Inter, Moratti: “E’ stato un privilegio essere presidente del club. Suning vuole il bene della squadra”

Massimo Moratti

Dopo Javier Zanetti, intervenuto pochi minuti fa nel corso della presentazione del libro “Inter 110, noi siamo fratelli del mondo”, a prendere la parola è stato Massimo Moratti, storico presidente del club nerazzurro.

L’ex presidente dell’Inter ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, riportate dai microfoni di FcInter1908.it, partendo da una descrizione del suo grande amore verso i colori nerazzurri: “L’Inter ha un passato meraviglioso, pieno di sogni, di progetti, di una realtà sempre emozionante e bella e ci ha portato poi man mano a realizzarci.

Tutti uniti da qualcosa che ci mette in condizione di avere rispetto sì, ma anche complicità, amicizia. Non abbiamo paura di esprimerci perché siamo capiti da chi è qui. Siamo uniti da questo filo chiamato Inter e che uno dice, ma come è solo una squadra di calcio, una distrazione di quel tipo?

L’Inter non è né una squadra di calcio, né una distrazione, è un significato della vita vera che noi abbiamo trovato e io l’ho trovato direttamente da ragazzo. Avevo un papà meraviglioso che ci ha fatto questo regalo, lui aveva la capacità di vedere il futuro e di lavorare perché il futuro si realizzasse. Ci ha lasciato questo amore per le cose che faceva e ci ha insegnato questo. E per questo l’Inter è stata una delle cose a cui abbiamo voluto più bene.

Sempre rispettando gli altri, sono sempre stato un po’ geloso degli altri presidenti, mi chiedevo quando mi sarebbe capitato di essere alla guida dell’Inter e poi è arrivata l’occasione all’improvviso con Prisco che mi ha chiesto di prendere il club.

Sempre sento parlare di sofferenza, ma sono stati anni sinceramente fantastici, emozionanti, con la squadra che si inventava sempre una cosa nuova, con un nemico e dei nemici, avversari chiamiamoli, ma anche quello ci riempiva la vita. In quel periodo di difficoltà abbiamo fatto i record di abbonamenti da veri tifosi dell’Inter, ci siamo fermati in quel momento e poi sono arrivate le vittorie degli scudetti e il Triplete.

Ma le emozioni le abbiamo vissute soffrendo, ma questo non ci ha mai allontanato dall’essenza dell’Inter. Il suo fascino da donna difficile e viziata, tutto quello che si può sopportare. Per me è stata una grande fortuna, un grande privilegio essere proprietario, presidente, responsabile di questo club.

Avevo un tifoso in un momento difficile della partita, gli ho detto che il responsabile ero io, mi sentivo così, mi sentivo responsabile della sofferenza dei tifosi ed è bello sentire le stesse cose, gli stessi sentimenti, come succede adesso. E’ una storia che continua con le sue differenze.

Oggi abbiamo una differenza grossa, è una proprietà straniera e in Italia non siamo abituati, ma Suning è coinvolta, vuole fare bene all’Inter, è una strada nuova, dobbiamo aiutarli molto noi. La passione nasce quando ti innamori, non si sa mai quando ci si innamora. Questa passione bisogna farla crescere anche in loro volendogli bene e mettendoli in condizione anche di poter fare degli errori.

I rimpianti ci sono sempre, ma con il buon senso valuti la vita nel complesso, per cui mi sembra che la mia famiglia abbia dato un piccolo aiuto almeno all’Inter. Ringrazio mio padre per avermi trasmesso affetto per l’Inter.

Il ricordo più bello è senza dubbio Vienna, la prima vittoria internazionale della grande Inter. Alla squadra di oggi ricorderei l’orgoglio di far parte di questa società e i propri doveri professionali. La gara con il Napoli? Non ditemi nulla, spero vada bene”.

 

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Napoletano di nascita ma fedele e viscerale interista dall'infanzia. La profonda passione per il calcio è una costante della mia vita. Amo la scrittura e le lingue straniere, in particolar modo lo spagnolo e il francese.