Inter, l’impazienza di raggiungere la Juventus porta via concentrazione e lucidità

La corsa allo Scudetto è sempre più aperta e viva, con la Lazio che potenzialmente potrebbe andare a -2 dalla Juventus capolista e con i nerazzurri che si trovano a -3 dai bianconeri. Nell’ultimo turno la squadra allenata da Antonio Conte è stata stoppata in casa dal Cagliari, in un turno che poteva diventare decisamente favorevole, visto che poi sia la Juventus che la Lazio hanno una perso e l’altra pareggiato contro rispettivamente Napoli e Roma.
Quello che fa specie è però il fatto che l’Inter, alla fine della quindicesima giornata, si trovasse due lunghezze sopra la Juventus ed ora, solo 6 giornate dopo, si trova a -3 dalla vetta: questo significa che i nerazzurri in 6 partite hanno fatto 5 punti in meno rispetto ai bianconeri, praticamente un punto a partita.
La domanda sorge spontanea, come l’anno scorso o due anni fa quando il Napoli era all’inseguimento della Juventus: perchè le squadre che duellano con i bianconeri in un testa a testa, ad un certo punto, sembrano crollare mentalmente e fisicamente? A cosa è dovuto questo calo? Perchè, parliamoci chiaro, l’Inter si sarebbe potuta trovare avanti alla Juventus di qualche punto se avesse rispettato tutte le attese della vigilia riguardo ai match disputati dove sono stati lasciati indietro punti preziosi.

Un problema di testa

Un esempio di partita e di punti praticamente ottenuti, gettato dai nerazzurri

Il motivo? Partendo da un discorso mentale, l’ovvietà è che la Juventus è più forte di tutte. L’Inter di Antonio Conte, per quanto sia stato eccelso il lavoro del tecnico pugliese sin qui, non è ancora abituata a vincere. Anzi, negli ultimi anni addirittura non è mai riuscita a competere per vincere. Questo di conseguenza si è tramutato e traslato per osmosi anche su molti giocatori, soprattutto delle vecchie rose interiste, oltre che su alcuni di quella attuale in determinati momenti. La capacità di non essere cinici, di non sfruttare determinate occasioni e di riuscire a battere squadre sulla carta abbordabili che permeterebbero di accrescere il vantaggio sui bianconeri, sono stati cestinati. Ovviamente ci sono anche tanti giocatori dalla giovane età, ancora inesperti, ed è forse per questo che a gennaio i nerazzurri hanno ripiegato su uomini internazionali e d’esperienza: Young, ex capitano del Manchester United, è un classe 1985 da anni nel calcio europeo d’elitè e titolare nei Red Devils. Moses ha per parecchi anni giocato nel Chelsea, dove ha trovato il suo apice di rendimento calcistico con Conte, riuscendo a garantire un rendimento costante sulla fascia destra. Eriksen, se ci fosse bisogno di dirlo, è uno dei migliori centrocampisti d’Europa da almeno 3 anni a questa parte e le sue giocate hanno guidato il Tottenahm per 5 lunghi anni, andando vicino addirittura a conquistare la Champions League lo scorso anno nella finale persa contro il Liverpool. I tifosi interisti se lo ricordano bene il danese, visto che un suo gol sancì l’eliminazione della competizione. In generale il problema della mentalità è stato quindi molto evidente in determinati momenti di quest’annata calcistica, ed è proprio per questo che c’è stato questo intervento deciso sul mercato invernale per rinforzare la rosa: l’obiettivo, ormai nemmeno più troppo velato, è lo Scudetto.

La mancanza di una rosa lunga

Altro esempio di partita dove i nerazzurri si portano in vantaggio, per poi essere raggiunti

Il secondo motivo è la condizione fisica e la mancanza di avere una rosa lunga e profonda. Come già spiegato sopra, l’Inter è corsa ai ripari in questa sessione di calciomercato invernale non solo per aumentare il pedigree e la mentalità dell’attuale rosa, ma anche per fornire ad Antonio Conte maggiori alternative. Il perchè è presto detto, visto che i nerazzurri, escluso inizio stagione, sono riusciti a schierare l’undici titolare per 3 partite di fila. Gli infortuni di Barella e Sensi, lungodegenti per almeno 2 mesi entrambi, non hanno permesso a Conte di schierare il centrocampo titolare, così come l’infortunio di Asamoah ha decisamente indebolito l’out sinistro interista. Lukaku e Lautaro Martinez non hanno praticamente mai riposato, così come De Vrij, Skriniar e Candreva. I giocatori, di conseguenza, iniziano ad avere il fiato corto e a non riuscire a tenere lo stesso ritmo di gioco imposto ad inizio stagione per 90’. La Juventus invece ha praticamente due squadre complete, entrambe titolari, ma forse serve qualche esempio per far capire la forza dei bianconeri: in attacco ha a disposizione un pacchetto composto da Cristiano Ronaldo, Higuain, Dybala, Douglas Costa, Bernardeschi, Pjaca e all’occorenza anche Cuadrado. A centrocampo a disposizione ci sono Pjanic, Bentancur, Khedira, Ramsey, Rabiot, Matuidi, Emre Can. In difesa, se non vi bastassero i due reparti citati poco sopra, ha disposizione vi sono: Danilo, Alex Sandro, De Sciglio, Bonucci, Chiellini, Demiral, De Ligt, Rugani. In porta, per chiudere, Szczesny e Buffon. La differenza sta qua, in poche parole, oltre che dal punto di vista mentale: i bianconeri hanno l’opportunità di far riposare i titolarissimi alternandoli con altri titolari, mentre l’Inter deve spremere i suoi undici titolari in quanto mancano le alternative. Questo, si tramuta, in una minore freschezza e lucidità mentale nei momenti critici della stagione che risultano decisivi al fine di decidere chi la spunterà nella corsa Scudetto.

L’Inter, però, a differenza del Napoli ha deciso di rinforzarsi in questa sessione di calciomercato invernale a differenza di quanto fatto dai partenopei negli scorsi anni. I nerazzurri sono consapevoli che i bianconeri distano solo 3 punti e che la vetta è lì vicina, magari sfruttando anche il fatto che Sarri e i suoi giocatori ad un certo punto dell’anno potrebbero concentrarsi solo sulla Champions League trascurando, almeno dal punto di vista mentale, il campionato. Conte e l’Inter vogliono dare l’assalto allo Scudetto e si sono attrezzati per farlo.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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