Inter, perchè Llorente è la punta di scorta ideale

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Fernando Llorente è il nome nuovo per l’attacco dell’Inter, dopo che Dzeko è sfumato a causa del suo rinnovo con la Roma. Nuovo si fa per dire, perchè l’attaccante spagnolo è da tempo nei radar di mercato dei dirigenti interisti soprattutto perchè il costo del suo cartellino sarebbe pari a zero, essendosi svincolato dal Tottenham, oltre al fatto che è già stato allenato e voluto da Conte nella sua ultima stagione in bianconero nel 2013/2014.
Una stagione molto prolifica quella in maglia juventina per l’attaccante spagnolo, con 45 presenze suddivise fra Serie A (la stagione di record di punti per la Juventus), Champions League, Coppa Italia ed Europa League condite da 18 reti, 6 assist, 3097’ totali disputati e una media rete di un gol ogni 172’.

Il riassunto dell’annata dell’attaccante spagnolo

Che giocatore è Llorente

Llorente è un attaccante molto forte fisicamente, 195 cm per 90 kg il suo fisico, in grado di spaccare in due le partite e mettere pressione alle difese avversarie anche entrando a partita in corso, come fatto spesso nell’ultimo anno con la maglia del Tottenham. Lo spagnolo ha anche una discreta tecnica coi piedi, migliorata soprattutto grazie all’Atheltic Bilbao e alla scuola basca dove il giocatore è cresciuto ed è riuscito ad affermarsi ad alti livelli.
Per capire però l’importanza che può avere Llorente nell’Inter e come può non far rimpiangere Dzeko ma, anzi, accontentarsi con meno difficoltà da un ruolo di comprimario, andremo ad analizzare nel dettaglio le statistiche della sua ultima stagione, concentrandoci su Champions League e Premier League in particolare.

La stagione 2018/2019 di Llorente

Partiamo ad analizzare i semplici numeri realizzattivi: in 35 presenze totali in stagione, di cui 24 da subentrato ed 11 dal primo minuto, l’attaccante spagnolo ha messo a referto 8 reti e 5 assist, per un totale di 1247’ disputati e la media di una rete ogni 156’. La maggior parte delle presenze importanti le ha trovati sul finire di stagione, dove ha causa dell’infortunio di Harry Kane ha guidato l’attacco dei londinesi fino alla finale di Champions League. Nella competizione dalle grandi orecchie, Llorente ha avuto una media di 0.2 gol a partita e di 1 tiro a match, con 2 occasioni chiare da gol sbagliate, oltre ad un assist totale servito. I suoi tocchi sono 15.8 a partita, con 1 grande occasione creata in totale e 0.4 passaggi chiavi creati in media a partita. La sua precisione nei passaggi si assesta al 55%, con 5.2 passaggi realizzati a partita, di cui 4.4 nella metà campo avversaria e lo 0.8 nella propria. I suoi dribbling riusciti a partita sono stati lo 0.6 in media a match (63% su quelli tentati), i contrati vinti 5 in totale (il 54% totale), con ben 4 tramite scontro aereo e 1 a terra , senza dimenticare i 0.2 falli subiti in media, oltre a 0.2 fuorigioco in cui la punta è cascata.

Il gol con cui Llorente ha regalato la semifinale di Champions League agli Spurs

In Premier League il rendimento del Re Leone cala, con solo 20 match disputati di cui 6 dal primo minuto, per una media totale di 34’ a match disputati. Il suo gol è stato uno solo, con lo 0.05 di media che i tiri effettuati a partita , 1 in media, si tramutasse in gol, mentre sono 5 le occasioni sbagliate su 20 match. I suoi assist sono stati 4, mentre i tocchi a partita 17.1, con 2 grandi occasioni create e 0.7 passaggi chiave a partita. La sua precisione nei passaggi è salita, 66%, su 7.5 tocchi effettuati a match di cui 1.9 nella propria metà campo (con 86% di successo) e 5.6 nell’altra porzione di rettangolo di gioco (61% di successo). I suoi dribbling riusciti sono stati 0.3 a partita, con una percentuale di ben 100% di successo, mentre i contrasti totali vinti sono stati 3.4 a partita (il 48% del totale), di cui ben 2.7 solo aerei e il restante 0.7 tramite palla a terra. Le palle perse sono state 0.6 a match, i falli subiti 0.3 cosi come i fuorigioco in cui è cascato l’attaccante spagnolo.

Se volete capire perchè Conte vuole Llorente, guardate questo video: la sua sponda che dà il via al gol di Lucas Moura fondamentale per gli Spurs a conquistare la finale della Champions League

Perchè Conte vuole Llorente

Dai numeri elencati qui sopra si evince come Llorente sia un attaccante di scorta ideale, che fa del fisico la sua vera e propria forza per riuscire a favorire i compagni, sia con passaggi precisi di testa oltre che usando il fisico per proteggere il pallone, senza dimenticare la sua ottima vena realizzativa per essere una terza punta, soprattutto in palcoscenici non semplici ed entrando quasi sempre a partita in corso in match notoriamente non semplici. Difatti il suo utilizzo, esclusa la necessità per infortunio di Kane, è quasi sempre stato con il contagocce e in match con situazioni complesse dove serviva mettere ancora più peso in attacco, in situazioni dove la squadra si trovava a dover rimontare il risultato o sbloccarlo.
In sintesi, Llorente sarebbe la terza punta perfetta per l’Inter poichè arriverebbe a costo zero e conosce molto bene gli schemi del nuovo mister nerazzurro, Antonio Conte, il quale lo ha allenato in una delle sue migliori stagioni in carriera. 
Il suo arrivo a basso prezzo, inoltre, permetterebbe all’Inter di risparmiare budget per virare su un grande centrocampista, ad esempio Sergej Milinkovic Savic, che, potrebbe portare il grande salto di qualità e la possibilità di sognare in grande.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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