a differenza di quel che avevamo fatto in precedenza. Gagliardini? E’ un giocatore solido, che sa stare bene in campo, è stato un acquisto importante e lo sarà per il futuro dell’Inter, ma la squadra aveva fatto bene anche con Brozovic e Kondogbia. Abbiamo avuto una reazione sbagliata dopo il pari della Samp, giocando troppo di pancia, freneticamente, e abbiamo perso una gara che poteva finire diversamente. Ripeto, Gagliardini è un ottimo giocatore ma in organico ho tanti giocatori che mi permettono di mettere in campo una squadra equilibrata, che mi possa permettere di vincere. Abbiamo avuto altre mancanze in passato ma l’importante è avere identità e spirito. La reazione di Gabigol lunedì? Non ho visto ma non mi interessa, non era contento nessuno della partita. Non è quello il problema ma essere tutti disponibili per riprendere al meglio il cammino. Il futuro? Apro la porta ma dietro non vedo nessuno… Sono concentrato, sereno e motivato. Stiamo lavorando bene, mi piace lo spirito, mi piace l’ambiente. Sono in un ambiente importantissimo, nella mia vita professionale mi sono sudato sempre ogni passo. Mi sento allenatore da Inter, sicuramente sì. E’ un punto di partenza che potrà diventare d’arrivo come successi. Quanto manca per arrivare alla Juventus? Un passo alla volta… Suning è ambiziosa, abbiamo una storia prestigiosa ma è vero che le prime tre in classifica sono sempre state quasi sempre Juventus, Roma e Napoli. Serve proseguire questo cammino, ottenendo il miglior risultato in questa stagione consolidando la nostra crescita e lottando poi per qualcosa di più importante. Il mercato potrà garantirci innesti in più per avvicinare queste realtà. La Champions? Serve realismo. Mancano otto partite, abbiamo qualità per farle nostre. Arrivare sesti? Ci si scorda il punto di partenza: ora facciamo punti, pensiamo a questo. Se la media sarà quella di questo periodo, non potremo che parlare di un ottimo cammino. Otto gare sono tante, la media punti può migliorare ma anche peggiorare. Dipende da noi. Il mercato? Ho la fortuna di condividere Appiano Gentile con la società e con la proprietà. Con Ausilio e Gardini parlo di quotidianità ma anche di futuro. Chelsea-City? Ho visto quella ma anche Napoli-Juventus. A me piace guardare il calcio, è sempre bello vedere i tecnici importanti e la Premier ha un approccio bellissimo che mi affascina. Il derby alle 12,30? Facile dire cosa mi aspetto: ora però c’è il Crotone, le valutazioni sul derby le iniziamo da lunedì prossimo”.

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