Inter, ora i gol arrivano dalle retrovie: con un attacco più prolifico è sfida aperta alla Juventus

E’ un’Inter che vince e convince quella ammirata in queste prime battute di Serie A: 6 vittorie su 6, un bottino di 13 reti e 2 soli gol subiti. Numeri che spingono anche i più scettici a pensare che i nerazzurri possano provare a battagliare con la Juventus non solo nello scontro diretto di domenica sera, bensì anche per la vittoria finale del titolo. Certo, per questo tipo di analisi occorrerà pazientare ancora un pò, in quanto ci troviamo ancora all’inizio della nuova stagione.

Inter in testa dopo un ottimo inizio: per i nerazzurri non è la prima volta

Non è infatti la prima volta che l’Inter parte in quinta: come ricordato dallo stesso Conte in conferenza infatti, accadde con Spalletti due anni fa, salvo poi andare incontro al solito tracollo fra Dicembre e Gennaio e terminare la stagione al quarto posto, agguantato peraltro solo all’ultima giornata nello scontro diretto con la Lazio. Più o meno la copia di quanto accadde quando in sella ai nerazzurri c’era Roberto Mancini, ma in quel caso arrivò un misero piazzamento in Europa League. Morale della favola: la storia insegna a non mettere mai le mani avanti. Ciò non toglie ovviamente meriti alla banda guidata dall’ex ct della Nazionale, capace di innescare un importante ruolino di marcia che eguaglia quello di Helenio Herrera, non certo un uomo qualunque.

Nerazzurri ora in possesso di un centrocampo prolifico, ma si attendono risposte concrete dal reparto avanzato

Difesa di ferro, la migliore in europa, ma in generale un collettivo capace di mandare in rete chiunque a rotazione: solo in questo inizio l’Inter ha potuto inserire nella lista marcatori Brozovic, Sensi, Lukaku, Candreva, Lautaro Martinez, Barella e D’Ambrosio. La problematica relativa all’apporto di goal da parte del centrocampo pare ormai alle spalle, rimane la curiosità inerente alla presunta scarsa prolificità della coppia di terminali offensivi sin qui schierati titolari. Lautaro e Lukaku infatti non paiono esattamente due bomber da trenta gol annui. Per intenderci: entrambi posseggono caratteristiche molto differenti da quelle di Mauro Icardi. Anche in questo caso è bene ricordare che ci sia tutto il tempo per smentirmi, ma le prime indicazioni fornite dalle prove sinora disputate non possono essere certo ignorate.

Lukaku e Lautaro ottimi nel gioco fisico: occorre maggior cattiveria negli ultimi metri

Il belga è ottimo nel gioco di sponda a far salire i compagni usufruendo della propria fisicità, ma latita in quanto a cattiveria agonistica e freddezza in 1 vs 1. Sovente riesce a trovare la via della rete e ciò va riconosciuto, ma la strada che conduce all’acquisire quel killer instinct da centravanti di peso in Serie A è ancora lunga.

Lautaro Martinez continua a mostrare grinta da vendere nel dare il proprio apporto alla squadra, ma pare venir meno nelle zone calde del campo: la cattiveria agonistica dell’argentino si annulla sul più bello, al momento in cui viene tentata la conclusione. Una buona dose di sfortuna non manca, ma la sensazione è che il “Toro” stia ancora mostrando solo parte delle proprie abilità, apprezzate nella loro totalità – finora – solo in Nazionale. In aggiunta, va ancora instaurato il feeling tra i due partner d’attacco, aspetto che sicuramente contribuirà a migliorare le situazioni descritte precedentemente.

Occhio alle alternative di lusso: Sanchez e Politano scalpitano

Inoltre, il reparto avanzato interista disporrà di un ritrovato Alexis Sanchez: il cileno, espulsione a parte, ha mostrato lampi di classe pura a Genova. Il gol solo la ciliegina sulla torta, ma il primo impatto è sicuramente da piena sufficienza. Non va trascurata però l’arma in più di Antonio Conte: Matteo Politano è ancora a secco di reti, ma il suo apporto in queste prime uscite è da ritenersi fondamentale funzionalmente alla squadra. Tanto sacrificio, generosità e grinta, oltre ad un “piedino” sempre caldo ma sfortunato. I pali e le traverse colpite dall’ex Sassuolo gridano ancora vendetta. Quando tutti i tasselli verranno incasellati al proprio posto, Conte potrebbe ritrovarsi una vera armata offensiva che andrebbe ad aggiungersi ad un motore (il centrocampo) rinnovato e di qualità, oltre al muro eretto da Handanovic, Godin, De Vrij e Skriniar. Le premesse per dar seguito a quanto fatto di buono fin qui ci sono tutte, ma la parola ora passa ai veri protagonisti della storia. Insomma, tutto sembra pronto per disputare un buon derby d’Italia, ma già domani sera la Beneamata sarà attesa da un impegno niente male in quel di Barcellona…

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Vice Direttore Radio Frequenza Rossonerazzurra, Redattore Novantesimo.Com, Ex Direttore "L' Inter Siamo Noi"

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