Il Wettingen si autoretrocede: una scelta che rischia di non rimanere isolata

In attesa di capire se i campionati potranno ripartire o meno, il mondo del calcio continua ad esprimere notevoli – e ragionevoli – preoccupazioni sulla portata della crisi economica che il calcio si troverà ad affrontare. Non è un caso che nel nostro paese si stia cominciando a ipotizzare una riforma dell’intero sistema. Le società che tra i professionisti e i dilettanti rischiano di risentirne in modo molto pesante sono stimate in un numero molto ampio.

Tuttavia, non è solo il calcio italiano a doversi fronteggiare con queste problematiche. E’ di qualche giorno fa la notizia del Wettingen, squadra della Seconda Lega Interregionale svizzera appartenente al Canton Argovia (distretto di Baden). Il club – con un passato importante anche a livello europeo – ha deciso di autoretrocedere date le precarie condizioni economiche esasperate dall’attuale situazione.

L’autoretrocessione del Wettingen: il senso della scelta

La scelta di autoretrocedere adottata dal Wettingen, che prima dello stop occupava la seconda posizione in classifica, è stata sicuramente coraggiosa. Il senso è abbastanza chiaro ed è orientato all’impossibilità di sostenere i costi dell’attuale situazione per un periodo di tempo medio-lungo. Scendere di categoria potrà aiutare a risanare i conti e ripartire – quando sarà possibile – con un rischio di insolvenza e fallimento ridotto.

Wir haben uns diesen Entscheid lange und vor allem sehr gut durch den Kopf gehen lassen. Es ist ein zukunftsorientierter…

Pubblicato da FC Wettingen (Offizielle Vereinsseite) su Venerdì 24 aprile 2020

L’autoretrocessione del Wettingen appare coraggiosa e di forte volontà anche se si considera che in Svizzera la stagione non è stata ancora definitivamente interrotta. Una decisione definitiva verrà presa presumibilmente il 27 maggio, ma intanto già dall’11 si potranno ricominciare gli allenamenti a gruppi di cinque persone.

Scenario possibile anche in Italia?

A prescindere dalla rilevanza della scelta del club svizzero, comunque, il fatto potrebbe risultare simbolico per diverse società che si trovano nella stessa situazione. I dati, soprattutto in Italia, sono abbastanza preoccupanti. Una stima de Il Sole 24 Ore parla di 50mila club a rischio all’interno dell’intero sistema sportivo tricolore. Per quanto riguarda il mondo del calcio, invece, la stima – annunciata dal presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia – si aggira attorno alle 3mila società.

Un’autoretrocessione come quella del Wettingen potrebbe risultare ragionevole anche per diversi club dilettantistici italiani, qualora ovviamente ne venga data la possibilità. Negli ultimi giorni è stata rilanciata da Sportitalia la notizia di una proposta di riforma radicale del sistema calcio, con una riduzione delle società professionistiche da 100 a 60. La logica sarebbe proprio quella di salvaguardare, con agevolazioni fiscali, i club maggiormente a rischio.

Fattibile o meno, è chiaro che qualche misura è attesa. Soprattutto laddove il sistema delle sponsorizzazioni rimane la principale fonte d’introito, un supporto è inevitabile per la ripresa di un calcio simile – anche solo in parte – a quello pre lock-down. Altrimenti, per riportare il sistema in salute e scongiurare le previsioni semi-catastrofiche, scelte responsabili come quelle del Wettingen saranno senz’altro che benvenute.


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