Inter, il CEO Antonello: “A febbraio la conferma sul bilancio dalla Uefa”

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Alessandro Antonello, CEO dell’Inter, ha parlato in seguito all’Assemblea degli Azionisti, svoltasi oggi a Palazzo Parigi.

Ecco quanto riportato da Fcinternews.it: “Oggi c’è stata l’assemblea degli azionisti, abbiamo approvato il bilancio 2016/2017 all’unanimità”.

Manca la ratifica Uefa, quando arriverà? Visti i numeri positivi c’è da aspettarsi un rafforzamento della rosa?
“Il processo di audit dell’Uefa avverrà nei prossimi mesi, verso febbraio dovrebbe arrivare la conferma del raggiungimento dei nostri risultati. Quanto al rafforzamento siamo ancora in regime di settlement agreement. Come detto agli azionisti, non dobbiamo dimenticare che tutti i club devono avere un regime costante di Financial Fair Play”.

Qual è la situazione dello stadio e dei margini di crescita dei ricavi?
“Sullo stadio abbiamo un tavolo aperto con il Comune, le parti si siederanno per trovare una soluzione idonea. San Siro è uno dei principali stadi in Europa, va riportato agli standard continentali. Venire al Meazza è un’esperienza fantastica, ma servono miglioramenti a livello di hospitality e il rinnovamento dello stadio è centrale per avere un fatturato significativo. Dobbiamo fare degli investimenti per avere dei ricavi maggiori. La strategia per incrementare i ricavi passa da diversi fattori, abbiamo appena lanciato Inter Media House e nei prossimi anni siamo certi genereranno ricavi e avvicineranno i fan nel mondo al club. In più abbiamo un settore giovanile in cui già ad oggi abbiamo risultati e vogliamo investire ancora di più. Abbiamo giocatori come Pinamonti e Vanheusden che fanno parte della prima squadra. Vogliamo continuare su questo trend”.

Sempre sullo stadio, dal Milan sono arrivate delle novità?
“Nel corso del primo incontro ci siamo trovati d’accordo sull’idea di modernizzare San Siro. Gli obiettivi sono i medesimi, dobbiamo generare fatturati e garantire una fan experience più idonea ai tempi moderni. Oggi ci sono delle limitazioni strutturali. Anche il Comune intende valorizzare questo asset”.

Quanto sarà possibile valorizzare ulteriormente i ricavi nei prossimi bilanci?
“C’è stato un grosso sviluppo dei ricavi in Asia. Anche attraverso la digitalizzazione dei contenuti vogliam espanderci in Cina, dove abbiamo un bacino di utenza che vogliamo tenere in considerazione. Continuiamo in quella direzione”.

Sono maturi i tempi per una presidenza a Zhang Steven?
“I suoi nuovi poteri rientrano in un rinnovamento della governance. Zhang Steven ha visto rafforzato i suoi anche in ottica di un maggior potere decisionale. Questo renderà più fluida l’attività decisionale del club. Sulla possibile presidenza non ho informazioni da dare”.

C’è un nuovo prestito di Suning all’Inter a bilancio. E’ così?
“Suning sta supportando il club nello sviluppo delle strategie, il nuovo finanziamento è in quest’ottica. Nulla di nuovo rispetto a quanto concordato in estate. Tutte le risorse servono per investimenti fuori e dentro il campo. Abbiamo delle direttrici da sviluppare”.

La Juventus ha un fatturato di oltre 400 milioni, la differenza con l’Inter è data solo dalla presenza in Champions?
“La Champions è importantissima, anche solo per i diritti tv che arrivano. In più hanno lo stadio di proprietà”.

Che cifra andrà reperita dalle cessioni a gennaio?
“L’anno scorso abbiamo generato plusvalenze per oltre 40 milioni. Il nostro obiettivo è essere compliance con il Financial Fair Play, ma non ci sono solo le plusvalenze. Adesso è prematuro parlarne, facciamo sempre operazioni di riproiezione dei numeri. Ora dare una cifra corretta sarebbe errato”.

In caso di qualificazione alla Champions gli introiti andranno nel bilancio in essere?
“Iniziamo a qualificarci e decideremo cosa fare. I bilanci li facciamo secondo i principi contabili del codice civile, a obiettivo raggiunto seguiremo le regole permesse”.

E’ prevista una forma di conversione in capitale? C’è ancora un finanziamento da Goldman Sachs?
“Lavoreremo con gli azionisti per capire come i prestiti si dovranno convertire in capitale. Non abbiamo ancora preso in considerazione la faccenda. Il debito con Goldman Sachs ha scadenza giugno 2019, stiamo valutando varie opzioni sul mercato. Siamo nei tempi, non c’è fretta”.

Potete escludere che entro il 2018 Suning diventi unico proprietario dell’Inter?
“Come tutte le aziende, i partner che vogliono entrare a far parte della compagine sociale sono i benvenuti. Non possiamo dare certezze su cosa può avvenire o no. Oggi Suning ha come obiettivo primario la zona Champions. I risultati sportivi devono guidare la strategia e agevolare le nostre decisioni. Non escludiamo nulla”.

E’ possibile che a gennaio si muova già qualcosa sul mercato?
“Le scelte tecniche le faranno le persone che si occupano della parte tecnica. Ad oggi queste hanno portato a dei risultati importanti nelle prime dieci giornate. Abbiamo otto posizioni in più rispetto al campionato passato, a gennaio vedremo cosa accadrà”.

Fermo restando un certo blocco cinese per gli investimenti, esiste un vincolo anche per l’Inter?
“Quel che possiamo dire che i nostri obiettivi sono chiari e condivisi con la proprietà. Stiamo lavorando per perseguirli. L’Inter deve lavorare per essere autosufficiente. Tutte le aziende devono lavorare per andare in questa direzione”.

Cosa può dirci sulle possibili nuove strutture di allenamento a Milano?
“Recentemente abbiamo fatto degli investimenti significativi ad Appiano Gentile, su Inter Tv, sugli spogliatoi. L’Inter è uno dei principali club a livello internazionale e su questo dobbiamo focalizzarci. Vogliamo sempre migliorare. Avere sempre strutture più idonee non deve essere mai escluso, ma certi tipi di investimento richiedono anni. Se vogliamo coniugare questi investimenti, non possiamo comunque usare questa leva per essere in regola in questa stagione”.

L’accordo di cessione dei diritti per lo sfruttamento commerciale in Asia è pluriennale?
“E’ pluriennale”.

Le sponsorizzazioni danno ricavi lontani dalle più importanti società europee. Verranno rivisti i contratti?
“Il gap che abbiamo in questo senso viaggia su due direttrici. Uno è la partecipazione alla Champions e l’altro i diritti tv, su cui il singolo club non può agire. Si sta lavorando in Lega Serie A in questo senso e speriamo di avere un supporto in questo senso. Noi continuamo a perseguire una strategia di espansione in tutta l’area Pacific”.

La crescita dei ricavi vi fa essere fiduciosi sul poter anticipare la sanzione Uefa come successo al PSG o al City sulle liste dei giocatori in Europa?
“Il Financial Fair Play prevede anche limitazioni sprotive, se parteciperemo alla Champions faremo la valutazione oggettiva di queste restrizioni e saremo consoni. Incrocio le dita perché ad oggi non siamo in Champions”.

La condivisione dello stadio: perché non viene visto come un vantaggio separarsi da San Siro e dal Milan?
“Perché per noi è giusto ristrutturare San Siro. Se il Milan intende rimanere siamo pronti a condividerlo con loro, ma noi vogliamo restare qui”.

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