Mauro Icardi è stato tra i più criticati dell’Inter dopo le due sconfitte nelle ultime due uscite.

Il capitano dell’Inter, mai a segno contro il Milan, ha parlato in conferenza stampa, dove si è presentato insieme a Pioli:

Vi siete dati una spiegazione di questo calo nel momento decisivo della stagione?
“Penso che ha detto tutto il mister, abbiamo guardato tutto e analizzato quello che è successo in queste ultime partite. Stiamo lavorando per il presente e per il futuro, dobbiamo metterci alle spalle Crotone perché abbiamo partite importante davanti”.

Da capitano, vuoi fare una promessa ai tifosi?
“Promesse no, ma il lavoro di 5-6 mesi non si può cancellare per 1-2 gare sbagliate. Non mi piace fare promesse, penso si veda sul campo quello che abbiamo fatto da quando Pioli è qui. Questo è ciò che conta”.

Nei giudizi espressi dal direttore sportivo Ausilio qual è la cosa che ti è piaciuta meno e che pensi la squadra possa tirare fuori in positivo?
“Non ci sono cose che non mi sono piaciute. Il direttore sportivo deve motivare la squadra, quando ci sono i momenti in cui dire le cose le deve dire. Ha risposto così in quel momento, ora dobbiamo fare bene per tutta la gente che lavora per noi. Poi quando le cose non vanno bene chiunque può dire la sua per aggiustare le cose. Il discorso è chiuso, dobbiamo guardare avanti. Mancano sette partite molto importanti”. 

Cosa vi siete detti nello spogliatoio vedendo un atteggiamento come quello del primo tempo di Crotone?
“Non era sicuramente l’atteggiamento giusto, ma nessuno si aspettava questa squadra così molle. Ci siamo arrabbiati tutti, giocatori e staff; si è visto il lavoro fatto in questi mesi, le caratteristiche viste sul campo. Non era una gara da Inter”.

Ti pesa il pensiero di non avere segnato al Milan?
“No, lo dissi già all’andata. La cosa non è che non mi faccia dormire la sera, certo segnare al derby da capitano dell’Inter dà soddisfazione”.

Ti dà fastidio sapere che Bauza è stato esonerato e sentirlo dire che ti avrebbe chiamato presto?
“La nazionale per me è un premio. La foto di Maxi Lopez? Si sono dette tante cose che non c’entrano niente anche relativamente alla mia famiglia. Io sono molto tranquillo, so che Bauza voleva chiamarmi, ho visto i messaggi che ha mandato a Zanetti. Vedremo chi sarà il ct, io continuerò a fare bene per guadagnarmi la Nazionale. Non c’entra niente parlare della mia vita privata in questo momento, a due giorni da una partita importante”.

Colpisce il fatto che a San Siro sei un killer, in trasferta non segni da settembre su azione. E’ un problema di deficit di gioco?
“Penso sia una casualità, non ho mai guardato a questa cosa e non ricordo i numeri degli anni passati. Certo, a San Siro mi trovo meglio coi nostri tifosi. La cosa importante però è vincere anche in trasferta”.

Se segni due gol al Milan cosa prometti?
“Non posso promettere niente, non so se Suso è andato poi a casa a piedi. Sarà bello segnare se posso”.

A cosa è dovuto il calo delle realizzazioni dopo l’Atalanta?
“Non so, il mio dovere è fare gol. Non credo sia una scusa la tattica, all’inizio ho fatto bene ma ora mi sta mancando il gol. Ma non si può segnare sempre, ci sta che un attaccante lo possa fare. Ma sono uno regolare, ho sempre segnato parecchio da quando sono all’Inter”.

FcIN – Dato il momento difficile dove vengono amplificate alcune situazioni come ad esempio quella di Gagliardini, la tua impressione è che quello che è successo è dovuto ad uno sfogo per i tifosi? Tu lo avresti fatto?
“Siete sempre voi giornalisti a fare casino, nel calcio ci sta. Penso che Roberto è andato a vedere un quarto di finale di Champions League molto bello dove la Juve ha fatto una gran gara. Vedere il Barcellona non capita tutti i giorni, poi era a un’ora di macchina da Milano. Capisco anche i tifosi, vista la nostra sconfitta contro il Crotone. Anche mio figlio voleva andare a vedere la gara. Meno male che non ci siamo andati, a questo punto. Capisco i tifosi ma si può capire anche Roberto”.

Hai spesso fatto capire che ti piace giocare con questo modulo. Ma spesso ti abbiamo visto isolato in area e in difficoltà per far salire la squadra. Ti troveresti bene con una punta di fianco?
“Valuta il mister, ma il modulo che abbiamo è adatto alle qualità dei giocatori che abbiamo oggi. Abbiamo esterni come Candreva, Perisic, che sanno andare sulla fascia e fare cross. Ma se ho una punta vicino a me, come Palacio a Crotone, va bene, io mi adatto al modulo che decide il mister”.

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