Una telenovela degna della miglior serie tv americana. Ai piedi dell’Etna si parla poco di campo e tanto di cessioni societarie, da più di un anno ormai. 

Archiviato un 2020 comunque felice per il Catania, evitando il fallimento, il nuovo anno non sembra iniziato nel migliore dei modi per i rossazzurri. 

Terzo posto sul campo ma questione debiti e cessione ancora da limare. 

Limare si, perché Tacopina ha prima messo la sigla sulle clausole del preliminare d’acquisto. Poi, arrivati gli allegati, il broker statunitense insieme al presidente di Sigi l’avvocato Ferraù, ha firmato il vero e proprio preliminare. 

Sarà un mese di fuoco perché entro il 25 febbraio dovrebbe arrivare il closing. 

Ma dov’è che balla tutto? Sempre e solo sui debiti, della precedente società (Pulvirenti Lo Monaco), sempre giusto ricordarlo. 

Dicevamo della firma del contratto preliminare d’acquisto. Sembra che in concomitanza della sigla, Nuccio La Ferlita, vicepresidente del CdA Sigi si sia dimesso. 

Ora è da capire se queste dimissioni siano arrivate prima o dopo la la firma, perché da statuto della società detentrice del 100% delle quote azionarie del Calcio Catania, allora bisognerebbe convocare il Consiglio di amministrazione e approvarne uno nuovo. 

Ma fonti vicino alla Sigi fanno sapere che non c’è nessun problema e che comunque La Ferlita continuerà a rimanere socio seppur non ricoprirà più la carica di vice presidente. 

Altro punto sono le cariche dei soci all’interno della società. Infatti sembra che alcuni gruppi, come quello Massimino, Palma, Le Mura, all’interno della Sigi non siano dei soci ma dei finanziatori esterni. 

Non solo loro ma anche degli altri soggetti sembra che siano dei finanziatori. Secondo quanto scritto dai colleghi di SudPress, questi imprenditori vorrebbero indietro il capitale investito. 

Ma parliamo comunque di uno scoglio che non può impedire a Tacopina di diventare il primo presidente straniero del club di via Magenta, ma di una semplice problematica all’interno della SpA. 

Unico vero e grande problema è la questione debitoria. Il gruppo Tacopina ha chiesto garanzie in termini di rimodulazione del debito con i creditori istituzionali. 

Ricordiamo che intanto gli attuali proprietari del club dell’elefante, dovranno mettere mano al portafoglio, perché entro il 31 gennaio dovranno essere pagati tutti gli altri creditori con cui si è già raggiunto un accordo tramite la transazione novativa. 

Verranno d’aiuto le cessioni di Pecorino che va spedito verso la Juventus (300.000€) e del Papu Gomez al Siviglia, dove il Catania incasserà 750.000€. 

Se per quest’ultimo i soldi non arriveranno in un’unica soluzione, con la liquidità che i rossazzurri incasseranno dalla cessione del giovane talento catanese, si potrà puntare ad un acquisto di peso in attacco. 

Il grande scoglio, come dicevamo, è quello con i creditori istituzionali: Agenzia delle Entrate è Comune di Mascalucia

Quest’ultimo, ultimamente, ha proposto un accordo al Catania ma fonti vicino la Sigi fanno sapere che non sono disposti a trattare a queste condizioni. 

Con l’Agenzia delle Entrate è una pratica lunga ma già avviata. Il “plico Catania” però dovrà prima passare dagli uffici regionali e questa è una procedura abbastanza lunga. 

Se non si dovesse trovare l’accordo il sodalizio Etneo potrebbe far ricorso alla Cassazione (terzo grado di giudizio) e passare la pratica a Roma. 

Nelle clausole sembra che ci sia scritto che ogni euro di debito superiore a quanto pattuito, dovrà essere la Sigi a pagarlo. 

Proprio per questo Tacopina chiede a garanzia una fideiussione da parte dei soci di maggioranza ma qui ritorna il problema fra soci e investitori e a dover immettere capitale potrebbe essere nuovamente il solito Gaetano Nicolosi. 

Fra accordi e disaccordi, debiti e crediti va avanti la “telenovela Catania”. 

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Edoardo Sergi, classe 1998 nato a Catania. Studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport.

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