Inter, Karamoh: “Sono venuto qui perché si fidano di me. A gennaio hanno rifiutate offerte per me”

Dopo una prima fase di apprendistato, Yann Karamoh è riuscito a ritagliarsi un po’ di spazio all’Inter sotto gli ordini di mister Spalletti, approfittando soprattutto del periodo buio dell’attacco nerazzurro nel cuore della stagione invernale.

Il giovane attaccante francese ha rilasciato la seguente intervista ai microfoni di Onze Mondial, facendo il punto sulla sua esperienza in nerazzurro e ripercorrendo la sua breve carriera: “L’Inter è stata onesta con me. Esatto, mi hanno detto che avrei giocato. Quando? Non l’hanno specificato. Oggi, possiamo vedere che fanno davvero affidamento su di me.

Anche durante la finestra di trasferimento, non volevano saperne nulla di cedermi. E questo è il modo in cui ho parlato con loro. E’ stato immediato e veloce. Per dirti che ero in vacanza, ho lasciato tutto per venire. Dopo la nostra discussione, mi è piaciuto ancora di più. Ecco perché sono andato al braccio di ferro con il Caen”.

Karamoh continua sulla sua posizione ideale: “Dipende dalle partite, ma non ho una posizione preferita. A differenza di alcuni, non mi sono accontentato di giocare in un solo ruolo quando ero giovane. Mi sono allenato in tre diverse posizioni in attacco: al centro, a sinistra e a destra. Ho anche giocato per un anno nella Nazionale U17 col numero 10. Quando vedo che è complicato, cambio e funziona.

Io non scherzo forzatamente con le persone quindi possono pensare davvero molte cose. Oggi, grazie al calcio, ho un po’ di libertà, non sono più in un centro di formazione, quando ho l’opportunità di parlare con la gente per strada, mi dicono: “Sai, pensavo fossi arrogante.” E col senno di poi, vedono che non sono così. Le persone che non mi conoscono diranno che sono testardo. Mentre non lo sono affatto, se non voglio sorridere, non sorrido. Mio padre è così. A casa, è così. Basta.

Sulla frase che più lo rappresenta: Dai e ti verrà dato” Questo è quello che mio padre continuava a dirmi quando ero piccolo. O ancora: “Non fare le cose a metà”. Quando li fai, falle fino in fondo. Queste sono le due frasi di mio padre”. A riportare è la redazione di FcInter1908.it.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Napoletano di nascita ma fedele e viscerale interista dall'infanzia. La profonda passione per il calcio è una costante della mia vita. Amo la scrittura e le lingue straniere, in particolar modo lo spagnolo e il francese. Sogni? Diventare un rinomato scrittore, necessariamente felice.