Inter, Borja Valero: “Contro il Barcellona partita speciale per me. Futuro? Per ora mi godo la mia tappa qui”

Borja Valero

A poche ore dal fischio d’inizio di Barcellona-Inter, il centrocampista neroazzurro Borja Valero è stato intervistato dal quotidiano spagnolo El Pais ed ha parlato di diversi argomenti inerenti non solo all’ambiente interista, ma a tutta la sua carriera. 

L’ex Villareal ha iniziato parlando del suo approdo in Italia e delle sue prime stagioni in Serie A, disputate con la maglia della Fiorentina, dicendo che fu catapultato in un calcio diverso al quale, però, riusci presto ad adattarsi. 

A seguire, il 33enne ha parlato di Spalletti, definendolo un allenatore vecchio stampo, del suo ruolo preferito in mezzo al campo e del significato che ha per lui, cresciuto nel Real Madrid, il match con i catalani. 

Per chiudere, il calciatore ha parlato anche del suo futuro, dicendo che penserà prima a godersi la tappa interista e poi, se starà bene fisicamente, valuterà un eventuale trasferimento in un’altra squadra. 

Ecco le parole di Valero:

Il mio arrivo in Serie A? “Inizialmente in Italia avevano qualche dubbio perché a un gruppo di giocatori spagnoli non era andata bene in passato. Per mia fortuna arrivò la Fiorentina con un gruppo di ragazzi giovani e con un tecnico nuovo che voleva giocare a calcio. Il tempo mi ha dato ragione, Firenze era fatta su misura per me. Ho cercato subito di essere intelligente. Facevano cose a cui non ero abituato, con un calcio più fisico e più tattico. Ora la Serie A ha influenze di diversi allenatori e può incontrare diverse filosofie”

Se mi piace giocare o capire il calcio? “Mi piace giocare, capirlo sarebbe una follia perché il calcio non è solo razionalità, ci sono anche i sentimenti. Mi piace parlare con i compagni di ciò che non funziona, ma non credo di avere un allenatore dentro di me”

Scarso minutaggio? “E’ una cosa naturale e la devo prendere bene. Ho 33 anni e una carriera lunga alle spalle nella quale ho giocato tanto. Il mister comunque mi conosce e cerca di darmi spazio. In squadra ci sono giocatori forti e io sono felice del ruolo che ho. Per me è lo stesso giocare tanto o solo un minuto, mi basta aiutare la squadra. Arrabbiarsi, discutere o fare brutti gesti non ti porta a giocare di più. Credo che se fossi stato in una squadra di livello inferiore all’Inter avrei probabilmente giocato di più. Ma ho scelto questa sfida e voglio viverla, anche perché sono soddisfatto della mia forma fisica”

Cosa chiede Spalletti? “Quando ho la palla di verticalizzare per creare situazioni di uno contro uno. In fase difensiva di essere ordinato. Spalletti è un tecnico di temperamento che vuole avere tutto sotto controllo, allena la fase tattica e ci fa capire il gioco. E’ un allenatore vecchio stampo che cerca di mantenere la distanza, la relazione deve essere solo allenatore-giocatore”

Ruolo preferito? “Quando ero giovane mi piaceva fare il trequartista, stare vicino all’area per fare assist o segnare, anche se quella non è una delle mie qualità. Col tempo ho scoperto che mi piace essere in contatto col pallone, per me una buona partita è quando tengo per tanto tempo la palla fra i piedi. Col Barça non è semplice tenere il pallone, ma possiamo anche aspettare e attaccare in contropiede”

Contro il Barcellona gara speciale? “Quando uno è madridista lo è per sempre. E’ il rivale eterno e quindi una motivazione extra”

L’assenza di Messi? “E’ un bene per noi perché Messi è unico, speciale e a volte non sai cosa fare per fermarlo”

Il momento del Barcellona? “Non mi pare che siano in difficoltà. Credo sia una squadra che deve evolversi partendo dall’idea del possesso palla. Senza Xavi e Iniesta è giusto cambiare modo di giocare”

Icardi come Messi? “Non lo definirei così. E’ la finalizzazione di tutto il nostro gioco. Quando giochiamo da squadra siamo forti, meno quando non siamo connessi”

Futuro? “Voglio finire la mia tappa all’Inter. Poi, se starò bene fisicamente, valuterò le offerte per giocare ancora un paio d’anni. Se non sarà possibile, mi ritirerò e affronterò la vita”.

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