Inter, Chivu sulla Champions: “L’Inter pecca di esperienza”

tifosi inter

L’ex giocatore dell’Inter ed attuale allenatore degli under 14 nerazzurri, Christian Chivu, ha conquistato il suo primo titolo contro le giovanili del Barcellona. Proprio contro i  blaugrana,Chivu, ha ricordi particolari di quell’annata targata conclusa col triplete.

Queste le sue parole ai microfoni de La Gazzetta dello Sport e riportate da Fcinter1908.it: “È il ricordo di una partita storica: affrontammo una squadra che faceva del calcio che non s’è mai più visto. Al Camp Nou neppure dovevo giocare, poi si fece male Pandev e in extremis Mourinho mi schierò ala sinistra. L’ultima volta che avevo fatto quel ruolo era forse nel 1994, da bambino, in Romania. Ma chiunque altro avrebbe detto sì al posto mio, pur di giocare”

Dopo quel 2010, l’Inter e la Champions League non sono andati molto d’accordo adesso cosa deve cacciare per tornare tra le grandi? :
“Rispondo così: la forza della mia Inter era il sacrificio, l’intelligenza nel capire che per vincere serviva la massima disponibilità. I giocatori di oggi devono avere la nostra stessa voglia di impegnarsi senza sapere dove realmente si può arrivare. Mi spiego: quell’Inter lì stava per complicarsi la vita a Kiev, nel girone. Nessuno pensava quella sera che avremmo vinto la Champions. Ci vuole anche fortuna, certo. Ma soprattutto devi saper credere in quello che fai”.

L’Inter puà passare il girone di ferro contro Barca, Tottenham e PSV? :“È un girone equilibrato, l’Inter ha grande qualità e se devo trovare un difetto è la mancanza di esperienza a certi livelli. Spalletti può compensare questa mancanza. Ho giocato una Champions con lui, ha una qualità che può risultare decisiva: la cura dei particolari. È un maniaco da quel punto di vista, in campo europeo è fondamentale per una squadra che vuole riscrivere un pezzo di storia”

La fonte d’ispirazione di Chivu in questa nuova avventura da allenatore: Ho preso un po’ da tutti i grandi che mi hanno allenato. Ma se devo dirne uno, penso a mio padre. Era tecnico anche lui: quando ero bambino mi arrabbiavo perché invece di parlare con me si metteva a pensare alle partite, agli schemi…ecco, ora a distanza di anni lo capisco. Moduli? No, nessuno modulo, ai miei ragazzi faccio una testa così perché cerchino di continuo l’uno contro uno “.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.