Inter, Eriksen per l’all-in Scudetto. Ma è ciò di cui Conte aveva bisogno?

Dopo intere settimane dense di fitti contatti e telefonate, per un instancabile filo diretto Milano-Londra, l’Inter ce l’ha fatta: Cristian Eriksen è un nuovo calciatore nerazzurro, e lo sarà fino al 2024.

Varie fonti riferiscono che la trattativa era partita ufficialmente alla fine di novembre, con tentativi di strappare il calciatore a parametro zero. Eppure, al 28 gennaio, i tifosi dell’Inter possono già impazzire di gioia: Christian Eriksen ha lasciato subito il Tottenham.

Subito per modo di dire, vista una logorante attesa durata l’intero mese di gennaio che aveva fatto presagire il peggio; ma poi, come un’amata che attende il suo lieto fine, i nerazzurri hanno visto la luce. Nelle casse degli Spurs sono finiti 20 milioni, la percentuale di solidarietà (il 5% in più, ndr) e l’incasso di un’amichevole tra i due club.

ERIKSEN ALL’INTERNO DELL’UNDICI DI CONTE

Nato e svezzato come trequartista, ruolo al momento inesistente nello scacchiere di Antonio Conte, Eriksen è capace di destreggiarsi in tutti i ruoli del centrocampo. In particolare, un’altra posizione a lui congeniale è quella di mezz’ala sinistra, la seconda più occupata in carriera, dopo appunto quella da classico dieci.
Difatti, è proprio lì che giocherà, svolgendo gli oneri svolti fino a metà ottobre da Stefano Sensi, vale a dire quella di trequartista in fase di possesso, di mezz’ala in linea con gli altri due centrocampisti in fase di non. Chiaramente a cambiare fortemente sarà il tasso tecnico e l’esperienza internazionale, oltre alla stimmate del campione consumato, sebbene abbia soli quasi 28 anni e sia ancora nel pieno della propria maturità calcistica.
Inoltre, da evidenziare più e più volte la sua innata capacità sui calci piazzati, tale che Mauricio Pochettino gli porse il soprannome “Golazo” per la bellezza dei suoi gol.

ERIKSEN E IL CALO ACCUSATO NELL’ULTIMO ANNO

Tuttavia, non è oro tutto quello che luccica, come direbbero i più navigati. Un po’ la difficile situazione contrattuale, un po’ la crisi generale che ha avvolto il Tottenham, in questa stagione Eriksen ha deluso e non poco. A parlare sono i dati, con un bottino di 2 reti e 2 assist in 20 partite, e un rapporto col nuovo tecnico Jose Mourinho mai sbocciato. Già l’anno scorso è stato diverso, con la canonica doppia cifra raggiunta, quasi un habitué per lui, oltre alla bellezza di 12 assist. Inoltre, è da sottolineare come sia stato il calciatore ad aver creato il maggior numero di azioni offensive nelle qualificazioni ad Euro 2020 con la sua Danimarca (41, ndr). Un rendimento a due facce, che va senza dubbio contestualizzato e stigmatizzato, vista soprattutto l’avventura totalmente differente a cui sta andando incontro.

COME ERIKSEN PUO’ SOPPERIRE ALLE FALLE DEL SISTEMA INTER

Nonostante la prematura eliminazione in Champions League ai gironi, la stagione dell’Inter attualmente è da considerarsi molto positiva. Sorride particolarmente lo score in campionato, con i soli 3 punti che dividono i nerazzurri dalla Juventus campione in carica e 1° in classifica. In ogni caso, complici un forte calo accusato nell’ultimo periodo, lentamente Antonio Conte sta notando numerosi intoppi nella crescita della sua creatura.
In primis, troppi infortuni hanno fatto sì che abbiano giocato sempre gli stessi, specie a metà campo, dove in molti sono col fiato corto. Gli esterni non stanno brillando, loro che sono i cardini del gioco contiano. Inoltre, anche la difesa ne sta risentendo, per lo più poiché sta mancando il giusto apporto ed equilibrio da parte della mediana.

Ecco che entra in gioco la carta Eriksen, il quale, unito ai nuovi innesti sulle fasce, darà maggior lucidità a una rosa logora già nel mese di gennaio. La sua qualità permetterà a un attualmente acciaccato Marcelo Brozovic di non doversi accollare tutte le responsabilità qualitative in mezzo al campo. Senza dimenticare, come già sottolineato, la sua eccellente visione di gioco, capace di aprire nuove vie e tracciare arcobaleni da rincorrere e sfruttare. Visione e lettura della gara riscontrabili anche nella battuta dei calci piazzati, fenomenale freccia nell’arco del danese, strumento da nessuno posseduto da tempo immane nell’Inter. Infine, dal momento in cui ogni anno o quasi giunge in doppia cifra, è lecito aspettarsi anche dei preziosi gol, non solo assist.

Cresce l’attesa e tra i tifosi in vista del suo debutto dal 1′ che, verosimilmente, avverrà il 9 febbraio, data del derby contro il Milan.
Lui, l’uomo del destino, debutterà per davvero contro i cugini, come fatto dall’ultimo grande 10 dell’Inter, ovvero Wesley Sneijder. Tante analogie, tecniche e storiche, che i tifosi sperano verificarsi anche in termini di vittorie e gioie.

Fonte Foto: Inter.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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