Fulvio Collovati, ex difensore dell’Inter degli anni ’80 e Campione del Mondo 1982, ha analizzato il momento della squadra nerazzurra ai microfoni di TMW Radio, non lesinando critiche alla dirigenza meneghina:

“Otto partite in due punti: le ultime gare parlano di una media ben peggio che da retrocessione. Servirebbero fiumi di parole, possiamo sintetizzare dicendo che vi sono stati troppi cambiamenti radicali in società. Vuol dire che prima mancava un punto di riferimento, di cui i calciatori hanno bisogno”.

Sulla squadra.
“È stata costruita male, è sopravvalutata: le ultime due campagne acquisti sono state fallimentari. Il denaro è stato speso, ma male, comprando a caso senza un progetto di costruzione di squadra. Si è vissuto alla giornata”.

Ausilio dovrebbe dimettersi?
“In qualsiasi altra azienda, non calcistica, sarebbe così. La persona alla quale viene affidato un ruolo di potere, in questo caso sul mercato, deve comprare dei giocatori in base alla cifra stanziata dalla società. Se questi giocatori sono sbagliati paga chi li ha scelti. Fuori dal mondo del calcio è così, nel calcio così. Però se è stato scelto un altro dirigente come Sabatini vuol dire che la società non è soddisfatta. È tutta una serie di concause, anche gli allenatori sono stati sbagliati, anche se penso che questo sia l’ultimo problema”.

A tal proposito, da chi ripartire?
“Mi sembra che sia stata scelta una persona: pieni poteri a Sabatini. Gli allenatori bravi sono già presi, l’Inter potrà prendere Spalletti, Pochettino o Jardim. Però non sono prime scelte: la prima è Conte, la seconda è Simeone. Loro non sono liberi, gli altri sono terze o quarte scelte”.

Spalletti è un gradino avanti a Pioli.
“Sì. Chi va a leggere la storia dell’Inter vede che la figura dell’allenatore forte ha sempre avuto successo, forse l’unico è stato Lippi, arrivato con pochi poteri e poi andato via quasi subito. Per il resto, penso a Herrera, Trapattoni, Mourinho: tutti uomini forti. Spalletti è un uomo forte, che ha carattere. E Roma è una piazza difficile quanto Milano. Non sarà la prima scelta, ma sarebbe un ottimo allenatore”.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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