Inter, Handanovic tuona: “Bisogna reagire e tornare a essere quelli del girone d’andata”

Samir Handanovic

L’estremo difensore del”Inter, Sami Handanovic, ha voluto analizzare la stagione dei nerazzurri relativa alla futura qualificazione in Champions League attraverso i microfoni de Il Corriere Dello Sport. L’ex Udinese, però, ha voluto esprimere il proprio pensiero riguardo la tragedia che ha colpito la famiglia di Davide Astori e la Fiorentina: “Tutti adesso ne parlano, ma per come sono fatto io, anche per rispetto dei familiari, questo è il momento del silenzio. Domenica mattina eravamo nello spogliatoio e non credevamo a ciò che ci hanno detto. “Com’è possibile?” abbiamo pensato. I ragazzi che hanno giocato nella Fiorentina (Vecino e Borja Valero, ndr) ci hanno confermato che la notizia era vera ed è stato uno choc per tutti. Poteva capitare a ognuno di noi e una cosa simile ti fa ricordare quali sono le cose più importanti della vita”.

Napoli arrabbiato: Non so se sarà più arrabbiato. Loro giocano sempre allo stesso modo: in casa contro il Lipsia hanno perso, ma poi sono andati in Germania e hanno fatto molto bene. Un risultato negativo non deve far pensare che abbiano meritato la sconfitta perché non tutte le gare nascono e finiscono allo stesso modo. Dobbiamo pensare a noi stessi, non agli altri. Il Napoli lo conosciamo abbastanza bene, sappiamo come gioca e quali sono i suoi punti forti”.

Chi toglierebbe al Napoli: “Io toglierei… Sarri perché questi tre giocatori, ma anche Allan, Koulibaly, Zielinski e Hamsik, sono diventati così forti e sono migliorati con lui in panchina. E’ stato Sarri che ha permesso loro di esprimersi al massimo e di fare il salto di qualità”.

Andata al San Paolo: “All’andata abbiamo disputato una buona prova e ci è mancato l’ultimo passaggio, il tenere un po’ di più la palla. Al Napoli non devi permettere di fare un grande palleggio sennò è dura”.

Senza qualificazione Champions è un fallimento? E’ un’eventualità che abbiamo il dovere di non prendere neppure in considerazione. Bisogna reagire e tornare a essere quelli del girone d’andata”.

Soddisfatto della stagione? “Se me lo avesse chiesto a dicembre, le avrei risposto di sì e avrei aggiunto che sarebbe stato necessario tenere alta la concentrazione fino alla fine. Adesso sono un po’ meno soddisfatto. Nel campionato ci sono alti e bassi e questo è sicuramente un momento negativo che dobbiamo superare”.

Scudetto: Sognare era legittimo in quel momento e neppure io ero… immune dal farlo, ma nella mia testa ho sempre avuto come traguardo la Champions, l’obiettivo fissato dalla società”.

Pregi primi 4 mesi:: “La compattezza e la mentalità di tutti”.

Calo da dicembre: “Era fisiologico che sarebbe arrivato un calo. Dobbiamo evitare che voci di mercato, e mi riferisco ai rinnovi dei contratti, ai tanti giocatori che possono arrivare o andar via e a cose simili, tolgano spazio al campo perché parlare di tutti questi argomenti destabilizza solo l’ambiente. Le speculazioni dei media fanno parte del “circus”, ma noi come Inter dobbiamo imparare a rifiutarle in maniera forte e netta. A volte invece queste cose vengono un po’ troppo cavalcate da tutti. Durante una stagione va difeso e protetto il gruppo che c’è. E’ controproducente sentir parlare sempre di acquisti che devono sostituire chi è già qui e dà il massimo per la maglia. Tutto questo secondo me ci ha un po’ disturbato. Io penso che il giocatore debba fare sempre il giocatore, ma mi permetto di esprimere un giudizio di questo tipo in modo da dare un mio contributo”.

Rammarichi: “I gol subiti a Firenze e a Ferrara dopo il novantesimo. Con quelle due vittorie l’autostima sarebbe maggiore”.

Spalletti ha portato una nuova mentalità: “Sì e penso che sia evidente”.

6 anni senza Champions: “La storia e il blasone dell’Inter parlano da soli e dicono cosa deve fare e dove deve essere questa squadra tutte le stagioni”.

Icardi? “I record individuali devono essere l’ultimo dei nostri pensieri. Servono i gol di tutti per arrivare all’obiettivo”.

Spogliatoio poco unito: “Che è compatto e che rispetto a dicembre non è cambiato niente. I mali e le voci negative escono perché i risultati non sono più quelli di prima, ma il modo di allenarci e di stare insieme non è cambiato”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.