L’Inter di Simone Inzaghi non sa più vincere. O meglio, mi correggo, perché quello che ho scritto poc’anzi è ingiusto e non corretto nei confronti dell’attuale tecnico e della rosa interista: i nerazzurri non sanno più vincere nei big match, le cosiddette partite di “cartello”, quelle per le quali si fermano le città intere e la gente riempie locali e stadi.
Il dato, ad oggi, è oggettivo e palesa una difficoltà non da poco per la squadra meneghina, nonostante una situazione di classifica non disastrosa (è 3° a -7 da Napoli e Milan) rispetto allo scorso anno dove sempre nelle prime 9 giornate aveva accumulato 18 punti, perdendo contro il Milan e pareggiando con Lazio ed Atalanta, mentre quest’anno si è pareggiato con i bergamaschi e la Juventus mentre si è perso contro i biancocelesti.
Allora quale è la differenza? Perché si parla di un’Inter in difficoltà ed in crisi nei big match?

La classifica dell’Inter rispetto allo scorso anno

Quella, da molti, considerata la partita della svolta nella scorsa stagione

Il primo dato da analizzare è che i nerazzurri, a differenza dello scorso anno, dove arrivavano in questo periodo da un pareggio e due vittorie consecutive, sono reduci da due pareggi e una sconfitta (esclusa la Champions League, ovviamente), di conseguenza la percezione mentale che si ha è totalmente differente.

Inoltre si nota palesemente la mancanza di leadership che Antonio Conte riusciva a dare: nulla da togliere a Simone Inzaghi, anzi, la sua Inter a volte gioca anche decisamente meglio di quella dell’ex tecnico interista, ma sembra mancare di quella solidità difensiva, oltre che della tenacia e di lucidità mentale necessarie a conquistare grandi risultati.

I sostituti di Lukaku, Eriksen ed Hakimi: top e flop

A ciò va aggiunta una mancanza abbastanza evidente, anche se non in tutti coloro che sono arrivati nel calciomercato estivo, di rendimento dei giocatori chiamati a sostituire Lukaku, Eriksen ed Hakimi: se per Edin Dzeko il discorso non si pone, in quanto autore di 7 reti in 9 partite di Serie A e autore fin qui di un inizio di stagione clamoroso dal punto di vista dell’apporto in qualità di gioco e gol, lo stesso non si può dire per Calhanoglu e Dumfries: il turco ha incantato solo nella prima giornata contro il Genoa, anche se la sua prestazione contro la Juventus ha lasciato segnali incoraggianti e di ripresa dopo praticamente quasi una decina di partite dove non si è quasi mai visto.

Discorso differente per l’olandese: acclamato praticamente come un eroe dal popolo interista, sembrava essere partito con il piede giusto salvo poi inciampare in tanta panchina o prestazioni negative, culminate con il fallo da rigore commesso contro la Juventus da subentrato che non ha permesso ai nerazzurri di ottenere i tanto agognati 3 punti contro la Vecchia Signora.

In sintesi Simone Inzaghi ha ancora molto da lavorare, soprattutto sull’aspetto mentale di un’Inter parsa troppo rinunciataria contro la Juventus quasi come per paura di lasciarsi scappare l’ennesimo big match della stagione. La possibilità di riscatto per riuscire però a smentire gli scettici è alle porte: dopo le partite con Empoli ed Udinese infatti ci sarà il derby contro il Milan di Pioli, lanciato in fuga assieme al Napoli primo in classifica e a +7 dalla banda nerazzurra.

L’occasione per tornare a far sognare i tifosi interisti e accorciare le distanze sugli acerrimi rivali rossoneri, per poter far nuovamente sentire la propria voce nella lotta Scudetto.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.