L’ex giocatore dell’Inter Lothar Matthaus ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, con cui ha parlato del suo amore per i nerazzurri e del futuro della squadra. Di seguito le sue parole: “Una volta che sei interista, lo sei per sempre. Puoi cambiare moglie, ma non la squadra del cuore. Se mi sento più italiano che tedesco? Mentalmente sì. E poi sportivamente ho vissuto gli anni più emozionanti della mia carriera all’Inter, proprio in concomitanza con il mio miglior calcio. Quella Serie A contava gente come Maradona, Platini, Van Basten e le squadre italiane vincevano anche in Europa e nel mondo”. Sullo scudetto vinto nel 1989, in particolare: “Indimenticabile, come l’atmosfera. Ne parlavano da una settimana nei bar e nei supermercati di Milano: dovevamo battere il Napoli e Maradona. Il più simpatico di quella rosa? Berti, ma bella lotta con Zenga. Serena era il più chiuso, Bergomi il più posato, Brehme l’ottimista. Il più furbo? Diaz, ma fuori dal campo era un signore. Io? Ero il mediatore. Il risultato prima di tutto“.

L’INTER DEL FUTURO – “Non è una squadra costante ma sono convinto che Suning riporterà in alto i nerazzurri e per la Juve sarà dura vincere il settimo scudetto consecutivo. Gli investimenti della famiglia Zhang faranno la fortuna dell’Inter e del movimento calcistico italiano. Comunque non serve una rivoluzione, la base è ottima: con 2-3 top player si potrà correre per lo scudetto“.

SU STEFANO PIOLI – Conosce e capisce il calcio. E ne è innamorato. In più è tifoso dell’Inter. Piccole cose che fanno la differenza“.

ESISTE UN MATTHAUS – Non esiste! Battute a parte, mi assomiglia Vidal. Ma credo più per l’aggressività, io segnavo di più. Non ero un 10, ero un 8, un box-to-box“.

RICORDI – “Quello dello scudetto dei record. Ma ricorderò anche quella del Milan di Arrigo Sacchi. Due squadre che hanno scritto un pezzo di storia calcistica“.

SU DIEGO SIMEONE – “Giocatore più duro affrontato. Quando lo sfidavo mettevo due parastinchi per gamba: davanti e dietro. Diego era leale, ma duro in campo. Qualcuno sentiva l’ansia nell’affrontarlo… non io“.

SULLA CHAMPIONS LEAGUE – “La Juventus è la favorita“.

CONDIVIDI
Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008