Inter, De Vrij: “Spalletti tecnico chiaro, sa cosa vuole. Compagni? Skriniar e Miranda fortissimi”

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stadio meazza-milano

Il difensore dell’Inter Stefan De Vrij ha rilasciato un’intervista a Il Corriere dello Sport dove ha parlato di diversi argomenti. Il centrale nerazzurro è tornato anche sull’esperienza alla Lazio e in particolare ha parlato in merito all’ultima partita in maglia biancoceleste, giocata proprio contro l’Inter.

“Alla Lazio ho sempre dato il massimo, se avessi voluto favorire l’Inter non avrei aspettato l’ultima giornata. A tre partite dalla fine ho segnato e la penultima ho salvato un gol sulla linea a Crotone. Per me è stata una bellissima esperienza, sono cresciuto tantissimo e a Roma ho molti amici che sento ancora. Mi sono trovato bene e ho vinto la Supercoppa italiana. Con Inzaghi poi avevo un ottimo rapporto, lui è molto bravo, un tecnico che mi piace. Tra le sue migliori qualità c’è quella di saper gestire bene il gruppo. Lazio – Inter? Alla Lazio mi conoscevano e se loro mi hanno fatto giocare vuol dire che si fidavano di me. Nessuno di loro mi ha detto niente per l’errore che ho fatto e che ha portato al rigore su Icardi. Un errore nel calcio purtroppo si può fare, soprattutto in quella situazione visto che nel secondo tempo abbiamo giocato molto vicini alla nostra porta. Gli interisti hanno iniziato lì ad amarmi? Qualche tifoso me lo ha detto, ma io quella sera ho dato il massimo per la Lazio, come un vero professionista”.

Ronaldo? “Non credevo venisse in Italia. Per il calcio italiano il suo sbarco in Serie A è stato positivo, perché dà una bella spinta a tutto il movimento. L’ho sfidato con la nazionale, in un’amichevole contro il Portogallo, prima del Mondiale del 2014. Finì 1-1 e lui segnò nel finale, ma su calcio d’angolo. L’attaccante più forte che ho affrontato però è Mbappé”.

Discorso Spalletti: “Strootman mi aveva parlato bene di lui. È un tecnico molto positivo e chiaro: sa cosa vuole e come ottenerlo sul campo, ci fa capire come dobbiamo giocare e ci alleniamo duramente, ma è anche una bravissima persona. Un sergente di ferro? No, fa pure delle battute, ma non sul campo. Lì non si scherza, ma si lavora forte. In Italia ho imparato a marcare l’uomo, ma resto sempre un difensore olandese e quando giocavo in patria veniva curata soprattutto la tecnica e la fase di costruzione della manovra. Per questo ho imparato a impostare da dietro”.

Rapporto con i compagni: “Skriniar è fortissimo nei contrasti, idem Miranda che è un maestro nell’andare in anticipo; Ranocchia tatticamente è davvero bravo e come persona mi piace tanto. Un regalo a Politano per l’assist col Torino? Lo deve fare lui a me, segnando di testa gli ho regalato un assist da aggiungere alle sue statistiche”.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo