Mancano cinque giornate al termine del campionato e la maggior parte dei verdetti devono ancora essere assegnati. La prossima giornata potrebbe tuttavia essere decisiva per decretare qualche sentenza, sia in positivo che in negativo. Ad esempio, l’Inter potrà ufficialmente essere campione d’Italia mentre Parma e Crotone potrebbero salutare il massimo campionato retrocedendo in Serie B. Rimangono poi da assegnare altri posti, ad esempio le qualificazioni per le coppe europee e la terza retrocessa, dove la lotta tra le varie squadre è decisamente più aperta e soprattutto, almeno sulla carta, c’è molto equilibrio. In particolar modo per quanto riguarda la classifica dove più squadre sono a pari punti o comunque molto vicine tra di loro.

Squadre in Serie A poco motivate

Ovviamente, come ogni anno, quando si arriva a fine campionato alcune squadre hanno già raggiunto il loro obiettivo, solitamente la salvezza. Parliamo di squadre che fin dall’inizio della stagione hanno il dovere di raggiungere la quota salvezza il prima possibile per poi concludere con tranquillità il campionato. Oppure, il Verona che può avere ambizioni più alte ma che una volta compreso che i piazzamenti UEFA sono complicati da raggiungere perde le motivazioni e le prestazioni (e i risultati) ne risentono.

Anche il Sassuolo segue le orme del Verona, i neroverdi ogni anno sono consapevoli che accontentarsi della salvezza è molto riduttivo ed è un’offesa verso la qualità della squadra che invece può e deve ambire a qualcosa di più grosso anche se non come obiettivo primario. Tuttavia, il Sassuolo non ha mai mollato ed è ancora in corsa per i posti UEFA, sicuramente non facile ma De Zerbi e i suoi uomini non hanno nulla da perdere. Infatti, il Sassuolo è reduce da 4 vittorie consecutive e ora è atteso da una sfida intrigante contro l’Atalanta che invece vuole difendere il piazzamento in Champions (partita in programma domenica alle 15:00).

La concetrazione dei calciatori senza obiettivi

Altre squadre, invece, hanno come obiettivo la salvezza pur sapendo che la squadra a disposizione sia costruita per ottenere la matematica senza soffrire. Sampdoria, Udinese, Bologna, per fare qualche esempio oltre al già citato Verona. Squadre che, appena ottengono il loro obiettivo e non hanno più nulla da chiedere alla classifica e al campionato, perdono motivazioni andando più volte in black-out. A fine campionato, in generale, non è infatti raro vedere squadre che per diversi mesi hanno dimostrato di saper giocare bene, di mettere in difficoltà anche le big, perdere poi improvvisamente contro avversari inferiori. Oppure, le stesse squadre che giocano contro le big arrendersi troppo in fretta e cadere al primo colpo incassato (ad esempio il Bologna contro l’Atalanta pochi giorni fa).

In queste ultime 5 giornate ci si giocano obiettivi importanti e che possono esser decisivi per il futuro di allenatori, giocatori e a volte addirittura dirigenti. Giocare contro queste squadre, che fino a poche settimane fa poteva essere molto rischioso, ora diventa quasi un vantaggio. Mai sottovalutare qualsiasi avversario, sia chiaro, ma da qui alla fine c’è il rischio che alcune partite possano essere decise da questo fattore, ovvero la troppa leggerezza con cui certe squadre e certi giocatori scendono in campo. Partite che poi possono risultare decisive tra accesso in Champions o Europa League, tra salvezza o retrocessione.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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