Ci avviciniamo al termine del campionato e l’Inter vede sempre di più avvicinarsi l’obiettivo scudetto. Ora Conte e i suoi uomini sono chiamati a stringere i denti per le ultime partite in modo da ottenere la matematica il prima possibile e festeggiare con qualche giornata d’anticipo. Sono 11 i punti che separano l’Inter capolista dal Milan secondo, sono invece 8 le giornate che mancano per concludere il campionato di Serie A. L’Inter, specie nel girone di ritorno, ha dominato il campionato infilzando una striscia di 11 vittorie consecutive che hanno permesso alla squadra di avvicinarsi, giornata dopo giornata, alla vittoria dello scudetto. Ancora non c’è l’ufficialità ma in casa nerazzurra si stanno già facendo i classici calcoli per capire quando effettivamente si potrà stappare lo spumante.

Pressione trasformata in motivazione

Sono diversi i meriti di Conte e di tutta la squadra che nel lungo periodo hanno poi fatto la differenza. L’eliminazione precoce dall’Europa ha di certo aiutato, anche se quella dalla Champions rimane un’uscita che ha messo in evidenza qualche limite in ambito internazionale. Tuttavia, senza impegni europei il trend dell’Inter è di certo migliorato e i risultati ne sono un’ottima conferma. Conte in questo modo ha avuto più tempo per preparare le partite risparmiando anche fatica e energie causate dai viaggi, dalle preparazioni e dalle partite stesse giocate in Europa. Se ad inizio campionato la squadra ha avuto qualche alto e basso, nel 2021 Conte ha invertito definitivamente la rotta prendendo la strada giusta senza mai uscire fuori pista. Vincere aiuta a vincere, lo ripete spesso l’allenatore ed è una evidente realtà. La squadra nel corso del campionato ha acquisito una maggiore consapevolezza trasformando la pressione in motivazione.

Fase difensiva e formazione titolare

Conte ha sempre dato importanza alla fase difensiva ed è uno dei fattori principali per vincere in Serie A. L’Inter vanta la miglior difesa insieme alla Juventus (in termini numerici) ma il trio difensivo composto principalmente da Skriniar, De Vrij e Bastoni offre grandi garanzie e solidità, oltre ad un’ottima intesa maturata grazie alle tante partite giocate insieme. A proposito di questo, un altro merito di Conte è quello di aver trovato una formazione titolare e di schierare quasi sempre quella. Qualche cambio ogni tanto c’è ed è normale, ma negli ultimi anni gli allenatori italiani ruotano i giocatori ogni settimana, a prescindere da eventuali impegni ravvicinati o meno.

L’Inter è una delle poche squadre, prendendo in considerazione quelle che lottano per i piazzamenti UEFA, con una vera e propria identità per quanto riguarda la formazione titolare. Conte cambia poco ma non snatura la squadra dal punto di vista del gioco e degli schieramenti. Ieri contro il Cagliari, per esempio, Sanchez è sceso in campo da titolare al posto di Lautaro e Darmian ha fatto rifiatare Hakimi (almeno dal primo minuto). L’esterno ex Parma tra l’altro ha segnato la rete decisiva per i 3 punti (su assist proprio del marocchino, subentrato nella ripresa), segno come Conte sia riuscito a formare un gruppo solido e anche le riserve, quindi giocatori solitamente meno impegnati, riescono a dare il loro ottimo contributo quando chiamati in causa.

Per arrivare a disputare prestazioni convincenti, così come sta facendo l’Inter, è importante avere un’ossatura definita, stravolgere ogni giornata può essere controproducente mentre Conte, schierando quasi sempre gli stessi giocatori, ha aiutato il processo di intesa tra i vari calciatori e quindi facilitato la coesione di squadra. Lukaku e Lautaro, per esempio, si conoscono molto bene in campo, uno è sempre al servizio dell’altro e sa come mettere nelle giuste condizioni il compagno. Quando segna uno, spesso l’assist è confezionato dall’altro e viceversa. Conoscere il compagno o i compagni di reparto è fondamentale, anche la difesa agisce in questo senso.

La lettura delle partite dell’Inter di Conte

L’Inter magari non giocherà un calcio spettacolare ma sa interpretare bene le partite e limitare l’avversario. L’impressione è che i nerazzurri siano sempre in controllo del match, sanno quando attaccare e come farlo, sanno quando difendersi e come farlo. In 90 minuti non si può sempre giocare in fase offensiva, è opportuno anche saper come muoversi quando c’è da difendere e rendere il più sterile possibile il gioco avversario. Questo succede spesso, è un grande merito dell’Inter e il primo posto in classifica certifica i progressi di Conte e i suoi giocatori durante il campionato, in particolar modo da fine gennaio in poi. Nel girone di ritorno infatti sono arrivate solo vittorie, ora si aspetta la vittoria più importante che conferma matematicamente la conquista dello scudetto. Un campionato di fatto dominato, non solo per quanto riguarda i punti, c’è anche da dire che per diversi mesi in vetta alla classifica c’è stato il Milan.

Per dominato si intende quindi la capacità dell’Inter di mostrarsi nettamente più forte delle avversarie nel lungo periodo, di capire che alcune vittorie sono più pesanti di altre, di saper giocare bene e di portare a casa i risultati anche nelle partite più complicate. Una vera squadra si riconosce anche dai punti ottenuti da situazioni critiche, l’Inter diverse volte ha vinto in questo modo. Quando la partita è in bilico, quando tutto può succedere, l’Inter spesso ha la meglio. Non si parla di fortuna, ma di determinazione e concretezza. Senza questi due fattori non si è primi in classifica a +11 sulla seconda con 8 partite dal termine del campionato.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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