Fresco di ritiro dal calcio giocato, Diego Milito ha rilasciato una lunga intervista a Il Corriere della Sera, con cui ha ripercorso la sua avventura all’Inter.

Simbolo ed eroe del triplete, Diego Milito ripercorre i suoi anni all’Inter in una lunga intervista a Il Corriere della Sera. Tanti i temi affrontati, di seguito le sue parole.

TRIPLETE – “È stato incredibile quello che abbiamo fatto. Essere stato parte di quella grande squadra è storico. Mourinho è il più grande, fu un condottiero. È sempre stato convinto di farcela. Quando sono arrivato ho trovato un gruppo in cui si respirava la voglia di vincere la Champions League. Altra figura chiave è stato il presidente Moratti. Il segreto di Mourinho? Sapeva quando caricare e quando lasciare tranquilli. Avevamo un grande rapporto, mi prendeva da parte, mi parlava. Mi ha voluto all’Inter. È preparato tecnicamente, ma in più lui sa comunicare e gestire i campioni: tutti danno il massimo, per lui ti getteresti nel fuoco. Tira fuori il 100. Non posso dimenticare la notte di Madrid, se chiudo gli occhi me lo ricordo bene. Rivedo la seconda rete: c’è un muro nerazzurro di gente che piange di gioia, ho ancora i brividi. L’Inter è l’unica italiana ad aver fatto il triplete: un orgoglio“.

COL SENNO DI POI… – “Ho sbaglio dopo il Triplete a dire: ‘Non so se resto’. Non lo rifarei, ho sbagliato il momento. A volte essere così sincero non va bene. Ma non mi sono pentito di essere rimasto. L’Inter mi ha dato tanto e io tutto all’Inter. Dopo la Champions League era difficile cambiare. C’era ancora tanto da vincere: il Mondiale per Club, la Supercoppa europea. Quello dopo la Champions League fu comunque un anno positivo, con il secondo posto“.

ARGENTINA – Ho fatto un Mondiale e due Coppe America. L’Argentina ha avuto sempre grandi attaccanti, mi sento fortunato. C’erano Higuain, Messi, Aguero. Al Mondiale 2010 mi sentivo bene e avrei potuto giocare di più. Poi guardo l’altra faccia della medaglia: in Sudafrica avevo Maradona allenatore e Messi compagno: il meglio di sempre del calcio“.

ICARDI – Mauro è un talento con ampi margini di miglioramento. È diverso da me“.

SOCIETA’ – Dopo il Triplete l’Inter non si è ripresa perché ha pagato il cambio di proprietà, l’addio di Moratti. È arrivato Thohir, ora c’è Suning, ci vuole tempo quando ci sono i cambiamenti. Sono fiducioso che l’Inter possa riprendersi a livello societario. È un dolore vedere una maglia così importante del calcio mondiale fuori dalla Champions League, quella dobbiamo giocarla sempre“.

SCUDETTO – Servono due-tre giocatori importanti per vincere lo scudetto. La Juventus, il Napoli e la Roma hanno gruppi consolidati. Se l’Inter compra, però, può lottare con loro“.

MORATTI – Un grande rapporto, mi è sempre stato vicino e gli devo tanto. E poi con lui ho vinto“.

CONDIVIDI
Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008