Siamo sicuri che la Serie A tornerà in campo a maggio?

Di questi tempi essere ottimisti potrebbe essere la migliore soluzione per superare, anche solo mentalmente, un periodo storico che ci sta obbligando a stare chiusi in casa. Una situazione che in pochissimi avrebbero predetto qualche mese fa. Una cosa che invece noi amanti del calcio ci aspettavamo era lo stop del campionato al triplice fischio di Sassuolo-Brescia, una sorta di ultimo saluto prima di un digiuno calcistico terrificante.

Quando riparte la Serie A?

Vi anticipo già, in questo scritto non troverete la soluzione. In realtà non la troverete da nessuna parte per il semplice fatto che non si può sapere. L’unica cosa certa è che nel momento in cui in Italia guarirà l’ultimo infetto dovranno passare altri 28 giorni per svolgere la procedura di due cicli di incubazione del virus per ritornare ad una semi-normalità dopo una pandemia. In parole povere chi pensa di riprendere a maggio o è un incurabile ottimista o un incosciente.

Serie A o campionato dei diritti Tv?

In un periodo dove la maggior parte di noi si diletta nella visione di una o più serie tv per passare il tempo, nella realtà la situazione all’interno dell’universo calcio italiano non è tanto diversa. D’altronde ci sono tutti gli elementi: continui ripensamenti, colpi di scena, decisioni al limite della follia.

Si passa dal programmare allenamenti per lunedì 23 e mercoledì 25 marzo da parte di Lazio e Napoli, successivamente rinviati, alle parole del ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora che vedeva possibile un ritorno in campo per il 3 maggio, salvo poi smentirsi nei giorni successivi alla Rai: «Sarei molto cauto nell’affermare che il 3 maggio si partirà in maniera ‘normale’ e con gli stadi completamente pieni a un mese e mezzo di distanza credo sia ancora un auspicio, non una certezza».

Le scadenze dei contratti al 30 giugno 2020 nel mondo del calcio

Se la possibilità di ritornare a giocare a maggio è quasi impossibile, lo stesso vale per finire tutta la stagione (nazionale ed europea) entro e non oltre il 30 giugno, data ultima principalmente per i contratti di giocatori, sponsor e altri fattori burocratici.

Da sottolineare il gesto di Willian del Chelsea che ha dichiarato che continuerà a giocare con la maglia dei Blues anche se la stagione si prolungherà oltre il 30 giugno, data della sua scadenza. Un briciolo di umanità in una situazione che di umano sta avendo ben poco tra scelte scellerate e conseguenze tristi.

Conclusione

Tra campionati interrotti e l’Europeo saltato, il calcio sta vivendo un periodo molto difficile e complicato nonché del tutto inaspettato. Inutile girarci intorno, la perdita economica è alta ma soprattutto inevitabile. Lo spazio per polemiche e uscite fuori luogo sarebbe meglio gestirlo con giudizio, tenendo sempre conto della salute che ha l’assoluta priorità.

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