Inter, Icardi: “Bello segnare contro Juve e Milan. Sono migliorato in tante cose”

Icardi

Mauro Icardi, attaccante e capitano dell’Inter, è stato intervistato in esclusiva alla televisione di casa e ha parlato principalmente delle sue reti e il suo momento in neroazzurro: “Ho fatto 100 gol con la maglia dell’Inter. L’area di rigore è la zona dove mi trovo meglio, sono un attaccante e devo fare gol. Quella è la mia casa”.

Sul derby vinto per 3-2 con una sua tripletta: “Il secondo gol nel derby è stato una cosa diversa, ho avuto la fortuna di non prenderla benissimo ed è andata sull’altro palo. Una volta ho segnato in rovesciata, ma me l’hanno annullato. Devo provare a farne uno così per aggiungerlo alla mia lista. Mi capita di fare gol identici poiché faccio dei movimenti a ripetizione e, di conseguenza, capita di fare gol simili tra loro”.

Sulla vittoria contro la Juventus per 2-1: “Bello segnare di testa contro la Juve. Era una partita difficile, poi è arrivata questa palla alta, anche un po’ bagnata, ed è stato un bellissimo gol. Lo stesso contro il Frosinone: dovevamo vincere in un match complicato e con quella rete siamo arrivati ai tre punti“.

Sui rigori: “E’ una responsabilità, tutta la squadra dipende da un mio tiro. Sono abituato ad essere sotto pressione, a guardare il portiere… tante cose capitano in quel momento. Sicuramente, una cosa che mi contraddistingue è il non essere condizionato dall’ambiente. E questo mi aiuta tantissimo. Il cucchiaio? E’ un po’ un rischio, i portieri ci studiano. Io guardo il portiere quasi fino alla fine e se sbaglio anche per un secondo poi posso fallire. Ricordo quello del 2-2 al San Paolo di qualche anno fa: andò bene. Bella responsabilità anche il terzo gol al Milan. In quei momenti ci sono tantissime persone che aspettano un tuo gol ed è stato spettacolare, per questo ho mostrato la maglia: per coinvolgere il pubblico”.

Sulla Fiorentina e Sampdoria, entrambe squadre che hanno subito una tripletta dal numero nove neroazzurro: “Nel gol con la Fiorentina dell’anno passato, invece, ho fatto qualcosa di diverso. La palla era rimasta lì, ho fatto un altro dribbling ed è uscito fuori un gol diverso visto che di solito calcio subito in porta. Il tacco con la Samp? L’ho pensato subito. Ho spostato il pallone sul destro e ho segnato. Per fortuna, perché poi rivedendolo alla tv mi sono accorto che avevo Rafinha tutto solo da poter servire…”.

“Sono migliorato in tante cose – spiega Maurito -. In particolare, sono più sereno in campo rispetto all’inizio. In questo modo sei più tranquillo, più agile nel pensare. E poi non si smette mai di imparare. Io ho 25 anni e ho ancora un margine molto ampio per crescere. Accetto sempre i consigli di compagni e allenatori per questo motivo. Sogno di fare gol in una finale di Champions o di un Mondiale. Insomma, una partita che sia importantissima e che resti nella storia. Un gol importante per me e per la squadra. Ma sono tranquillo, perché so che la gioia di fare gol c’è sempre, anche nelle amichevoli”.

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