Andrea Palazzi, giovane talento dell’Inter, dopo la salvezza conquistata con la Pro Vercelli attualmente si trova in vacanza e si è concesso un’intervista ai microfoni di FcInterNews.it, raccontando la propria crescita calcistica avvenuta quest’anno. Infatti, il tecnico Moreno Longo lo ha schierato con regolarità, mostrando a tutti le qualità del giovane mediano: E’ andato tutto per il meglio. La squadra ha fatto un bel campionato e abbiamo raggiunto la salvezza” esclama Palazzi.

Che stagione è stata la sua?
“E’ stata una bella stagione, è andata molto bene. Il Mister lo conoscevo già dalle giovanili avendoci giocato contro. Sapevo fosse un ottimo allenatore e una brava persona, alla Pro ne ho avuto la conferma. Lo devo ringraziare perché mi ha sempre dato fiducia e a livello individuale credo di aver fatto molto bene. Ci siamo salvati e abbiamo centrato l’obiettivo stagionale”.

A proposito di giovanili, lei quando è arrivato all’Inter?
“Avevo 7 anni quando ho firmato il primo cartellino con l’Inter. Dopo i primi provini mi hanno mandato a giocare con i più grandi, i ’95, perché non c’era ancora la squadra dei ’96, e da lì ho iniziato il percorso con i nerazzurri”.

Chi era il suo idolo quando era piccolo?
“A me piaceva tanto Pirlo, anche se giocava già nel Milan. Il suo modo di giocare mi ha sempre affascinato. Poi era titolare della Nazionale italiana e ha militato in grandi club. Era bello vederlo giocare, anche se io non gli assomiglio più di tanto per caratteristiche…”

E a chi assomiglia lei?
“Nell’Inter di adesso direi Gagliardini. Lui ha più fisico ma è forte in entrambe le fasi, come me. Penso di avvicinarmi più a lui per lo stile di gioco, il classico centrocampista completo che spazia su tutto il campo. Un ‘box to box’”

Con quali giocatori è cresciuto sul campo di allenamento?
“Ho giocato con Bonazzoli, Puscas, Dimarco, che hanno fatto la trafila con me. Poi ho avuto modo di vedere anche Pinamonti in alcuni allenamenti. E’ un grande talento”.

Mentre quest’anno alla Pro ha condiviso lo spogliatoio con Eguelfi, altro giovane scuola Inter. Che rapporto c’è tra di voi?
“C’è un bel rapporto, non siamo semplici compagni di squadra, siamo amici. Eravamo anche compagni di stanza quindi abbiamo creato un bel feeling che ci ha aiutati anche in campo partita dopo partita”.

Lei, come i suoi coetanei appena citati, è stato fatto crescere in prestito. Ora tornerà alla base?
“Non lo so ancora, il mio procuratore deve incontrare la società. Mi hanno detto che mi hanno seguito per tutto l’anno, quindi ora vedremo come agire”.

Si vocifera che il Chievo e la Sampdoria la stiano seguendo. Che effetto le fa?
“Sarebbe bello fare il salto e giocare in Serie A, anche se al momento restano solo voci”.

Mentre nel caso in cui si fermasse a Milano potrebbe lavorare con uno tra Spalletti e Conte. Vista da fuori, di chi necessita ora l’Inter?
“Non saprei, sono entrambi ottimi allenatori. Conte ha fatto molto bene a Londra quindi è probabile che rimanga al Chelsea. Spalletti è un grande conoscitore del calcio italiano e con la Roma ha fatto benissimo nonostante non avesse uno squadrone. Non ci fosse stata la Juve avrebbe vinto lo scudetto”.

Inoltre è noto per lavorare bene con i giovani. Pensiamo a Rudiger o Paredes. Con lui pensa di avere delle chance per emergere?
“Non lo so perché non lo conosco bene. So che coi giovani è molto bravo quindi spero di poter lavorare un giorno con lui o con chiunque sarà l’allenatore dell’Inter. Il mio obiettivo è quello di giocare a San Siro nelle vesti di padrone di casa”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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