Lazzari, Vavro, Jony e Adekanye: impressioni e prospettive dei nuovi arrivati in casa Lazio

BOURNEMOUTH, ENGLAND - AUGUST 02: Manuel Lazari of SS lazio in action during the Pre-Season Friendly match between AFC Bournemouth and SS Lazio at Vitality Stadium on August 2, 2019 in Bournemouth, England. (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Lo scorso campionato in casa Lazio non è stato particolarmente entusiasmante per diversi motivi. La vittoria della Coppa Italia ha, comunque, reso il giudizio dell’ultima stagione più positivo, considerata anche la conseguente qualificazione ai gironi di Europa League. Ormai una vera e propria abitudine per i biancocelesti, che sognano da qualche anno il ritorno in quella Champions League soltanto sfiorata ultimamente.

Mister Simone Inzaghi ci vuole provare quest’anno con un’identità tattica maggiormente propositiva. Come già sperimentato nell’ultima parte dello scorso campionato, si punterà a far giocare sempre insieme Milinkovic-Savic, Luis Alberto e Correa, che in precedenza venivano solamente alternati per questioni di equilibrio tattico.

Un’arma in più è rappresentata anche dai nuovi arrivati. Come di consueto, i biancocelesti non hanno operato con grandi nomi che scaldano gli animi dei tifosi, ma con operazioni mirate e ben studiate. I quattro acquisti possono rivelarsi molto utili nello scacchiere di Inzaghi. Ve li presentiamo, cercando di analizzare quello che possono portare in più nella rosa della Lazio.

Manuel Lazzari

Dei quattro, Manuel Lazzari è sicuramente il più noto al pubblico italiano. Due ottimi stagioni in Serie A con la maglia della SPAL hanno spalancato le porte di Formello all’esterno classe 1993, visto anche in Nazionale lo scorso anno. Sarà, senza molti dubbi, il titolare sulla fascia destra, ruolo fondamentale nel 3-5-2 di Inzaghi.

Fin qui è stato impiegato dal primo minuto sia contro la Sampdoria che contro la Roma, disputando prove tutto sommato convincenti. Lazzari può aggiungere alla Lazio maggior pericolosità e qualità dal punto di vista offensivo, in un contesto tattico che predilige la spinta dei laterali anche in funzione degli inserimenti in area di rigore. Non solo: grazie alla sua velocità, Lazzari potrà rivelarsi un’arma molto pericolosa in quei ribaltamenti di fronte spesso presenti in una squadra che non disdegna di difendersi bassa.

Ancora da perfezionare l’intesa con Milinkovic-Savic – mezz’ala spesso portata ad allargarsi per cercare la superiorità numerica sulla fascia -, ma è solo questione di tempo. Permane un po’ di scetticismo sul suo apporto in fase difensiva, anche per via della stazza di certo non elevata (174 cm). Ma Lazzari, soprattutto agli ordini di Semplici, ha sempre sopperito con una buona aggressività ed applicazione.

Il rendimento non sempre affidabile di Marusic ha reso necessario l’acquisto di una pedina simile. E, stando almeno alle premesse, l’esterno nativo di Valdagno difficilmente tradirà le aspettative.

Denis Vavro

Difensore classe 1996, Denis Vavro è stato prelevato dal Copenhagen, con cui ha conquistato la vittoria del campionato danese giocando quasi sempre da titolare. Slovacco, è nel giro della nazionale maggiore da un paio d’anni. Si tratta di un centrale dai grandi mezzi fisici, visto il suo metro e 93 di altezza.

Nel precampionato è stato utilizzato praticamente sempre nell’assetto base, ma Simone Inzaghi ha preferito non farlo partire da titolare nelle prime due di campionato. Complice in questo senso il classico periodo di adattamento che i centrali stranieri sono soliti affrontare al loro arrivo in Italia. Ma, visti anche i 12 milioni che il club di Lotito ha sborsato per acquistarlo, Vavro assumerà presto un ruolo importante in rosa.

Nella difesa a tre biancoceleste, l’ex Copenhagen può essere utilizzato sia da centrale di destra che come eventuale alternativa di Acerbi. Rispetto al suo predecessore Wallace, i capitolini sperano che Vavro mostri un rendimento meno altalenante. I mezzi fisici ci sono, l’intelligenza tattica pure, la continuità si vedrà. Ed adesso, con il moltiplicarsi degli impegni, è arrivato il momento di dimostrarlo.

Jonathan Rodriguez Menendez, detto Jony

Gli appassionati del campionato spagnolo lo avranno già notato nelle ultime stagioni, specialmente lo scorso anno quando con la maglia del Malaga si è reso protagonista con 4 gol ed 11 assist.

Jony, classe 1991, è prevalentemente un esterno con qualità offensive che predilige partire da sinistra. Nella rosa biancoceleste è attualmente considerato una alternativa a Senad Lulic. Ed è proprio al posto del bosniaco che Inzaghi lo ha impiegato nel finale del derby di dieci giorni fa.

Rispetto a Lulic, Jony – avendo giocato spesso anche come esterno d’attacco -ha più velocità e propensione all’assist. Inevitabilmente ha lacune in fase difensiva, ma le sue caratteristiche saranno molto utili in quelle partite bloccate in cui sarà la Lazio a comandare il gioco. E non è nemmeno escluso che Inzaghi decida di utilizzarlo in altre posizioni, pensando a qualche variazione tattica.

Bobby Adekanye

Dei quattro è quello forse passato maggiormente in sordina. La Lazio si è assicurata le sue prestazioni già lo scorso gennaio dalle giovanili del Liverpool. Classe 1999, è principalmente un esterno offensivo, ma può agire anche da seconda punta. E’ essenzialmente un brevilineo, veloce e con un ottimo dribbling.

Molti lo vedono come una alternativa a Correa e ad altri ricorda Keita, anche per via del passato nella Cantera del Barcellona. Nel precampionato e nelle amichevoli di metà settimana, il 20enne ha sempre fatto vedere ottime cose, anche se si era presentata l’ipotesi di una cessione in prestito. Presto potrebbe arrivare per lui anche un’opportunità in gare ufficiali. Non gli resta che continuare a lavorare sodo.


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